Conosciamo il coniglio più da vicino insieme a Romy Carminati

Quanto realmente conosciamo i conigli e quanto altro ancora abbiamo da imparare su questi piccoli amici a quattro zampe? Proviamo a fare il punto della situazione insieme all’operatrice esperta nell’Etologia delle Relazioni con gli animali, Romy Carminati.

Conoscere un altro essere vivente non è mai un’impresa facile. Facciamo fatica a farlo con chi appartiene alla nostra stessa specie, figuriamoci con chi, invece, è di una specie totalmente diversa dalla nostra.

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Ecco perché, proprio per tentare di saperne un pò di più sui conigli, abbiamo deciso di intervistare Romy Carminati, che da anni opera nel settore del benessere animale – e in questo caso non solo del coniglio -, usando tecniche naturali, energetiche, olistiche e facendo consulenze private, individuali e di gruppo, nonché interventi di formazione per associazioni, che si occupano di diverse attività con gli animali, tra cui anche la pet therapy.

Romy, inoltre, gestisce un rifugio privato, all’interno del quale accoglie conigli di taglia grande e gigante, ex-da reddito, che provengono da situazioni anche di grave maltrattamento o pericolo.

Infine, non è da dimenticare che scrive articoli per alcune riviste e blog di settore ed è autrice del libro Yogurt. Come un coniglio può cambiarti la vita.

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A Romy, quindi, abbiamo rivolto alcune domande, che spesso ci sentiamo fare e sulle quali abbiamo deciso di fare insieme a lei alcune riflessioni.

D: «Secondo la tua esperienza e in base alla tua professionalità, puoi dirci cosa significa oggi vivere con un coniglio? Quanto è difficile? Quali attenzioni richiede questo piccolo amico a 4 zampe e con chi è bene che viva?».

R: «Vivere con un coniglio è un’esperienza meravigliosa, una vera e propria avventura per la quotidianità e per l’anima.

I conigli sono animali affascinanti, pieni di amorevoli contraddizioni, con un’identità, un carattere, una personalità fortissimi.

I conigli sono dei veri e propri insegnanti di vita, ci trasmettono messaggi e lezioni importanti, sono modelli di comportamento: ci insegnano la prudenza; che fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio; che si può archiviare senza dimenticare; che si può sempre offrire e ricevere una seconda possibilità; che ci si può offendere anche per un piccolo sgarbo, ma che si può perdonare facilmente anche una colpa più grave; che si può resistere a (quasi) tutto; che la speranza è davvero l’ultima a morire; che l’amore è fondamentale, come la fiducia e il rispetto; che se non dai non ricevi, ma che se dai ricevi il doppio; che si può amare ed essere amati moltissimo e incondizionatamente pur rimanendo un pochino distanti; che non sono per forza necessari baci, abbracci, stritolamenti e buffetti; che l’amore è fatto di piccole e semplici cose; che a volte le proprie fragilità vanno tenute nascoste per non soffrire o far soffrire chi ci ama, ma che quando ci si scopre e si chiede aiuto, si ricevono un’assistenza e un’amore infinito; che non tutto si può guarire; che a volte bisogna saper lasciar andare.

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Vivere con un coniglio richiede una consapevolezza, un senso di responsabilità e rispetto, sensibilità e qualità empatiche che non tutti hanno, perché il coniglio è una preda, ha un comportamento particolare ed esigenze specifiche, che non tutti sono disposti ad accettare.

Bisogna sincerarsi che in famiglia non vi siano allergie, non essere dei maniaci della pulizia e dell’ordine, non perché il coniglio non sia un animale pulito (al contrario, è pulitissimo!), ma perché come un bimbo piccolo in casa porta divertimento, gioia, ma anche un po’ di scompiglio. Bisogna essere disposti a condividere letti, poltrone e divani, ad avere un piccolo stalker che ti marca stretto quando anche solo pensi di avvicinarti al frigorifero o quando pensi di addentare una mela croccante in santa pace. Bisogna essere disposti ad accettare che sia lui a scegliere dove lasciare i propri bisogni, perché se ha scelto quel punto c’è un motivo anche se noi non lo capiamo, e rispettarlo mettendo in quel punto la sua lettiera. Bisogna essere disposti ad accettare qualche piccola marachella, come un tappeto un po’ rosicchiato, o qualche pipì sulle lenzuola. Può capitare.

Ci sono conigli più teppisti di altri e poi ci sono conigli che non si ammalano mai ed altri che invece sono fragili come passerotti.

Bisogna non pretendere tutto subito, saper osservare e costruire una relazione nel tempo, in silenzio,  perché il coniglio comunica col corpo, non con la voce. E bisogna saper riconoscere tempestivamente se qualcosa non va proprio dal suo comportamento, perché in quanto preda non manifesta facilmente il proprio disagio o malessere.

Bisogna sapere che il coniglio è un animale territoriale, che diventa un po’ il padrone di casa, e che si stressa facilmente, ma che con le giuste attenzioni medico veterinarie e comportamentali si può risolvere tutto.

Bisogna sapere che non è vero che non è un animale adatto ai bambini, ma che sono più i bambini a non essere adatti a lui.

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E’ un animale che convive bene con bambini che hanno alle spalle genitori educati, rispettosi, intelligenti, disposti a seguire i consigli di chi è più esperto e a metterli in pratica.

E’ adatto a bambini cui sono stati e vengono insegnati l’amore libero, non quello soffocante; la pazienza, il piacere di condividere e di giocare, di coinvolgere, di esercitare la fantasia.

Non è certamente per bambini insistenti, annoiati, maleducati, molesti o troppo chiassosi.

E non è particolarmente indicato per quegli adulti che cercano nel coniglietto carino e morbido le attenzioni, la tenerezza, la dolcezza e la realizzazione che magari non trovano come genitori, come mogli o come mariti.

Il coniglio è un animale davvero sconvolgente: tanto semplice, quanto complesso; tanto schivo, quanto affettuoso; che sembra restare in ombra, ma che in realtà sa molto bene quello che vuole e che può ottenere.

Dal punto di vista pratico, vivere con un coniglio non è difficile, una volta che si seguono alcune regole fondamentali e si è disposti a scendere a qualche compromesso, ma è sicuramente sconvolgente sul piano emotivo, e a questo bisogna essere preparati».

D: «Come è iniziata la tua passione per questi animali?».

R: «E’ iniziata per caso. Vivevo ancora con mia madre. Studiavo all’università e desideravo con tutta me stessa un animale da compagnia.

Sono cresciuta in mezzo agli animali, cani per lo più, perché mio padre era educatore cinofilo. Dopo la sua morte, mia madre non ha voluto tenere animali, se non un trio di tartarughe d’acqua e qualche pesce rosso; non erano il massimo dell’interazione per una bambina, prima, e un’adolescente, poi.

Un giorno, una compagna di università mi mostrò la fotografia del coniglietto che avevano regalato alla sua sorella minore e quando seppi che i conigli non vocalizzano granché, scoprii che potevo convincere mia madre ad accoglierne uno. Per puro caso, accettò; ci informammo un poco sui fondamentali e mi capitò di adottare un ariete di un anno da una signora che non poteva più tenerlo. E da quel momento, con Pedro, mi sono innamorata».

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D: «Cosa è cambiato, secondo te, nel corso degli anni nel rapporto uomo – coniglio?».

R: Qualcosa nel corso degli anni è cambiato e progressi se ne fanno ogni giorno, ma per una come me a cui piace ottenere tutto e subito, e soprattutto per loro, che sono i veri protagonisti e – ahimè – le vittime dell’ignoranza, di preconcetti, box mentali e superabili tradizioni, le cose cambiano troppo lentamente.

Ho sempre pensato che sia fondamentale educare le persone, i “proprietari” alla corretta gestione del coniglio, alla consapevolezza che non possono e non devono trattare un cane in un modo e un coniglio in un altro, che se non mangiano il primo, non dovrebbero mangiare nemmeno il secondo, che se amano e fanno vivere libero il primo, devono amare e far vivere libero anche il secondo, e passi avanti ne sono stati fatti rispetto a venti o dieci o cinque anni fa. Ma finché non ci sarà il supporto da parte di enti, istituzioni, governo e legge, finché il coniglio non verrà legalmente riconosciuto e tutelato come pet, anziché come animale da reddito, non si potranno cambiare le sorti dei conigli tanto velocemente e si continueranno ad avere divisioni e schieramenti tra chi li considera meramente cibo, pelliccia o insulsi animali da gabbietta e chi li riconosce come individui senzienti, capaci di affetto, estremamente vispi e intelligenti».

D: «Ci puoi raccontare la tua esperienza? il tuo santuario?».

R: «La mia esperienza si racchiude in due nomi principali: Pedro e Yogurt. Pedro perché è stato il mio primo coniglio; Yogurt perché con lui ho scoperto la mia passione, la mia vocazione, la mia missione ed è nata anche la mia attività. Dopo di loro ne sono venuti e ne verranno altri, ma è stato grazie a loro, a Yogurt soprattutto, che la mia vita è stata letteralmente sconvolta: da onnivora a vegetariana, quasi vegana ormai, ma soprattutto orientata a dedicare la mia vita ai conigli. Oggi ho un sito, AddestrareConigli.it che conta più di 3000 iscritti, che fa sì informazione sul coniglio, ma che soprattutto è dedicato all’educazione/addestramento e alla relazione che si può creare con il coniglio, agli aspetti pratici, ma soprattutto psicologici ed emotivi.

Sono Operatrice certificata nell’Etologia delle Relazioni con gli Animali,  specializzata nella relazione con il coniglio, ufficialmente iscritta all’Albo Ufficiale Nazionale.

Opero nel settore del benessere animale, in questo caso non solo del coniglio, usando tecniche naturali, energetiche, olistiche.

Faccio consulenze private, individuali e di gruppo, ma opero anche nella formazione di associazioni che si occupano di varie attività con gli animali, tra cui anche di pet therapy.

Scrivo articoli sul coniglio per alcune riviste e blog di settore.

Sono attivista per i diritti di tutti gli animali, in particolare quelli più sfruttati dall’uomo, quelli “d’allevamento”.

Offro servizio di pensione estiva e destino il 50% dei ricavi al Santuario di Yogurt, un luogo di libertà e pace, che mi ha ispirato proprio Yogurt con la sua morte, dove accolgo conigli di taglia grande e gigante, ex-da reddito, che provengono da situazioni anche di grave maltrattamento o pericolo, per fargli conoscere cosa significa essere al mondo per essere semplicemente se stessi e fargli vivere il resto della loro vita in libertà e armonia con la natura».

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_ Romy Carminati e Marina Porzia, vice presidente dell’Associazione Amiconiglio onlus –

D: «Quali sono i tuoi progetti futuri?».

R: «Mi piacerebbe fare di più, sia per me stessa, sia nell’ottica di aiutare sempre più conigli.

Ho in mente un paio di libri da pubblicare, ovviamente sul coniglio; non si tratta di romanzi, ma di veri e propri manuali, quindi non posso svelare niente.

E vorrei produrre qualche gadget coniglioso, per sostenere il Santuario.

Sto anche pensando di iscrivermi alla facoltà di veterinaria e specializzarmi poi in animali esotici, per arricchire ulteriormente la mia figura professionale e mi piacerebbe stringere collaborazioni con alcune realtà importanti a livello nazionale per integrare il coniglio nelle loro proposte formative».

D: «Se qualcuno volesse aiutarti come può farlo?».

R: «Il Santuario di Yogurt al momento non è una associazione, ma un rifugio privato, realizzato e in piedi grazie alle donazioni delle persone che hanno creduto in me fino ad ora e che continueranno a farlo.

E’ visitabile, previo appuntamento, perché tutti possano vedere coi propri occhi cosa significa per un coniglio poter essere e fare semplicemente il coniglio e donazioni libere sono sempre bene accette.

I conigli ospiti del Santuario sono adottabili a distanza.

Ho scritto e prodotto un libro fotografico, intitolato “Yogurt. Come un coniglio può cambiarti la vita”, che offro in omaggio a chiunque faccia una donazione per il Santuario di almeno 20 euro.

Chiunque può farne richiesta direttamente a me, tramite il sito di Addestrare Conigli, oppure attraverso la piattaforma di crowdfunding Buonacausa.org, alla pagina https://buonacausa.org/cause/santuario-animali-centro-terapeutico

Ogni anno organizzo per l’ultima domenica di giugno il Rabboot Camp, una giornata da trascorrere in compagnia di conigli e conigliari proprio al Santuario, coinvolgendo anche fotografi professionisti che prestano la loro professionalità scattando foto per mini album personalizzati per piccole donazioni, e per la realizzazione dei calendari e/o delle agende per l’anno a venire.

Attualmente sono ancora disponibili alcune agende per il 2018».

Da parte di tutto lo staffo di Amiconiglio va un grazie immenso a Romy per tutto il tempo che ci ha dedicato e un grandissimo in bocca al lupo per i suoi progetti futuri. Che altro dire? Se ancora avete dubbi o se volte saperne di più vi indichiamo alcuni link utili:

Link utili: www.addestrareconigli.it

Mail: info@addestrareconigli.it

Facebook: https://www.facebook.com/AddestrareConigli/

Gruppo facebook del santuario: https://www.facebook.com/groups/1614977312092622/

Canale Youtube: http://www.youtube.com/http://www.youtube.com/chinino983

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