Archivi categoria: Riflessioni

Un coniglio è per sempre

Un coniglio è per sempre anche quando devi andare in vacanza, perché un posto per lui puoi sempre trovarlo, portandolo con te in strutture idonee (e ce ne sono tantissime al giorno d’oggi) o chiudendo aiuto ad un pet sitter (ne abbiamo molti bravi e preparati, basta contattarci e avrai subito dei nominativi).

Un coniglio è per sempre anche quando devi cambiare casa, perché non è parte del mobilio, ma è una vita e non occupa neppure tanto spazio, quindi nel momento in cui vai a cercare una nuova sistemazione, devi già pensare ad una dimora che possa ospitare anche lui, in quanto a tutti gli effetti membro della famiglia.

Un coniglio è per sempre anche quando ti nasce un bambino, perché non è una tigre feroce, ma solo un coniglio, per cui può avere una convivenza più che felice con il nuovo arrivato in famiglia. La scusa della scarsità di spazio ci ha abbastanza stancati e poi non è neppure originale. sai quanti l’hanno già usata prima di te? Che farai, se no, all’arrivo del tuo secondo figlio? Darai via il primo perché non hai sufficiente posto in casa?

2

Un coniglio è per sempre anche quando ti spuntano all’improvviso strane allergie, perché le allergie non sono mai un fulmine a ciel sereno ed è abbastanza singolare che in un soggetto si manifestino così, improvvisamente e magari dopo anni di convivenza, ma guarda caso proprio all’approssimarsi delle vacanze estive, della nascita di un figlio e di tantissime altre improbabili scuse, alle quali davvero siamo diventati allergici tutti noi volontari.

Un coniglio è per sempre anche quando va nutrito, curato e sterilizzato, perché non è un pupazzo di pezza, quindi, esattamente come te, mangia, beve, può ammalarsi e questo richiede impegno, costi economici e, a volte, anche sacrifici. Di conseguenza è bene che tu valuti attentamente tutto ciò prima di prenderne uno.

Un coniglio è per sempre anche quando tuo figlio si stanca di averlo come “giocattolo” e preferisce passare ad un cane o a un gatto (povere creature, che non sanno che fine faranno anche loro!), perché sta a te educarlo al rispetto della vita.

Insomma non è che ci sia molto altro da dire ancora. Un coniglio (come qualsiasi altro animale) è per sempre e se non te la senti di prenderti questa responsabilità, lascia stare. Nessuno ti costringe ad adottare un animale (tralascio la scelta del comprarlo, perché altrimenti non finiamo più con le disanima della scarsa se non nulla eticità della scelta), ma tutti possono condannarti se non te ne prendi cura o lo abbandoni.

3

La vita non si compra e non si cede e questo non ci stancheremo mai di dirlo.

Mai come in questo periodo ci stanno arrivando richieste di “cessioni” per i motivi più disparati: da conigli descritti come pittbull morsicatori e, quindi, ingestibili a conigli untori di allergie e infelicità.

Ecco a tutto ciò abbiamo deciso di dire BASTA!

E se ancora non ti abbiamo convinto rispetto al fatto che un coniglio è per sempre, allora, scusa, ma davvero sei capitato nel posto sbagliato e qui spazio per gente come te non ce n’è e non abbiamo alcuna intenzione di trovarne.

Un grazie a chi adotta consapevolmente, a chi aiuta, a chi omaggia la vita e la rispetta, perché solo tutto ciò dà un senso al nostro agire quotidiano.

P.S. i conigli che vedi in foto sono tutti in cerca di casa e sai perché? Perché molti altri prima di te ancora non hanno capito che un coniglio è per sempre.

 

 

Annunci

L’importanza del veterinario

A chi non è capitato di imbattersi contro quella persona che ha il proprio amico a quattro zampe che mostra palesemente del malessere, e che cerca consigli, cura e terapia da internet?

Sempre più spesso, purtroppo, ci capita di imbatterci contro chi crede che la soluzione a qualsiasi tipo di problema sia internet, e peggio di chi cerca conforto in questa rete, c’è chi si fa dispensatore di consigli e si improvvisa VETERINARIO, ADDESTRATORE CINOFILO , ESPERTO IN ESOTICI.

Qualche giorno fa ho letto un post di internet che girava su facebook, e che mi pareva proprio calzare a pennello con uno dei pensieri che ultimamente mi tormenta.

36892497_10156232361246251_4364688689821908992_o
In cerca di una famiglia, attende solo di essere adottato

Vogliate bene al vostro Veterinario.
Chiunque sia.
Perché non lo sapete, o subito non ve ne rendete conto, che la persona nascosta faticosamente dentro questa meravigliosa professione è letteralmente sommersa da una valanga di impegni e responsabilità che, secondo me, non trova eguali in altri mestieri.
Il Veterinario è un Medico multidisciplinare, che nella stessa giornata (ma anche nella stessa ora) deve far fronte al dialogo con persone di qualsiasi estrazione culturale, animali di qualsiasi specie, taglia, razza, carattere e (anche) pericolosità… è una persona che deve sempre sorridere, essere ottimista o “realista” nel peggiore dei casi, che da solo deve far funzionare strumenti che nella vita extralavorativa non hanno neanche una collocazione.
Deve saper formulare la dieta del gatto obeso perché, gioia di mamma, non mangia niente…e un attimo dopo praticare al volo l’anestesia al cagnaccio rissoso che si è scannato, per la quarantesima volta, col cane del vicino…e un attimo dopo ancora ricevere la “Signora Pina” di turno che non capisce come si blocchi il collare Seresto.
Il Veterinario, ogni giorno, è a contatto con una gamma incommensurabile di malattie tutte diverse, su specie diverse, che richiedono concentrazione e studio approfondito…solo che “mentre il Medico studia, il malato muore”…e allora il Veterinario non deve capire le cose, le deve già sapere stando a stretto contatto con la morte, ogni giorno, come neanche un medico al fronte.
E poi ci sono le telefonate.
Decine e decine di micro telefonate, quando va bene, per sapere se è normale che al cavallo rimanga il concentrato fra i denti, che il cane perda tutto ‘sto pelo, che la cagna perda sangue da dietro…”forse in calore”, che il gatto scappi da casa per tornare distrutto…ma guai a castrarlo, perché poverino si fa la sua vita.
Se non risponde al telefono, il Veterinario compie il più grande oltraggio verso quel cliente che chiama per un appuntamento però non stasera “perché sa, noi lavoriamo”…ma neanche domani “perché mia figlia ha il saggio di danza”, per cui dopodomani però sul presto…”sta male da un settimana, ci teniamo molto che lo veda il prima possibile!”
Ma siccome viviamo in un mondo smart, è impossibile sfuggire alle richieste di diagnosi “online” con tanto di foto allegata, e non dire di no.
Altrimenti, caro Veterinario, sei antipatico, maleducato e per niente disponibile.
Perché come fai a non saper dagnosticare un’ osteocondrite dissecante, via Facebook, con tanto di foto allegata del musino tanto dolce del suo angelo pelosetto?
Eppure Google ha tutte le informazioni.
Altroché.
Poi se tra un visita e l’altra, in ambulatorio, passano più di dieci secondi d’attesa chiedo personalmente scusa a nome di tutti i Veterinari del mondo, ma magari c’è un attimo da finire una scartoffia, forse pulire i tavoli, togliere lo schizzo di sangue finito a terra oppure lavarsi bene le mani… magari andare di là a bere un goccio d’acqua ché nell’ultima ora e mezza siamo stati in piedi a sudare…o finire quel caffè, ormai freddo, lasciato a metà.
Un’ora e mezza prima.
Vogliate bene al vostro Veterinario, chiunque sia.
Ché se ha sempre la sala piena di gente è perché la stessa gente ha una buona opinione di lui.
Ché però, affinché la gente abbia una buona opinione di lui, è necessario che svolga il proprio lavoro nelle migliori condizioni fisiche e mentali.
Ché il Veterinario se è troppo assente perde credibilità, ma se è troppo presente crea dipendenza.
Ci avete mai fatto caso?
E poi ci sono gli Educatori/Addestratori Cinofili che si credono Veterinari, gli Allevatori che si credono Veterinari, i Negozianti che si credono Veterinari, i Toelettattori che si credono Veterinari, gli Istruttori di Equitazione (ahahahahahahahahaha) che si credono Veterinari, i vicini di casa che si credono Veterinari e persino i motori di ricerca si credono Veterinari.
L’importante è crederci, per carità.
Solo che (sorpresa!) occorre studiare una vita, prima e dopo la laurea.
Ché non basta imparare a memoria il bugiardino dell’Augmentin o cercare su Ask: “canechevomitacauseeterapia” o, peggio, praticare l’amore ai tempi dello Stomorgyl, se sei una gattara.
Per forza: “il compito più alto di un Uomo è sottrarre gli animali alla sofferenza”.

…and nothing else matters

36815451_10156232361356251_4621067932103868416_o
In cerca di una famiglia, attende solo di essere adottato

E quindi, dispensatori di consigli gratuiti e padroni terrorizzati e preoccupati che vi affidate ad internet come fossero la vostra unica fonte di salvezza, aprite gli occhi! Un padrone premuroso e coscienzioso sa perfettamente che senza una visita, senza approfondite indagini, è impossibile effettuare una diagnosi e di conseguenza, prescrivere una cura. E affidandosi al parere di chi , senza conoscervi, nè  conoscere il vostro cucciolotto, figuriamoci averlo visto, dice di esserci già passato, si cade solamente in un grosso errore. Anche se i sintomi possono sembrare simili, non sempre nascondono lo stesso tipo di problema e spesso curare con farmaci sbagliati o intervenire nel modo sbagliato può aggravare la situazione, e nel peggiore dei casi (ma non di rado) aiutarci a lasciare per sempre il nostro amico a quattro zampe. E’ vero, accogliere un animale nella propria vita comporta delle spese forse indescrivibili. E’ vero, spesso tutti i nostri risparmi possono sfumare in un battito di ciglia per i suoi malori continui ed improvvisi. O forse i risparmi non ci sono, perchè già sono stati prosciugati, e ci rendiamo conto di aver bisogno di tante cose per noi stessi, anche a livello medico, e di rimandare continuamente, perchè c’è sempre qualcosa di più importante che lo riguarda. Ed un veterinario costa. E’ tutto vero. Ma questo va valutato a priori, e se necessario, nel momento del bisogno, va chiesto l’aiuto di chi ci vuole bene. Perchè siamo noi a decidere di accogliere un animale nella nostra vita, ed è nostra responsabilità il suo benessere fisico e psicologico. E’ proprio come avere un bambino. Non saranno mai in grado nè di parlare, nè di scegliere per loro. Le loro vite sono nelle nostre mani. Tutte le nostre decisioni metteranno a rischio la loro vita se non ponderate.  E spesso, anche le scelte che ci sembrano le più giuste, non ci permetteranno di comprendere se sia la cosa giusta da fare oppure no. Eppure dobbiamo provare, fino all’ultimo istante, a prenderci cura di chi ormai fa parte della nostra vita. E mai in maniera superficiale. I medici esistono per curare i pazienti, ed i veterinari per curare gli animali. Internet, o le persone conosciute tramite social, non potranno mai sostituire persone competenti, che hanno fondato tutta la loro vita su questo lavoro/passione. E senza indagini approfondite o una visita preventiva è impossibile comprendere di quale male si sia affetti, ricordatelo sempre. I costi che siamo costretti a pagare, sono i costi necessari. Il veterinario offre un servizio per il quale ha studiato e continua a studiare approfonditamente fino alla fine dei suoi giorni, affinchè possa dimostrare in campo le sue conoscenze e la sua bravura. Paghiamo il giusto per il servizio che ci viene offerto, ed è fondamentale intervenire.

L’intervento immediato di oggi, nelle mani esperte dei veterinari, non salverà solamente la vita del nostro animale, ma aiuterà chi verrà dopo di lui. Perchè grazie allo studio sul campo i veterinari imparano giorno dopo giorno e salvano vite. Quindi, intervenite sempre, per salvare voi, per salvare chi verrà dopo di voi.

Uno degli argomenti che più mi turba negli ultimi mesi è proprio questo.

36876748_10156232347246251_1775589383391412224_o
In cerca di una famiglia, attende solo di essere adottato

A Roma esistono diverse cliniche, molte di pronto soccorso, aperte 24h su 24 e fornite di veterinari esperti in esotici. E come Roma, anche il Nord non scarseggia. A Napoli invece, purtroppo, la situazione non è delle migliori. E questo accade per la scarsissima richiesta. Difatti se un proprietario non richiede l’autopsia dopo la morte del proprio amico a quattro zampe, non si indaga. Non indagando, non è possibile che la ricerca vada avanti. E molti veterinari non la ripropongono nemmeno più , perchè stanchi di avere a che fare con il subumano di turno il cui unico pensiero in quel momento è “non solo ho pagato tutti sti soldi per perdere il mio animale, mi vuoi fare sborsare anche altro, allora lo hai ucciso apposta”. E questo nel migliore dei casi. Molti altri, neppure sanno che coniglio, porcellino d’india e simili necessitino di un veterinario, figuriamoci conoscere la differenza tra un veterinario e un veterinario esperto in esotici.

Ma l’informazione e la ricerca sono fondamentali. E tutto ciò è importante, perchè se oggi esiste un’unica clinica di pronto soccorso a Napoli, se oggi ancora non sappiamo se ci siano o meno veterinari esperti in esotici reperibili 24h u 24 è perchè noi “pazienti” non aiutiamo la ricerca.

Recentemente ho vissuto una situazione di estremo sconforto e avvilimento perchè uno dei miei animali esotici (e poco dopo anche l’altro) ha mostrato del malessere. Ho fatto affidamento al mio solito veterinario esperto in esotici, di cui mi fido completamente. Ma nonostante la terapia datami non c’erano grossi miglioramenti. A causa di impegni lavorativi, in sua assenza non ho potuto contattare il medico da lui consigliatomi per l’ora, ed ho dovuto quindi affidarmi ad un altro veterinario. Altra terapia(molto più invasiva e forte) per altri sette giorni. Nel frattempo ho conosciuto un terzo veterinario esperto in esotici che concordava con questa terapia datami e conosceva il Dottore che mi aveva indicato la terapia. Poichè i farmaci prescritti andavano somministrati attraverso siringhe, il primo giorno mi sono affidata ad una clinica, e dal secondo , grazie all’aiuto di un parente, ho proseguito la terapia da casa. Poichè non mi era ben chiaro cosa dicesse la prescrizione del medico, ho chiamato la clinica. La Dottoressa con cui ho interagito mi ha risposto per cinque volte che il medico che cercavo non c’era, e che avrei dovuto chiamare il pomeriggio seguente. Sempre molto cordialmente le continuavo a ripetere quanto per me fosse indispensabile parlare in quel momento con quel Dottore o con un altro medico esperto in esotici o con chiunque potesse darmi un’informazione perchè ero persa, e il mio animale doveva eseguire la terapia altrimenti sarebbe morto. Nonostante la gentilezza e nonostante la descrizione della situazione, non mi veniva chiesto nemmeno di cosa avessi bisogno. Finchè presa dalla rabbia ho replicato “Bene. Non si preoccupi non chiamerò domani pomeriggio. Ci vediamo domani mattina con un avvocato, la fattura della visita, la ricetta poco leggibile. E si ricordi che non solo verrò a conoscenza con chi ho parlato questa sera , ma che la morte o la vita del mio animale è dipesa da voi”. A quel punto mi passa immediatamente l’altra Dottoressa che mi risponde in maniera molto scortese “Faccia velocemente, stiamo facendo la terapia ad un gatto”. Espongo tutto molto velocemente e finalmente ho la risposta di cui necessitavo. Una domanda sciocca la mia (ma non avendo competenze in materia, direi lecita e anche fondamentale perchè ne andava la somministrazione o meno del farmaco), ed ho ottenuto finalmente risposta. Se solo mi avessero dato la possibilità di domandare prima di ripetermi incessantemente che avrei trovato quel medico solamente il giorno dopo. Se solo non fossero state così maleducate con chi, il giorno prima aveva fatto affidamento proprio a quella clinica. Impiegando speranze, tempo e soldi. Con chi , disperato, cercava di salvare il proprio animale. Ma non solo. Come ci si deve comportare quando si è fuori orario ambulatoriale, il proprio medico non c’è, il contatto dato non è reperibile, ed il medico di pronto soccorso non è in esotici? 

zooplus.it

 Durante quei giorni, poichè non vedevo miglioramenti, per non disturbare il mio veterinario di fiducia, ho deciso di mandagli un messaggio vocale in cui gli spiegavo l’accaduto. Il mio Dottore, con molta professionalità, non si è pronunciato sulla terapia affidatami, e si è limitato a indicarmi nuovamente il contatto da lui fornito e a dichiarare di non conoscere il medico al quale avevo fatto affidamento. Il giorno seguente mia madre chiama il veterinario di cui avevamo il contatto, il quale, senza visita ovviamente non può pronunciarsi. Ma ormai fa studio molto lontano, e in zone irraggiungibili per noi. Non ci resta che sperare che la terapia sia giusta, e completarla. E che resistano finchè il mio veterinario sicuramente esperto in esotici e comunque di fiducia torni. Dopo dieci giorni siamo di nuovo da lui. Competente, disponibile, preparato. Per lui la terapia è stata troppo violenta, la diagnosi sbagliata, ed è assurdo che sia ancora vivo nonostante tutte quelle medicine. Ed ancora inspiegabile come la situazione non si sia ancora sbloccata. Altra terapia, senza farmaci. Altra diagnosi. Non ci resta che sperare che sia come sostenga lui, che sia una sciocchezza. E limitarci all’idratazione, e ad ambienti più freschi.

Come mi sono sentita? Turbata. Davvero molto turbata. Nel profondo dell’anima, in un modo inimmaginabile, inspiegabile. Di quanto sia difficile prendere delle decisioni per loro, i nostri amici a quattro zampe. Di quanto sia complicato comprendere chi dica la verità. Ho sentito il peso della responsabilità della vita di un altro essere. Ho sentito l’impotenza. Non sapevo a chi credere, a chi fare affidamento. Non sapevo se lo stessi curando, o lo stessi uccidendo lentamente. E non mi importava quanti soldi non previsti stessi spendendo, il problema principale era che forse tutto ciò che stavo facendo era completamente sbagliato. Lo stavo uccidendo io con le mie stesse mani forse?! Come dovevo comportarmi? Cosa dovevo fare? E perchè a Napoli se il nostro animale esotico si ammala di notte rischia la vita, deve aspettare al mattino, altrimenti…

Ed allora, uniamo le forze affinchè questa situazione un giorno possa cambiare. Incrementiamo la ricerca. Investiamo e richiediamo in più cliniche di pronto soccorso con veterinari esperti in esotici. Perchè l’intervento immediato con i nostri animali è importante, ma soprattutto quando sono animali esotici, è fondamentale.

Ieri una persona che conosco aveva in stallo una coniglietta. Si è immediatamente accorta di un suo comportamento anomalo, che solo una persona attenta come lei avrebbe potuto notare, ed è riuscita -grazie all’aiuto di un’amica- a correre in clinica. Versamento di sangue nell’addome. Se non si fosse accorta di nulla o se avesse cercato-come molti fanno- su internet, oggi quella coniglietta non ci sarebbe più. Anche un attimo è prezioso. Non aspettate, intervenite, sempre. E facciamo in modo che a Napoli ci siano le possibilità di intervenire nell’immediato.

Ecco come ho vissuto Il Pianeta dei conigli. Riflessioni di una volontaria

Sabato 19 e Domenica 20 Maggio presso la Fattorietta, a Roma, si è tenuto un evento davvero entusiasmante organizzato dall’associazione Amiconiglio che si occupa del recupero e del mantenimento di conigli abbandonati e non solo.

L’evento, organizzato da diverso tempo, ha visto la partecipazione di tantissime associazioni e cliniche veterinarie.

Sono state organizzate diverse iniziative, è stato trattato il tema dei pericoli domestici per coniglio e porcellino d’india, del rapporto cane padrone, dei golgos -levrieri destinati ad una morte con pratiche fatte di torture se non effettuano un buon lavoro -, e c’è stata anche una simpaticissima gara di dolci vegani.

33028725_10156114645241251_2616010605139591168_n

E non solo, durante la seconda giornata si è parlato della cavia come animale domestico e della giusta gestione, di casi clinici particolari di conigli dove l’indagine veterinaria andando a fondo è riuscita a capire il problema e in alcuni casi a salvare la vita dell’animale o a salvare la successiva, si è trattato il tema degli allevamenti intensivi, della convivenza cane-coniglio, coniglio-coniglio E cavia – coniglio. Abbiamo avuto modo di conoscere volontarie di un canile di Caserta che oltre ovviamente ad occuparsi del recupero di cani E del miglioramento delle condizioni del canile soprattutto per i cani in degenza (perché non va sottovalutato l’aspetto psicologico della ripresa per il cane), si stanno impegnando in alcuni progetti come quello rieducativo per cani da combattimento che diventano cani da appartamento per persone con problemi. E per finire altri argomenti sono stati il ratto come animale domestico, il nuovo vaccino per il coniglio : la mev2 e c’è stata una simpatica sfilata di simpatia che ha visto come protagonisti i coniglietti.

zooplus.it

Napoli. Sveglia alle 4.30, ho il treno alle 6.30 e non posso permettermi di tardare. Preparo tutto. Sono distrutta dopo una settimana di lavoro e mille impegni. Mi vengono a prendere e mi accompagnano alla stazione. Il treno e già qui. Salgo, mi siedo e cerco di recuperare un Po di sonno arretrato. Il raduno sarà fantastico ma ci sarà tantissimo da fare. Arrivo dopo due ore finalmente a Roma Termini. Hanno cambiato tutto, ed ora dove si esce?! Faccio avanti e indietro con la valigia. Poi finalmente mi decido a domandare. Alla solita uscita c’è la mia amica Alessandra, anche lei volontaria, che mi aspetta con l’auto carica di fieno perché ha anche lei uno stand da allestire. Non si fa nemmeno colazione, dritti sul posto dopo una mezza crisi allergica da fieno. Montiamo gli stand, aiutiamo. Montiamo il nostro. Poi bisogna mettere i prezzi sui prodotti che mancano. Intorno a me tantissimi volontari sul posto da molto prima, che non montano solamente stand ma fanno di tutto e di più.

33023382_10156114645426251_7048256811245240320_n

A metà mattinata la testa ormai scoppiava. Finalmente si mangia e piano piano tutto ritorna nella norma. Ed ecco che comincia. Dopo la stanchezza , dopo i preparativi. Iniziano ad arrivare le persone , iniziano ad arrivare i conigli, gli amici, le iniziative. Ci si stanca ancora ma adesso è più piacevole. C’è un sole che spacca le pietre ad illuminare questa splendida giornata, ma se non ci fosse il sole sarebbe attorno a me: sono tutte queste persone che unite fanno la forza, che hanno un bene comune, che hanno un cuore enorme. La giornata va avanti con eventi vari e pare volgere al termine. Ci si prepara e andiamo via. Giusto il tempo di una pizza al volo, di una doccia e di una bella dormita. Domani si ricomincia.

Sveglia alle 7.00, preparativi vari e si scende a fare colazione al bar con la valigia per lasciare il b&b. Il ragazzo del bar mi guarda e mi chiede “di dove sei?” rispondo, mentre mangio quasi strafogando il cornetto, “di Napoli”. Lui continua “E che ci fai a Roma ?” “se te lo dico prometti di non farti una grossa risata? Sono una volontaria di Napoli per un associazione di conigli. Ogni anno prendo il treno e vengo”. “Ma scherzi?! La gente vede l’albero e non la foresta. Non importa di cosa si occupi la tua associazione, già che ne fai parte è una bellissima cosa perché vuol dire persone unite per un interesse comune ed il bene”. La mia giornata inizia cosi. Un Po indolenzita con la schiena, tanto stanca fisicamente, ma con un sorriso. Un sorriso così grande che non va via. La consapevolezza di poter avere la possibilità di incontrare belle persone, con una mente aperta, anche al bar. La giornata prosegue in maniera differente. Le iniziative sono molte di più e ci si stanca molto di meno, il grosso è stato fatto il giorno prima. È tutto così bello che il tempo sembra volare. E quando la serata volge al termine, ci tocca rimettere tutto nei pacchi, smontare ed andare via. Mi accompagnano alla stazione. Mi sento piena. Il cuore è pieno di gioia per quel che ho condiviso e per quel che ho fatto. E aspetto già impaziente il prossimo raduno.

32841522_10156112877326251_3164635309325418496_o

È sempre bello venire da Napoli a Roma per partecipare a questi eventi. Ma quest’ anno ho imparato molto più dei precedenti. Che l’unione faccia la forza si sa, ma spesso lo dimentichiamo e solo vivendo determinate situazioni lo si può capire. Spesso ci sentiamo soli e la vita non ci permette di circondarci delle persone giuste. Le delusioni sono dietro l’angolo , a volte celate da semplici incomprensioni altre volte invece è semplicemente la prova di chi hai di fronte. Ma in qualche parte del mondo c’è sempre una persona buona pronta ad ospitarti, ad accoglierti, a porgerti la mano. Ed insieme davvero si può essere la forza. Ed il barista, al quale avrei dovuto chiedere il nome, perché merita davvero, ha sottolineato la realtà di oggi. Troppa superficialità. Eppure basta andare solo leggermente oltre per vedere quanto bello  sia unirsi per un bene comune.

Il mio ringraziamento più grande va a tutti i volontari di AmiConiglio perché non solo sono una grande famiglia che mi ha offerto ospitalità, aiuto immediato e  disponibilità , ma anche e soprattutto per quello che fanno ogni giorno e soprattutto in queste occasioni. Collaborano E si massacrano per preparare ed organizzare e poi smontare e sistemare. Grazie infinitamente perché senza di voi il mondo dei conigli per me non sarebbe questo. Grazie perché mi regalate l’emozione più grande che possa esserci. Grazie per ciò che siete e fate ogni giorno.

L’immoralità dell’abbandono e l’illogicità del ricatto

Abbandonare un animale è già, di per sé, una scelta immorale, dal momento che viola l’etica umana del prendersi cura e del tutelare un’altra vita.

Ma se all’abbandono uniamo anche il ricatto, ecco qui davvero si superano i limiti della decenza.

31506824_10156068739856251_1990869581106774016_n

Se non è ancora chiaro ciò che sto dicendo, provo a spiegarlo più semplicemente.

In genere inizia così: una telefonata (rara, perché ci vuole coraggio per reggere il confronto con l’altro, anche se c’è un cellulare a fare da protezione) o un messaggio nella nostra pagina facebook (molto più frequente perché i mass media ci hanno insegnato che la platealità porta a risultati migliori, che contengono sempre le solite scuse.

La più gettonata è: “Sono diventato improvvisamente allergico al pelo degli animali (non importa se sia un cane, un gatto, un coniglio tanto, ormai, le allergie dilagano e sembrano andare per la maggiore come alibi), quindi non posso più tenere il mio coniglio“.

Qui, se ancora la grettezza e la pochezza della frase-scusa in sé non bastassero, alcuni tentano per rincarare la dose la strada del pietismo, aggiungendo anche un freddo e poco credibile “A malincuore, ma devo proprio darlo via” e poi, come asso nella manica, ancora da giocare in una partita di poker, in cui il bluff è tutto, fanno scattare il ricatto: “Perciò o venite a prendervelo immediatamente o lo metto in strada!“. Fine della storia e da qui la palla passa a noi come associazione.

La seconda scusa, ben nota a tutti i volontari, è poi: “Domani devo partire e non posso portare con me il coniglio, perciò o lo prendete voi immediatamente (da evidenziare l’immediatamente che è tra il ridicolo e l’irritante) oppure lo devo lasciare in strada“.


zooplus.it

I più furbi tentano anche la via della manipolazione adulatoria, con un “So che siete l’associazione più seria che esista e che non lascereste mai in strada un povero coniglio“.

E qui avete perfettamente ragione: siamo seri e non lasceremmo mai in strada un coniglio, né nessun altro animale, ma vanno fatte alcune precisazioni essenziali.

Intanto l’abbandono è un reato! Quindi se chi chiama afferma di voler abbandonare il proprio animale e lo fa, ecco noi lo denunciamo e, avendo anche un corpo di guardie zoofile, davvero non possiamo soprassedere di fronte a tali affermazioni.

Inoltre, vorremmo far presente a tutti quelli che tentano il ricatto in questo modo, che non siamo un servizio di pronto intervento, né tanto meno un pronto soccorso. Non abbiamo a nostra disposizione Villa Borghese o Villa Pamphili come parco, per sistemare tutti i conigli, che ci chiedete di prendere, ma siamo noi che – come volontari -, apriamo le porte delle nostre abitazioni per rispondere alle viarie emergenze e, come credo sia facile immaginare, al momento siamo stra pieni.

Pertanto, soprattutto di fronte ai ricatti diciamo NO!

31564200_10156068739766251_1618180326641631232_n

E’ troppo facile e comodo prendere un animale, per poi pensare di scaricarlo a qualcun altro, quando diventa di troppo. Semplice così, fin troppo.

E tentare di far leva sui sensi di colpa dei volontari, è un gesto ancor più ignobile del precedente.

Da tempo abbiamo imparato, tra una lacrima ed una fitta al cuore, che non possiamo salvare tutti. E non possiamo farlo perché non abbiamo i mezzi economici per farlo, né gli spazi necessari per ospitare, né le forze, né il tempo materiale. Dedichiamo ogni attimo libero alla cura degli animali e lo facciamo nel migliore dei modi possibili con amore ed onestà.

Ecco perché siamo stanchi dei ricattatori dell’ultimo istante, quelli che pensano che la vita di un animale sia un oggetto, che si butta via quando non serve più.

A tutti voi vogliamo donare un consiglio: compratevi dei peluche (anche se questi potrebbero causare allergie proprio come i conigli e gli altri pet), scegliete dei passatempo più salutari (ad esempio correre all’aria aperta è dimostrato che ossigena il cervello, quindi magari unite l’utile al dilettevole), pagate uno psicologo piuttosto che raccontarvi di essere buoni prendendo degli animali.

Insomma fate qualsiasi cosa non arrechi danno ad altri esseri viventi e, soprattutto, tentate di cambiare, perché non solo il mondo non ha bisogno di gente come voi centrata solo su se stessa, ma noi volontari siamo stanchi di raccogliere i cocci delle vostre distruzioni. 

Il coniglio che vedete in foto è il nostro ultimo recupero: ecco quello a cui siamo costretti a rispondere quasi ogni giorno. Dire no è impossibile, ma non necessariamente così scontato!

Quando un animale ti cambia la vita

“All’inizio con John desideravo avere una famiglia, ma non mi ero ancora resa conto che, da quando ci sei stato tu, noi eravamo già una famiglia”.  [Dal film Io e Charlie]

Accogliere un animale in famiglia, di qualunque specie esso sia, vuol dire iniziare una nuova vita, stravolgere tutti i piani. Non è solo una responsabilità. Un animale ti cambia il modo di vedere le cose, ti cambia il modo di pensare. Ti rende un po’ più vecchio, più empatico, forse apprensivo, ma sicuramente responsabile.

Smetti di pensare ad uno. Inizi a pensare a due. La percezione della realtà, di tutto ciò che ti circonda diventa differente.

Aprire la porta di casa ad un nuovo membro peloso significa aprire il proprio cuore ad una nuova vita, significa iniziare a creare in qualche modo una famiglia.

Non è semplice. Anzi è tutto l’opposto. Credi di essere pronto, di essere preparato. Ma nessuno ti spiega di quanto sia difficile concentrare le tue energie per quel nuovo membro della famiglia. Nessuno ti racconta di quanto sia difficile farsi ascoltare e dimenticarsi a volte anche un po’ di se stessi. Non c’è un manuale per questo, non lo trovi scritto da nessuna parte. E non potrai mai scegliere il carattere di chi ti accompagnerà per il resto della sua vita.

Ogni animale insegna in modo differente qualcosa, ogni specie animale può condizionarci la vita.

La mia è cambiata radicalmente con l’arrivo di Bea, la mia cagnolina.

Marzo 2017, dopo pochi mesi dalla prima esperienza di vita in appartamento da sola, a 25 anni, mi sono accorta che non bastava essere circondata da una coniglietta e due porcellini d’india, avrei voluto accogliere nella mia vita anche un cane. Così, un po’ per curiosità, un po’ per desiderio, ho iniziato a visionare gli annunci di cuccioli in cerca di casa. Volevo che fosse anche una sorta di progetto assieme al mio ragazzo, che anche se non viveva con me, avrebbe potuto insieme a me prendersi cura di una vita, Con tutto ciò che comporta, le responsabilità e le gioie.

Sapevo bene che sarebbe stato ancora troppo presto per prendere un impegno del genere, mi ero trasferita da poco ed avrei dovuto rientrare prima nelle spese economiche e nella gestione della casa e poi avrei potuto dedicarmi ad un progetto simile.

Poi un giorno, per semplice curiosità, Dopo aver letto un post su Facebook di questi due cuccioli in cerca di casa, contatto l’associazione-come avevo già fatto in passato- per qualche informazione. In meno di mezz’ora ero già al telefono con il volontario che stava gestendo questa adozione, che sentendomi parlare così bene delle associazioni e della gestione del coniglio, mi ha chiesto di venire a vedere questi cucciolotti in un ambulatorio veterinario dopo circa due giorni.

31138095_1638870632829342_793729511286898688_o

Presa dall’entusiasmo vado, interessata alla femminuccia. Arrivo con largo anticipo accompagnata dal mio ragazzo, abbastanza incerto su quello che stava per avvenire. Questa cucciolotta tonda come un orsetto mi viene messa in braccio. Il cuore si scioglie. Non esistono più difficoltà economiche o viaggi. Lei cerca casa, ha il visino triste  (probabilmente perché separata dalla mamma) ed io non riesco a staccarmi da lei. La porto a casa.

Nel tragitto mi vomita addosso e sui sedili dell’auto. Io, che non ho davvero mai avuto tolleranza per queste cose, sorrido, e porto a lavare l’auto. La tengo in braccio. Dorme ed è immobile. Dorme perfino dal veterinario dove la porto immediatamente per una visita di controllo. Dorme perfino alla festa di mio nipote di pochi anni che festeggiava con tutti i bimbi. E persino a casa di mia cognata alla festa a sorpresa che più tardi le aveva organizzato mio fratello.

Ero in una sorta di stato di trans. Non capivo nulla. Sapevo solo che quella cagnolina ancora senza nome mi faceva sentire (nonostante l’odore che mi aveva regalato appena presa) come quando il giorno di Natale arriva Babbo Natale e tu scarti i regali, proprio quelli che avevi richiesto. La prima notte ho ceduto. Ha smesso di dormire ed ha pianto, tanto. L’avevo chiusa in cucina, come mi avevano consigliato. Ed alla fine, a metà nottata , anzi forse dopo pochi minuti, poiché piangeva, ho dormito sul divano con lei, che durante la notte mi aveva anche rubato le coperte (nonostante avesse la sua).

Le prime notti sono state tremende. Piangeva, ululava, abbaiava. Ed io dormivo su un divano di pelle vecchio e scomodo. Non ricordo quando ha smesso. Forse mai. Ricordo che ho iniziato io a sentire la musica a tutto volume per non sentirla piangere e nel frattempo tremavo nel letto sapendo che piangesse così forte. Ma non potevo alzarmi. Avevo bisogno di dormire e non solo per lavorare il giorno Dopo, ma anche perché doveva imparare. Quando andavo a lavoro si piazzava davanti alla porta e riusciva sempre ad infilarsi fuori con me. Ogni mattina la stessa storia. Dopo tre o quattro tentativi di andare via , Quando finalmente riuscivo, piangeva così forte che mi sembrava di sentirla ancora mentre ero già in macchina, Forse per tutto il tragitto.

Ha imparato subito ad utilizzare la traversina. Ma la mattina non riuscivo a muovermi perché si aggrappava ai piedi o ai pantaloni. Non capiva i no. Non mi rispettava. Abbaiava tutta la notte. Mi svegliava ad ogni ora. Mi ha distrutto qualunque cosa. Ha divorato 200 euro lasciati lontani dalla sua portata. Quando provavo a lavare a terra si aggrappava alla pezza. Ero distrutta. L’ho fatta seguire dall’addestratrice. L’ho portata all’asilo per cani. Abbaiava a chiunque.

Mi saltava addosso. Una mattina mi sono svegliata e l ho ritrovata con la traversina in mille pezzi, bisogni ovunque e il cuscino del divano senza piume. E lei era lì che mi fissava con la lingua da fuori e sorrideva quasi. Ed io sveglia all’alba e con la febbre. Ho pensato di non farcela. Di non farcela perché ero sola a gestirla. Ho pensato di non poter essere abbastanza per lei.

Ho pensato che avrebbe avuto bisogno di più compagnia, di una famiglia, di un giardino. E mi sono quasi arresa. Poi, le ho dato tempo. Le ho dato il tempo di crescere, di rispettarmi  (almeno un po’), di imparare a capirmi. E L’ho accettata. Ho accettato il  suo carattere prepotente ed esuberante. Ed è rimasta monella, ma adesso mi ascolta. La notte non piange. Dorme in camera con me nella sua cuccia, E anche se non dormisse nella stessa camera , non piangerebbe. Quando esco di casa lei esce dalla camera da letto cosicché possa chiuderla e si va a mettere nella cuccia in cucina, pronta ad aspettarmi. E quando torno è una gran festa.

Non è scontrosa con tutti i cani, solo con chi decide lei. Lo stesso vale per le persone. Ha ancora un gran vocione ed abbaia , ma è il suo modo per proteggermi. Ora siamo io e Lei, e non sono più io che ho un cane, ma lei che è parte di me. La mia famiglia non è iniziata con Bea, ma la mia vita è sicuramente cambiata con lei. Ho imparato ad avere pazienza e ad essere tollerante .

zooplus.it

Ho imparato ad accettare chi non è come vorremmo Noi. Nel weekend, poiché lavoro in settimana, organizzo sempre qualcosa PER LEI: il parco dove ha i suoi amici, il mare dove le piace correre e nuotare o qualche passeggiata in giro da qualche parte. Non è stato semplice. Non lo è neanche adesso, ma in modo diverso. Prima non era semplice perché era un cucciolotto un po troppo iperattivo, ed io ero sola e alle prime armi. Ora invece, è difficile perché penso in due. Qualunque cosa mi tenga lontana da Lei, oltre al lavoro, per me significa avere il pensiero costante di come stia o cosa stia facendo. Qualunque risorsa economica è mirata a lei. Quando esco torno sempre con qualcosa per lei. Ormai non sono più sola, siamo in due.

È difficile credere alle parole raccontate. Solo chi l’ha provato può realmente capire di cosa stia parlando. Dicono che i figli ti cambiano la vita. Io non posso ancora saperlo. Un animale, un cane, ti segna profondamente. Mi arrabbio con chi non riesce ad apprezzarla come me, e la prendo quasi sul personale. Certo, sarebbe stato semplice se fosse stata buona, tranquilla, ma non sarebbe stata Bea, e la mia vita non sarebbe cambiata così tanto.

La casa non è casa senza lei. La mia vita non sarebbe la stessa.

“Un cane non se ne fa niente di macchine costose, case grandi o vestiti firmati. Un bastone marcio per lui è sufficiente. A un cane non importa se sei ricco o povero, brillante o imbranato, intelligente o stupido, se gli dai il tuo cuore lui ti darà il suo. Di quante persone si può dire lo stesso? Quante persone ti fanno sentire unico, puro, speciale? Quante persone possono farti sentire… straordinario?” [Io e Charlie]