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Ecco come ho vissuto Il Pianeta dei conigli. Riflessioni di una volontaria

Sabato 19 e Domenica 20 Maggio presso la Fattorietta, a Roma, si è tenuto un evento davvero entusiasmante organizzato dall’associazione Amiconiglio che si occupa del recupero e del mantenimento di conigli abbandonati e non solo.

L’evento, organizzato da diverso tempo, ha visto la partecipazione di tantissime associazioni e cliniche veterinarie.

Sono state organizzate diverse iniziative, è stato trattato il tema dei pericoli domestici per coniglio e porcellino d’india, del rapporto cane padrone, dei golgos -levrieri destinati ad una morte con pratiche fatte di torture se non effettuano un buon lavoro -, e c’è stata anche una simpaticissima gara di dolci vegani.

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E non solo, durante la seconda giornata si è parlato della cavia come animale domestico e della giusta gestione, di casi clinici particolari di conigli dove l’indagine veterinaria andando a fondo è riuscita a capire il problema e in alcuni casi a salvare la vita dell’animale o a salvare la successiva, si è trattato il tema degli allevamenti intensivi, della convivenza cane-coniglio, coniglio-coniglio E cavia – coniglio. Abbiamo avuto modo di conoscere volontarie di un canile di Caserta che oltre ovviamente ad occuparsi del recupero di cani E del miglioramento delle condizioni del canile soprattutto per i cani in degenza (perché non va sottovalutato l’aspetto psicologico della ripresa per il cane), si stanno impegnando in alcuni progetti come quello rieducativo per cani da combattimento che diventano cani da appartamento per persone con problemi. E per finire altri argomenti sono stati il ratto come animale domestico, il nuovo vaccino per il coniglio : la mev2 e c’è stata una simpatica sfilata di simpatia che ha visto come protagonisti i coniglietti.

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Napoli. Sveglia alle 4.30, ho il treno alle 6.30 e non posso permettermi di tardare. Preparo tutto. Sono distrutta dopo una settimana di lavoro e mille impegni. Mi vengono a prendere e mi accompagnano alla stazione. Il treno e già qui. Salgo, mi siedo e cerco di recuperare un Po di sonno arretrato. Il raduno sarà fantastico ma ci sarà tantissimo da fare. Arrivo dopo due ore finalmente a Roma Termini. Hanno cambiato tutto, ed ora dove si esce?! Faccio avanti e indietro con la valigia. Poi finalmente mi decido a domandare. Alla solita uscita c’è la mia amica Alessandra, anche lei volontaria, che mi aspetta con l’auto carica di fieno perché ha anche lei uno stand da allestire. Non si fa nemmeno colazione, dritti sul posto dopo una mezza crisi allergica da fieno. Montiamo gli stand, aiutiamo. Montiamo il nostro. Poi bisogna mettere i prezzi sui prodotti che mancano. Intorno a me tantissimi volontari sul posto da molto prima, che non montano solamente stand ma fanno di tutto e di più.

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A metà mattinata la testa ormai scoppiava. Finalmente si mangia e piano piano tutto ritorna nella norma. Ed ecco che comincia. Dopo la stanchezza , dopo i preparativi. Iniziano ad arrivare le persone , iniziano ad arrivare i conigli, gli amici, le iniziative. Ci si stanca ancora ma adesso è più piacevole. C’è un sole che spacca le pietre ad illuminare questa splendida giornata, ma se non ci fosse il sole sarebbe attorno a me: sono tutte queste persone che unite fanno la forza, che hanno un bene comune, che hanno un cuore enorme. La giornata va avanti con eventi vari e pare volgere al termine. Ci si prepara e andiamo via. Giusto il tempo di una pizza al volo, di una doccia e di una bella dormita. Domani si ricomincia.

Sveglia alle 7.00, preparativi vari e si scende a fare colazione al bar con la valigia per lasciare il b&b. Il ragazzo del bar mi guarda e mi chiede “di dove sei?” rispondo, mentre mangio quasi strafogando il cornetto, “di Napoli”. Lui continua “E che ci fai a Roma ?” “se te lo dico prometti di non farti una grossa risata? Sono una volontaria di Napoli per un associazione di conigli. Ogni anno prendo il treno e vengo”. “Ma scherzi?! La gente vede l’albero e non la foresta. Non importa di cosa si occupi la tua associazione, già che ne fai parte è una bellissima cosa perché vuol dire persone unite per un interesse comune ed il bene”. La mia giornata inizia cosi. Un Po indolenzita con la schiena, tanto stanca fisicamente, ma con un sorriso. Un sorriso così grande che non va via. La consapevolezza di poter avere la possibilità di incontrare belle persone, con una mente aperta, anche al bar. La giornata prosegue in maniera differente. Le iniziative sono molte di più e ci si stanca molto di meno, il grosso è stato fatto il giorno prima. È tutto così bello che il tempo sembra volare. E quando la serata volge al termine, ci tocca rimettere tutto nei pacchi, smontare ed andare via. Mi accompagnano alla stazione. Mi sento piena. Il cuore è pieno di gioia per quel che ho condiviso e per quel che ho fatto. E aspetto già impaziente il prossimo raduno.

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È sempre bello venire da Napoli a Roma per partecipare a questi eventi. Ma quest’ anno ho imparato molto più dei precedenti. Che l’unione faccia la forza si sa, ma spesso lo dimentichiamo e solo vivendo determinate situazioni lo si può capire. Spesso ci sentiamo soli e la vita non ci permette di circondarci delle persone giuste. Le delusioni sono dietro l’angolo , a volte celate da semplici incomprensioni altre volte invece è semplicemente la prova di chi hai di fronte. Ma in qualche parte del mondo c’è sempre una persona buona pronta ad ospitarti, ad accoglierti, a porgerti la mano. Ed insieme davvero si può essere la forza. Ed il barista, al quale avrei dovuto chiedere il nome, perché merita davvero, ha sottolineato la realtà di oggi. Troppa superficialità. Eppure basta andare solo leggermente oltre per vedere quanto bello  sia unirsi per un bene comune.

Il mio ringraziamento più grande va a tutti i volontari di AmiConiglio perché non solo sono una grande famiglia che mi ha offerto ospitalità, aiuto immediato e  disponibilità , ma anche e soprattutto per quello che fanno ogni giorno e soprattutto in queste occasioni. Collaborano E si massacrano per preparare ed organizzare e poi smontare e sistemare. Grazie infinitamente perché senza di voi il mondo dei conigli per me non sarebbe questo. Grazie perché mi regalate l’emozione più grande che possa esserci. Grazie per ciò che siete e fate ogni giorno.

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La convivenza tra cane e coniglio può essere possibile?

Tra gli argomenti che tormentano i proprietari di animali c’è certamente quello della convivenza di specie differenti sotto lo stesso tetto. Ovviamente non tutti i padroni si pongono questo interrogativo. Alcuni preferiscono “dar via” il vecchio animale per accoglierne uno nuovo, altri ancora invece provano, senza alcuna misura di precauzione a far convivere animali totalmente opposti tra loro generando in alcuni casi vere e proprie tragedie. Solamente una piccola parte di persone, quella che tiene davvero al proprio amico a quattro zampe, prima di procedere all’accoglienza di un nuovo membro peloso all’interno della propria famiglia, si pone la fantomatica domanda: sarà possibile la convivenza tra loro?!

Oggi trattiamo della convivenza tra cane e coniglio.

La parola d’ordine è sicuramente la pazienza. Non c’è alcun dubbio che avere una convivenza pacifica sia una sorta di paradiso. Basta ansia a mille, basta porte chiuse e finalmente non bisogna dividersi tra l’uno e l’altro. Ma per ottenere questo non bisogna darsi alcun tempo. Bisogna avere solamente pazienza e procedere molto lentamente.

Ogni tipo di inserimento, anche questo, dipende molto dal carattere dei soggetti in questione. Ci sono conigli più vivaci e iperattivi, altri aggressivi e dominanti ed altri ancora mansueti. Lo stesso vale per i cani. Ma non è solo il carattere ad incidere. Bisogna prendere in considerazione anche l’età di entrambi i soggetti. Un cucciolo di cane sarà sicuramente più attivo e “pericoloso” per un coniglio che di fatto resterà sempre un animale preda, mentre il cane è pur sempre un predatore. Per questo motivo personalmente consiglio in propria assenza di non lasciarli mai da soli, anche a convivenza pacifica accertata da tempo. Non dobbiamo dimenticarci mai che gli animali saranno anche molto più sensibili dell’uomo, ma hanno una propria natura e sono pur sempre fatti di istinti. Non è assolutamente la cattiveria che li spinge a fare determinate cose, ma solo un istinto naturale che non possiamo sopprimere in alcun modo, anche se addomesticandoli nei secoli abbiamo in qualche modo modificato la legge naturale che li governa.

La prima cosa da fare è riuscire a farsi obbedire ed ascoltare dal cane. È risaputo che i conigli capiscono tutto, e rispondono spesso anche ad alcuni comandi del padrone. Tuttavia il loro senso di obbedienza non va oltre. Non perché siano stupidi, semplicemente perché è nella loro indole quella di comprendere ed obbedire quanto basta, un po’ come i gatti.

I cani, invece, proprio perché sono stati addomesticati da secoli, nutrono vantaggi nell’accontentare il proprio padrone. Si sentono felici ed appagati, ed è questo che li spinge ad obbedire a comandi come “dai la zampa”.

Quindi , compreso questo concetto, bisogna mirare a farsi ascoltare dal proprio cane, che è sicuramente più semplice del farsi ascoltare dal proprio coniglio. Oltre al fatto che tra i due, il più pericoloso per l’altro potrebbe essere sicuramente il cane e non il coniglio. Un buon rapporto con il cane, un buon grado di obbedienza, sarà utilissimo. Permetterà al cane di capire quando fermarsi, cosa sbaglia e dove sbaglia. E impedirà quindi che la situazione possa generare in altro.


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Trucco fondamentale in questa fase è sicuramente la lode. Meglio ancora se con del cibo come premio per il cane. Valgono molto più i sì dei no. Ma a volte è necessario anche un no secco in momenti di iperattività. Bisogna lasciare il cane libero di agire senza avvicinarsi troppo agli ambienti nei quali il coniglio si sente sicuro.

Ma ricordatevi che prima di iniziare questa fase bisogna abituare coniglio e cane all’odore dell’altro cosicché il coniglio non si senta minacciato ed il cane non pensi al primo incontro che abbia di fronte a sé una preda o un giocattolo. Quindi vanno scambiate ciotole, coperte, giochi per un po’ di tempo.

Tutto deve avvenire sempre con gradualità. I primi incontri visivi possono avvenire dividendo due stanze da un cancellino, quelli che si mettono davanti alle porte per i bambini. Hanno un costo variabile e ce ne sono anche alcuni a basso costo acquistabili da internet.

Solamente dopo aver abituato i due animali agli odori differenti e al contatto visivo si potrà procedere alla fase successiva, ovvero gli incontri supervisionati dal padrone certo dell’ obbedienza del cane.

Non esiste un tempo prestabilito entro il quale la convivenza sia possibile. Ogni animale ha i suoi tempi. Solamente quando il cane non vedrà più incuriosito il coniglio e non cercherà di approcciare a lui come ad un gioco, la convivenza potrà dirsi avvenuta in modo corretto. E per mirare a ciò è necessaria costanza negli incontri. Ogni giorno. Ed ogni giorno che passa l’incontro potrà durare un po’ di più.

Un trucchetto può essere anche quello di portare il cane a fare una bella corsa fuori prima di dedicarsi all’incontro, cosicché possa scaricare le proprie energie e essere più remissivo.

Far convivere un cane ed un coniglio non è impossibile. La natura ha stabilito che il cane fosse predatore e il coniglio preda, ma addomesticando entrambi e privandoli del proprio habitat abbiamo la possibilità di modificare in qualche modo quello che ha stabilito la natura e di permettere una convivenza non solo pacifica, ma che a volte va oltre l’immaginazione.

Un abbandono non è una restituzione alla libertà, ma una condanna a morte. Sappilo!

Eh già proprio così. Un abbandono non è una restituzione alla libertà, ma una condanna a morte.

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Troppo facile raccontarsi bugie per liberarsi la coscienza, ma la verità è questa e chi abbandona gli animali, soprattutto i conigli, deve esserne ben consapevole. Deve sapere che sta uccidendo una vita indifesa, sta scrivendo la parole fine al percorso di un animale, che non sa cavarsela da solo in un parco o in un giardino o, peggio ancora, in strada, se è sempre stato in casa, e che non ha, quindi, alcuna possibilità di veder sorgere il sole il giorno successivo a quello in cui viene abbandonato.

Poco fa è arrivata in associazione la richiesta di aiuto per un coniglietto cucciolo trovato abbandonato in un’area cani di uno dei tanti parchi della Capitale.

Immediatamente è scattato l’allarme e i messaggi tra i volontari, per trovargli una sistemazione e portarlo immediatamente in clinica, sono rimbalzati in chat.

Incastri e difficoltà (anche perché essendo volontari si presume che a quest’ora stiamo tutti lavorando, però non sappiamo chiudere le porte quando serve. NOI NO, non lo facciamo mai!)  ed ecco che uno spazietto per quest’anima esce fuori.

Stiamo per chiamare la clinica veterinaria per farlo visitare ed ecco che arriva il contrordine: non serve più niente, né una casa, né un veterinario…nulla! Perché quel povero cucciolo non ce l’ha fatta, non è più qui. A nulla sono valsi i tentativi di asciugarlo e di farlo riprendere. Quel cucciolo è morto!

E la mano assassina, che lo ha ucciso, è quella di chi lo ha abbandonato alla sua sorte in un parco senza preoccuparsi di come avrebbe passato la notte al gelo, di come avrebbe potuto trovare cibo, di come sarebbe riuscito a fuggire dai predatori. Senza preoccuparsi di niente se non di se stesso. Non servi più? Bene ti mollo!

Mio padre mi dice da sempre che su questo pianeta esistono mondi paralleli, che non si incontrano mai. Credo abbia proprio ragione e qui ne abbiamo la certezza.

Esiste un mondo fatto di gente, che pensa solo al proprio bene e a soddisfare i propri bisogni, che considera gli animali come oggetti di sua proprietà e non ha alcuna remore a disfarsene nel momento in cui sono servono più.

E’ il mondo popolato da chi abbandona, da chi indossa ancora pellicce (nel 2018!!! siete cavernicoli!), da chi sfrutta gli animali, da chi pensa che usare un cavallo per portare in giro i turisti per Roma sia affascinante, da chi fa strage di agnelli perché è una tradizione, da chi considera la caccia uno “sport”. Potrei andare avanti per ore in quest’elenco ma credo di aver reso l’idea.

E poi, per fortuna, c’è l’altro mondo, quello di chi segue una filosofia biocentrica, che mette al centro di tutto la vita, indipendentemente dalla forma che questa decide di assumere.

E’ il mondo di chi gli animali li ama e li rispetta, li protegge, corre a salvarli quando qualcuno chiama per una difficoltà, fa fatica a trovare spazio per sé in casa, ma un angolino per un piccolo amico a quattro zampe non lo nega mai, piange e non dorme per notti quando è costretto a dire addio a un peloso, con cui ha condiviso un tratto di viaggio insieme.

E’ anche il mondo di chi decide di non cibarsi di animali, di chi considera le vacanze una possibilità per passare più tempo con loro e non importa se non può partire per mete esotiche, perché anche il Baubeach di Maccarese è il paradiso terrestre se vedi i tuoi cani correre felici. E’ il mondo, anche, di chi si emoziona quando il proprio coniglio si avvicina e timidamente gli dà una leccatina alla mano o si lascia accarezzare.

Insomma è il mondo di chi corre per cercare di rendere questo pianeta migliore. A volte vinciamo, spesso – proprio come oggi – perdiamo, ma, comunque, andiamo avanti senza riposarci mai.  

Una cosa però vogliamo dirla a chi abbandona: non sei un eroe, che ridona la propria libertà ad un animale, sei un vigliacco assassino, che stai segnando con il sangue la parola fine alla vita di chi si fida di te. Questo almeno sappilo, che il tempo delle giustificazioni è finito da un pezzo!

Buon ponte piccolo amico che oggi sei corso lassù, troppo presto e soffrendo. Il nostro cuore ti accompagna in quest’ultimo viaggio.

Conosciamo il coniglio più da vicino insieme a Romy Carminati

Quanto realmente conosciamo i conigli e quanto altro ancora abbiamo da imparare su questi piccoli amici a quattro zampe? Proviamo a fare il punto della situazione insieme all’operatrice esperta nell’Etologia delle Relazioni con gli animali, Romy Carminati.

Conoscere un altro essere vivente non è mai un’impresa facile. Facciamo fatica a farlo con chi appartiene alla nostra stessa specie, figuriamoci con chi, invece, è di una specie totalmente diversa dalla nostra.

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Ecco perché, proprio per tentare di saperne un pò di più sui conigli, abbiamo deciso di intervistare Romy Carminati, che da anni opera nel settore del benessere animale – e in questo caso non solo del coniglio -, usando tecniche naturali, energetiche, olistiche e facendo consulenze private, individuali e di gruppo, nonché interventi di formazione per associazioni, che si occupano di diverse attività con gli animali, tra cui anche la pet therapy.

Romy, inoltre, gestisce un rifugio privato, all’interno del quale accoglie conigli di taglia grande e gigante, ex-da reddito, che provengono da situazioni anche di grave maltrattamento o pericolo.

Infine, non è da dimenticare che scrive articoli per alcune riviste e blog di settore ed è autrice del libro Yogurt. Come un coniglio può cambiarti la vita.

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A Romy, quindi, abbiamo rivolto alcune domande, che spesso ci sentiamo fare e sulle quali abbiamo deciso di fare insieme a lei alcune riflessioni.

D: «Secondo la tua esperienza e in base alla tua professionalità, puoi dirci cosa significa oggi vivere con un coniglio? Quanto è difficile? Quali attenzioni richiede questo piccolo amico a 4 zampe e con chi è bene che viva?».

R: «Vivere con un coniglio è un’esperienza meravigliosa, una vera e propria avventura per la quotidianità e per l’anima.

I conigli sono animali affascinanti, pieni di amorevoli contraddizioni, con un’identità, un carattere, una personalità fortissimi.

I conigli sono dei veri e propri insegnanti di vita, ci trasmettono messaggi e lezioni importanti, sono modelli di comportamento: ci insegnano la prudenza; che fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio; che si può archiviare senza dimenticare; che si può sempre offrire e ricevere una seconda possibilità; che ci si può offendere anche per un piccolo sgarbo, ma che si può perdonare facilmente anche una colpa più grave; che si può resistere a (quasi) tutto; che la speranza è davvero l’ultima a morire; che l’amore è fondamentale, come la fiducia e il rispetto; che se non dai non ricevi, ma che se dai ricevi il doppio; che si può amare ed essere amati moltissimo e incondizionatamente pur rimanendo un pochino distanti; che non sono per forza necessari baci, abbracci, stritolamenti e buffetti; che l’amore è fatto di piccole e semplici cose; che a volte le proprie fragilità vanno tenute nascoste per non soffrire o far soffrire chi ci ama, ma che quando ci si scopre e si chiede aiuto, si ricevono un’assistenza e un’amore infinito; che non tutto si può guarire; che a volte bisogna saper lasciar andare.

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Vivere con un coniglio richiede una consapevolezza, un senso di responsabilità e rispetto, sensibilità e qualità empatiche che non tutti hanno, perché il coniglio è una preda, ha un comportamento particolare ed esigenze specifiche, che non tutti sono disposti ad accettare.

Bisogna sincerarsi che in famiglia non vi siano allergie, non essere dei maniaci della pulizia e dell’ordine, non perché il coniglio non sia un animale pulito (al contrario, è pulitissimo!), ma perché come un bimbo piccolo in casa porta divertimento, gioia, ma anche un po’ di scompiglio. Bisogna essere disposti a condividere letti, poltrone e divani, ad avere un piccolo stalker che ti marca stretto quando anche solo pensi di avvicinarti al frigorifero o quando pensi di addentare una mela croccante in santa pace. Bisogna essere disposti ad accettare che sia lui a scegliere dove lasciare i propri bisogni, perché se ha scelto quel punto c’è un motivo anche se noi non lo capiamo, e rispettarlo mettendo in quel punto la sua lettiera. Bisogna essere disposti ad accettare qualche piccola marachella, come un tappeto un po’ rosicchiato, o qualche pipì sulle lenzuola. Può capitare.

Ci sono conigli più teppisti di altri e poi ci sono conigli che non si ammalano mai ed altri che invece sono fragili come passerotti.

Bisogna non pretendere tutto subito, saper osservare e costruire una relazione nel tempo, in silenzio,  perché il coniglio comunica col corpo, non con la voce. E bisogna saper riconoscere tempestivamente se qualcosa non va proprio dal suo comportamento, perché in quanto preda non manifesta facilmente il proprio disagio o malessere.

Bisogna sapere che il coniglio è un animale territoriale, che diventa un po’ il padrone di casa, e che si stressa facilmente, ma che con le giuste attenzioni medico veterinarie e comportamentali si può risolvere tutto.

Bisogna sapere che non è vero che non è un animale adatto ai bambini, ma che sono più i bambini a non essere adatti a lui.

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E’ un animale che convive bene con bambini che hanno alle spalle genitori educati, rispettosi, intelligenti, disposti a seguire i consigli di chi è più esperto e a metterli in pratica.

E’ adatto a bambini cui sono stati e vengono insegnati l’amore libero, non quello soffocante; la pazienza, il piacere di condividere e di giocare, di coinvolgere, di esercitare la fantasia.

Non è certamente per bambini insistenti, annoiati, maleducati, molesti o troppo chiassosi.

E non è particolarmente indicato per quegli adulti che cercano nel coniglietto carino e morbido le attenzioni, la tenerezza, la dolcezza e la realizzazione che magari non trovano come genitori, come mogli o come mariti.

Il coniglio è un animale davvero sconvolgente: tanto semplice, quanto complesso; tanto schivo, quanto affettuoso; che sembra restare in ombra, ma che in realtà sa molto bene quello che vuole e che può ottenere.

Dal punto di vista pratico, vivere con un coniglio non è difficile, una volta che si seguono alcune regole fondamentali e si è disposti a scendere a qualche compromesso, ma è sicuramente sconvolgente sul piano emotivo, e a questo bisogna essere preparati».

D: «Come è iniziata la tua passione per questi animali?».

R: «E’ iniziata per caso. Vivevo ancora con mia madre. Studiavo all’università e desideravo con tutta me stessa un animale da compagnia.

Sono cresciuta in mezzo agli animali, cani per lo più, perché mio padre era educatore cinofilo. Dopo la sua morte, mia madre non ha voluto tenere animali, se non un trio di tartarughe d’acqua e qualche pesce rosso; non erano il massimo dell’interazione per una bambina, prima, e un’adolescente, poi.

Un giorno, una compagna di università mi mostrò la fotografia del coniglietto che avevano regalato alla sua sorella minore e quando seppi che i conigli non vocalizzano granché, scoprii che potevo convincere mia madre ad accoglierne uno. Per puro caso, accettò; ci informammo un poco sui fondamentali e mi capitò di adottare un ariete di un anno da una signora che non poteva più tenerlo. E da quel momento, con Pedro, mi sono innamorata».

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D: «Cosa è cambiato, secondo te, nel corso degli anni nel rapporto uomo – coniglio?».

R: Qualcosa nel corso degli anni è cambiato e progressi se ne fanno ogni giorno, ma per una come me a cui piace ottenere tutto e subito, e soprattutto per loro, che sono i veri protagonisti e – ahimè – le vittime dell’ignoranza, di preconcetti, box mentali e superabili tradizioni, le cose cambiano troppo lentamente.

Ho sempre pensato che sia fondamentale educare le persone, i “proprietari” alla corretta gestione del coniglio, alla consapevolezza che non possono e non devono trattare un cane in un modo e un coniglio in un altro, che se non mangiano il primo, non dovrebbero mangiare nemmeno il secondo, che se amano e fanno vivere libero il primo, devono amare e far vivere libero anche il secondo, e passi avanti ne sono stati fatti rispetto a venti o dieci o cinque anni fa. Ma finché non ci sarà il supporto da parte di enti, istituzioni, governo e legge, finché il coniglio non verrà legalmente riconosciuto e tutelato come pet, anziché come animale da reddito, non si potranno cambiare le sorti dei conigli tanto velocemente e si continueranno ad avere divisioni e schieramenti tra chi li considera meramente cibo, pelliccia o insulsi animali da gabbietta e chi li riconosce come individui senzienti, capaci di affetto, estremamente vispi e intelligenti».

D: «Ci puoi raccontare la tua esperienza? il tuo santuario?».

R: «La mia esperienza si racchiude in due nomi principali: Pedro e Yogurt. Pedro perché è stato il mio primo coniglio; Yogurt perché con lui ho scoperto la mia passione, la mia vocazione, la mia missione ed è nata anche la mia attività. Dopo di loro ne sono venuti e ne verranno altri, ma è stato grazie a loro, a Yogurt soprattutto, che la mia vita è stata letteralmente sconvolta: da onnivora a vegetariana, quasi vegana ormai, ma soprattutto orientata a dedicare la mia vita ai conigli. Oggi ho un sito, AddestrareConigli.it che conta più di 3000 iscritti, che fa sì informazione sul coniglio, ma che soprattutto è dedicato all’educazione/addestramento e alla relazione che si può creare con il coniglio, agli aspetti pratici, ma soprattutto psicologici ed emotivi.

Sono Operatrice certificata nell’Etologia delle Relazioni con gli Animali,  specializzata nella relazione con il coniglio, ufficialmente iscritta all’Albo Ufficiale Nazionale.

Opero nel settore del benessere animale, in questo caso non solo del coniglio, usando tecniche naturali, energetiche, olistiche.

Faccio consulenze private, individuali e di gruppo, ma opero anche nella formazione di associazioni che si occupano di varie attività con gli animali, tra cui anche di pet therapy.

Scrivo articoli sul coniglio per alcune riviste e blog di settore.

Sono attivista per i diritti di tutti gli animali, in particolare quelli più sfruttati dall’uomo, quelli “d’allevamento”.

Offro servizio di pensione estiva e destino il 50% dei ricavi al Santuario di Yogurt, un luogo di libertà e pace, che mi ha ispirato proprio Yogurt con la sua morte, dove accolgo conigli di taglia grande e gigante, ex-da reddito, che provengono da situazioni anche di grave maltrattamento o pericolo, per fargli conoscere cosa significa essere al mondo per essere semplicemente se stessi e fargli vivere il resto della loro vita in libertà e armonia con la natura».

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_ Romy Carminati e Marina Porzia, vice presidente dell’Associazione Amiconiglio onlus –

D: «Quali sono i tuoi progetti futuri?».

R: «Mi piacerebbe fare di più, sia per me stessa, sia nell’ottica di aiutare sempre più conigli.

Ho in mente un paio di libri da pubblicare, ovviamente sul coniglio; non si tratta di romanzi, ma di veri e propri manuali, quindi non posso svelare niente.

E vorrei produrre qualche gadget coniglioso, per sostenere il Santuario.

Sto anche pensando di iscrivermi alla facoltà di veterinaria e specializzarmi poi in animali esotici, per arricchire ulteriormente la mia figura professionale e mi piacerebbe stringere collaborazioni con alcune realtà importanti a livello nazionale per integrare il coniglio nelle loro proposte formative».

D: «Se qualcuno volesse aiutarti come può farlo?».

R: «Il Santuario di Yogurt al momento non è una associazione, ma un rifugio privato, realizzato e in piedi grazie alle donazioni delle persone che hanno creduto in me fino ad ora e che continueranno a farlo.

E’ visitabile, previo appuntamento, perché tutti possano vedere coi propri occhi cosa significa per un coniglio poter essere e fare semplicemente il coniglio e donazioni libere sono sempre bene accette.

I conigli ospiti del Santuario sono adottabili a distanza.

Ho scritto e prodotto un libro fotografico, intitolato “Yogurt. Come un coniglio può cambiarti la vita”, che offro in omaggio a chiunque faccia una donazione per il Santuario di almeno 20 euro.

Chiunque può farne richiesta direttamente a me, tramite il sito di Addestrare Conigli, oppure attraverso la piattaforma di crowdfunding Buonacausa.org, alla pagina https://buonacausa.org/cause/santuario-animali-centro-terapeutico

Ogni anno organizzo per l’ultima domenica di giugno il Rabboot Camp, una giornata da trascorrere in compagnia di conigli e conigliari proprio al Santuario, coinvolgendo anche fotografi professionisti che prestano la loro professionalità scattando foto per mini album personalizzati per piccole donazioni, e per la realizzazione dei calendari e/o delle agende per l’anno a venire.

Attualmente sono ancora disponibili alcune agende per il 2018».

Da parte di tutto lo staffo di Amiconiglio va un grazie immenso a Romy per tutto il tempo che ci ha dedicato e un grandissimo in bocca al lupo per i suoi progetti futuri. Che altro dire? Se ancora avete dubbi o se volte saperne di più vi indichiamo alcuni link utili:

Link utili: www.addestrareconigli.it

Mail: info@addestrareconigli.it

Facebook: https://www.facebook.com/AddestrareConigli/

Gruppo facebook del santuario: https://www.facebook.com/groups/1614977312092622/

Canale Youtube: http://www.youtube.com/http://www.youtube.com/chinino983