Archivi categoria: Conosciamo meglio i conigli

Il coniglio, questo animale sconosciuto

Orecchie ricoperte di pelo basse e lunghe o piccole e alte, occhi posti lateralmente, denti a crescita continua, zampe posteriori molto più lunghe di quelle anteriori, nasino a forma di u, manto ricoperto di pelo, coda che assomiglia ad un pon pon. Potrebbe sembrare la descrizione di qualche essere soprannaturale, ma è semplicemente il coniglio.

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Libri e internet ci descrivono nel dettaglio la vita sotto l’aspetto di gestione e alimentazione del coniglio, ma spesso tralasciano l’aspetto comportamentale di quello che ormai oggi è diventato l’animale più diffuso nelle nostre case dopo cane e gatto.

L’alimentazione del coniglio coincide, come per ogni essere vivente, con il suo stato di salute. Dieta sana ed equilibrata permette quindi di avere un coniglio forte ed in salute che non abbia problemi di denti, di obesità o di digestione.

Acqua fresca, in ciotola o beverino (attenzione a controllare i beverini che spesso possono rompersi o a evitare che il coniglio dalle orecchie lunghe possa bagnarsele nella ciotola motivo spesso di otiti), e fieno sempre a disposizione per i denti che sono a crescita continua. Assolutamente niente pane o cereali, come indicano erroneamente i negozianti. Quindi nessun tipo di mangime dalla scatola colorata acquistabile in negozio. Se si vuole dare un piccolo premio raramente al proprio coniglio si potrà optare per un piccolo pezzetto di frutta (attenzione è molto zuccherina) o del pellett (fieno compressato) acquistabile in negozio.

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Per comprendere se il pellett è quello giusto bisogna semplicemente controllare gli ingredienti: niente cereali, né semi, né mangimi misti, mai. Il coniglio è un erbivoro stretto, la sua alimentazione quindi si compone di verdure (assolutamente non cotte). La quantità dovrebbe essere pari al 20% del peso del coniglio al giorno. Ciò significa che un coniglio dovrebbe assumere in media 250-300 grammi di verdura al giorno, preferibilmente suddivisa in due pasti, lasciata fuori dal frigo un bel po’ di tempo prima, lavata ed asciugata per bene. Ovviamente vi sono delle eccezioni. Ad alcuni conigli la verdura piace leggermente bagnata e questo non crea problemi intestinali, altri sono abituati a verdure a temperatura ambiente, altri ancora leggermente fresca, e ce ne sono altri che non hanno bisogno che le verdure vengano lavate. Questo non è assolutamente un invito a dare verdure fredde da frigo o sporche di terreno o bagnate.

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Il coniglio è un animale molto delicato soprattutto sotto l’aspetto intestinale. Una scorretta alimentazione o una disattenzione potrebbe procurare blocchi intestinali e nel peggiore dei casi come conseguenza la morte. Per evitare che ciò accada è necessario stare molto attenti. Un coniglio abituato sempre in un determinato modo non può essere improvvisamente disabituato. Lo stesso vale per un’alimentazione scorretta. Se il coniglio ha sempre mangiato cibi dannosi, per modificare l’alimentazione, è necessario un processo che vada per gradi e miri ad eliminare il mangime nocivo ed integrare pian piano la dieta sopraindicata. Bisogna quindi sempre essere abbastanza attenti nella somministrazione delle verdure. Non tutte le verdure per il coniglio sono commestibili, da internet è possibile visionare un elenco  completo.

La salute del nostro coniglio è fondamentale. Ciò che bisogna assolutamente sapere è che il coniglio ha bisogno di essere seguito da un veterinario esperto in esotici. Non un veterinario per animali convenzionali, ma un veterinario esperto in esotici. Anche in questo caso è fondamentale consultare questa tabella.

È fondamentale che il nostro veterinario sia esperto in esotici poiché sono animali molto differenti e spesso ciò che va bene per un cane o un gatto non va assolutamente bene per il coniglio che potrebbe addirittura rimetterci la vita. Il coniglio necessita sicuramente di due vaccinazioni che possono essere annuali o semestrali, e sono per la mev e la mixomatosi. Queste sono malattie assolutamente mortali e per le quali non esiste alcun tipo di cura se non la prevenzione tramite vaccinazioni. Per questo motivo l’ASL ha l’obbligo di procedere con l’abbattimento dell’animale se affetto da una di queste patologie. Sono malattie trasmissibili tramite insetti.

Recentemente è stato diffuso un terzo vaccino: mev2 , e quindi i vaccini a questo punto diventerebbero tre e non più due. Importante nel coniglio è anche la sterilizzazione. Innanzitutto la sterilizzazione serve per evitare che il coniglio possa marcare a vita il territorio, quindi che sia educato con i propri bisogni facendoli solamente in lettiera, e che non sia soggetto a forti stress, poiché il coniglio raggiunta la maturità sessuale (circa 3 o 4 mesi) è pronto per la riproduzione e non ha quindi periodi in cui va in calore. Mentre nei soggetti maschili la castrazione non è necessaria sotto un aspetto salutare (i casi di tumori sono molto più bassi rispetto alle femmine), nei soggetti femminili si potrebbe dire che sia quasi obbligatoria. Un coniglio femmina non sterilizzato è soggetto a tumori alle ovaie.

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Ma come deve vivere un coniglio ?! I conigli devono vivere assolutamente liberi. Non possono vivere nelle gabbie, tenderebbero a diventare aggressivi e stressati e non farebbero altro che rosicchiare le sbarre di quella gabbia. Provate a chiudere un gattino in una gabbia. Dopo poco il gatto inizierà ad agitarsi, a piangere miagolando e a muoversi in quel poco spazio a sua disposizione. Difatti i gatti necessitano , come i conigli, di ampi spazi dove muoversi. Anche se potrebbero saltare sui mobili facendo disastri, graffiare gli infissi delle nostre porte di casa o rompere i divani, non immaginiamo un gatto chiuso in gabbia. Lo stesso vale per il coniglio.

Se non possiamo concedergli per la sua sicurezza la libertà di un’intera casa, andrà bene anche un’unica stanza, purché possa muoversi liberamente senza essere costretto alla gabbia. Potrebbe rosicchiare i mobili o impadronirsi del nostro letto, ma ogni animale è potenzialmente un distruttore di case e di arredi. Che abbia il potenziale per farlo non è detto che utilizzi quel potenziale. I conigli, se educati sin da piccoli e sterilizzati, sporcano solo nella propria lettiera, come i gatti. Non amano essere maneggiati o presi in braccio perché in natura sono animali preda e questa azione è per loro simile al predatore che li afferra. Per approcciarci correttamente al coniglio è molto più opportuno metterci alla sua altezza, magari seduti o addirittura stesi per terra, e attendere che sia lui ad avvicinarsi a noi.

Ciò di cui necessità un coniglio è una cassetta per i bisogni (più grande è, meglio è) che può essere anche una gabbia sempre aperta, un beverino o una ciotolina per l’acqua, fieniera, ciotola per verdure o eventualmente pellett, pellett da stufa come lettiera. Non è necessario che abbia una cuccia, ad alcuni conigli piace salire sul nostro letto, altri preferiscono il pavimento fresco (soffrono molto il caldo, stanno meglio a temperature basse) ed altri ancora adorano le cucce. È consigliabile però garantirgli un posto dove rintanarsi, un posto che possa definire sicuro, una gabbia sempre aperta o una cuccia per cani per esterni. I conigli possono vivere anche all’esterno, su ampi balconi o in giardino ovviamente con le dovute precauzioni. È necessario che i recinti siano sicuri e a prova di temporali, o agenti atmosferici come un forte caldo o un forte freddo, e a prova di animali predatori o di fughe improvvise da parte del coniglio che ovviamente non sopravvivrebbe scappando o per l’altezza di un balcone.

Il coniglio è un animale crepuscolare. Vive maggiormente di notte, durante il giorno fa brevi e intensi pisolini anche se per lo più (per questo suo essere preda) sta sempre sull’attenti. Esistono però anche conigli che si abituano al ritmo della vita dell’uomo.

I conigli sono animali molto furbi, dispettosi e intelligenti . Imparano il proprio nome , ed anche se non rispondono ai comandi come i cani, Se addestrati possono dare grandi soddisfazioni. Per permettere che ciò accada, essendo i conigli molto abitudinari , bisogna per un lungo periodo accompagnare un comando ad un premio. Il coniglio assocerà con il tempo che venendo al proprio nome otterrà qualcosa di buono e ripeterà l’azione anche quando a ricambiarlo non ci sarà un pezzetto di pellet. Lo stesso vale per gli altri comandi come saltare, prendere la ciotola, girare attorno e così via.zooplus.it

L’interazione con un coniglio non è sicuramente l’interazione convenzionale che intendiamo  con cani e gatti. Il coniglio è un animale silenzioso, addestrato da meno secoli rispetto ai primi e che quindi sarà sempre meno predisposto ad essere sottomesso e ammaestrato (oltre ovviamente anche per il proprio carattere come il gatto). Il coniglio è un animale che va interpretato e compreso. Ha bisogno di tempo per fidarsi di noi. Ed il rapporto con questa specie animale si crea con il tempo (la vita media di un coniglio è di circa 10 anni quindi si potrebbe avere il tempo necessario).

Il rapporto va costruito giorno dopo giorno e permettendo al coniglio di fidarsi di noi, dandogli Quindi la possibilità di avvicinarsi a noi ogni giorno, senza forzalo. Interagire con un coniglio non è così difficile. Anche i conigli giocano, ma in modo differente rispetto al cane o al gatto. Per poter far divertire il proprio coniglio esiste l’agility. Possiamo insegnargli a saltare un percorso ad ostacoli, oppure nascondere un premietto in una pallina dispensatrice di premi, o nascondere qualcosa di buono in una scatola mantenendola e cercando di farla aprire al proprio coniglio. Un consiglio è visitare il blog di Romy Carminati Addestrare conigli, che permette proprio di osservare il coniglio sotto un altro aspetto, sotto l’aspetto della comunicazione.

Esistono varie specie e razze di conigli, dal nano (che non resterà mai di pochi grammi perché il coniglio tende come ogni essere vivente a crescere) al coniglio di taglia xl (quello che generalmente è destinato alla macellazione ma che in realtà è molto piu dolce del coniglio nano).

Ricordate però che ogni coniglio ha il proprio carattere, che prescinde da noi.

Chi vive con un coniglio ci ha detto questo:

“I conigli, compagni di vita”

“I miei conigli, la mia vita”

“Soffro di conigliodipendenza”

“I conigli sono il mio cuore, anche quelli che non ci sono più, restano il tuo cuore”

“Un coniglio ti insegna ad essere la sua voce. Lui sarà il tuo cuore”

“Le parole dicono poco. Devi viverci con un coniglio per capire”

Quello che ti insegna un coniglio:

  • Un coniglio ti insegna ad avere pazienza. La pazienza di chi non ha voce, di chi non può abbaiare, miagolare, pigolare per attirare l’attenzione. La pazienza di chi può solo attendere, che può solo elemosinare con lo sguardo e quei gesti che troppo spesso restano incompresi. La pazienza di chi sa che neanche mordere le sbarre serve a guadagnarsi la libertà. Di chi morirà lentamente per un cibo sbagliato senza poter chiedere niente di più, niente di meglio.
  • Un coniglio ti insegna a superare i tuoi limiti. O almeno a provarci. Nessun mobile è troppo alto, nessun cavo troppo duro, nessun legno troppo costoso, nessuna caduta abbastanza rovinosa. Provarci, sempre, senza desistere, con la tenacia di chi sa che i suoi sforzi saranno ripagati.
  • Un coniglio ti insegna la gioia pura. La gioia del saltare solo per la bellezza del salto, del correre solo per sentire l’aria sul muso.
  • La gioia delle piccole cose, quelle che noi umani abbiamo perso o dimenticato in chissà che giorno indaffarato.
  • Un coniglio ti insegna che basta poco per perdonare. E per perdonarsi. Non è mai troppo tardi per cambiare, per aprire la porta della gabbia, per fare una carezza. Non è mai troppo tardi perché loro hanno pazienza, sanno aspettare.
  • Un coniglio ti insegna che non sei poi così male come pensavi. Che forse vale la pena conoscerti, darti una zampa, una possibilità. Quella di essere grande.
  • Un coniglio ti insegna che anche se tutto il mondo ti crede insignificante, stupido, inutile, un essere inferiore, per qualcuno sarai il motivo di ogni sorriso. Come lui è per te. Come tu sei per lui.
  • Un coniglio ti insegna che una pelliccia è morbidissima sulla pelle nuda. E che sentire il cuore che le batte sotto, è ancora meglio.
  • Un coniglio ti insegna che mangiargli i piedoni è bellissimo, per scherzo. E che non esiste specismo nella tua testa, appoggiata al pavimento riesci a sentire i battiti del cuore rimbombare. Quelli di tutti gli animali del mondo.
  • Un coniglio ti insegna che la pioggia fa crescere rigogliosa l’erba, oltre a lasciarti indecisa su che paio di scarpe mettere perché “maledizione, piove!”.
  • Un coniglio ti insegna che “Hai i dentoni da coniglio” è un grande orgoglio, anche quando da piccola ci piangevi su, e che chi te lo diceva sicuramente ignorava i retro incisivi dei lapini, altrochè!
  • Un coniglio ti insegna che le persone non sono ignoranti e sciocche come pensavi: lo sono molto di più! Ma che esistono anche persone meravigliose, che entreranno a piedi nudi nella tua camera e parleranno a bassa voce per conquistarsi la sua fiducia: la tua, per essere lì, già ce l’hanno.
  • Un coniglio ti insegna a non prostituirti sentimentalmente. Che essere selettivi non è una malattia, ma sopravvivenza. Non sei obbligato a darti, puoi scegliere di mordere, ringhiare, sbattere la zampa e girare le spalle con indifferenza.
  • Un coniglio ti insegna che casa tua, e la tua famiglia, puoi difenderle fino alla morte. Puoi batterti come un leone se invadono i tuoi spazi senza essere “abbandonato”. Al massimo…sterilizzato!

Un grazie di cuore a Franco Pirina, che ci ha inviato le foto dei suoi conigli!

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La convivenza tra cane e coniglio può essere possibile?

Tra gli argomenti che tormentano i proprietari di animali c’è certamente quello della convivenza di specie differenti sotto lo stesso tetto. Ovviamente non tutti i padroni si pongono questo interrogativo. Alcuni preferiscono “dar via” il vecchio animale per accoglierne uno nuovo, altri ancora invece provano, senza alcuna misura di precauzione a far convivere animali totalmente opposti tra loro generando in alcuni casi vere e proprie tragedie. Solamente una piccola parte di persone, quella che tiene davvero al proprio amico a quattro zampe, prima di procedere all’accoglienza di un nuovo membro peloso all’interno della propria famiglia, si pone la fantomatica domanda: sarà possibile la convivenza tra loro?!

Oggi trattiamo della convivenza tra cane e coniglio.

La parola d’ordine è sicuramente la pazienza. Non c’è alcun dubbio che avere una convivenza pacifica sia una sorta di paradiso. Basta ansia a mille, basta porte chiuse e finalmente non bisogna dividersi tra l’uno e l’altro. Ma per ottenere questo non bisogna darsi alcun tempo. Bisogna avere solamente pazienza e procedere molto lentamente.

Ogni tipo di inserimento, anche questo, dipende molto dal carattere dei soggetti in questione. Ci sono conigli più vivaci e iperattivi, altri aggressivi e dominanti ed altri ancora mansueti. Lo stesso vale per i cani. Ma non è solo il carattere ad incidere. Bisogna prendere in considerazione anche l’età di entrambi i soggetti. Un cucciolo di cane sarà sicuramente più attivo e “pericoloso” per un coniglio che di fatto resterà sempre un animale preda, mentre il cane è pur sempre un predatore. Per questo motivo personalmente consiglio in propria assenza di non lasciarli mai da soli, anche a convivenza pacifica accertata da tempo. Non dobbiamo dimenticarci mai che gli animali saranno anche molto più sensibili dell’uomo, ma hanno una propria natura e sono pur sempre fatti di istinti. Non è assolutamente la cattiveria che li spinge a fare determinate cose, ma solo un istinto naturale che non possiamo sopprimere in alcun modo, anche se addomesticandoli nei secoli abbiamo in qualche modo modificato la legge naturale che li governa.

La prima cosa da fare è riuscire a farsi obbedire ed ascoltare dal cane. È risaputo che i conigli capiscono tutto, e rispondono spesso anche ad alcuni comandi del padrone. Tuttavia il loro senso di obbedienza non va oltre. Non perché siano stupidi, semplicemente perché è nella loro indole quella di comprendere ed obbedire quanto basta, un po’ come i gatti.

I cani, invece, proprio perché sono stati addomesticati da secoli, nutrono vantaggi nell’accontentare il proprio padrone. Si sentono felici ed appagati, ed è questo che li spinge ad obbedire a comandi come “dai la zampa”.

Quindi , compreso questo concetto, bisogna mirare a farsi ascoltare dal proprio cane, che è sicuramente più semplice del farsi ascoltare dal proprio coniglio. Oltre al fatto che tra i due, il più pericoloso per l’altro potrebbe essere sicuramente il cane e non il coniglio. Un buon rapporto con il cane, un buon grado di obbedienza, sarà utilissimo. Permetterà al cane di capire quando fermarsi, cosa sbaglia e dove sbaglia. E impedirà quindi che la situazione possa generare in altro.


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Trucco fondamentale in questa fase è sicuramente la lode. Meglio ancora se con del cibo come premio per il cane. Valgono molto più i sì dei no. Ma a volte è necessario anche un no secco in momenti di iperattività. Bisogna lasciare il cane libero di agire senza avvicinarsi troppo agli ambienti nei quali il coniglio si sente sicuro.

Ma ricordatevi che prima di iniziare questa fase bisogna abituare coniglio e cane all’odore dell’altro cosicché il coniglio non si senta minacciato ed il cane non pensi al primo incontro che abbia di fronte a sé una preda o un giocattolo. Quindi vanno scambiate ciotole, coperte, giochi per un po’ di tempo.

Tutto deve avvenire sempre con gradualità. I primi incontri visivi possono avvenire dividendo due stanze da un cancellino, quelli che si mettono davanti alle porte per i bambini. Hanno un costo variabile e ce ne sono anche alcuni a basso costo acquistabili da internet.

Solamente dopo aver abituato i due animali agli odori differenti e al contatto visivo si potrà procedere alla fase successiva, ovvero gli incontri supervisionati dal padrone certo dell’ obbedienza del cane.

Non esiste un tempo prestabilito entro il quale la convivenza sia possibile. Ogni animale ha i suoi tempi. Solamente quando il cane non vedrà più incuriosito il coniglio e non cercherà di approcciare a lui come ad un gioco, la convivenza potrà dirsi avvenuta in modo corretto. E per mirare a ciò è necessaria costanza negli incontri. Ogni giorno. Ed ogni giorno che passa l’incontro potrà durare un po’ di più.

Un trucchetto può essere anche quello di portare il cane a fare una bella corsa fuori prima di dedicarsi all’incontro, cosicché possa scaricare le proprie energie e essere più remissivo.

Far convivere un cane ed un coniglio non è impossibile. La natura ha stabilito che il cane fosse predatore e il coniglio preda, ma addomesticando entrambi e privandoli del proprio habitat abbiamo la possibilità di modificare in qualche modo quello che ha stabilito la natura e di permettere una convivenza non solo pacifica, ma che a volte va oltre l’immaginazione.

Coniglio o Porcellino d’india? Breve guida ad una scelta sicura

Hai deciso. Finalmente dopo tanto tempo sei riuscito a comprendere che psicologicamente, fisicamente, mentalmente ed economicamente sei pronto ad accogliere un animale nella tua casa, nel tuo cuore, nella tua famiglia.

E sei indeciso. Hai sempre amato animali meno convenzionali ma non sai davvero se per te sia più adatto un coniglio oppure un porcellino d’india.

Questa vuole essere una mini guida informativa per comprendere differenze e somiglianze di queste due specie animali.

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In cerca di casa

Il coniglio non è, come molti pensano, un roditore, ma appartiene (assieme alla lepre) alla famiglia dei Leoporidi, che viene dall’ordine dei mammiferi chiamato Lagomorfi. Il termine Lagomorfi deriva dall’unione di due parole greche, lagos (lepre) e morphe (forma), quindi a forma di lepre. Lagomorfi e roditori sono simili, ma non uguali. Tra le varie differenze, la più importante riguarda sicuramente l’alimentazione. I lagomorfi sono infatti erbivori, mentre i roditori si cibano anche di semi, granagli e talvolta piccoli insetti.

Un’altra differenza notevole riguardante l’aspetto fisico è sicuramente la predisposizione dei denti: il coniglio ha 6 incisivi (4 superiori e 2 inferiori), i porcellini d’india hanno una coppia di incisivi superiori e inferiori, una coppia di premolari superiori e inferiori e tre coppie di molari superiori e inferiori. In entrambi i denti sono a crescita continua e vanno consumati con la masticazione di fieno (assolutamente niente pane!). Il coniglio è un animale generalmente crepuscolare, vale a dire che di giorno si dedica a brevi ed intesi riposini ed è molto poco attivo, e di notte sprigiona tutte le sue forze, zompettando qua e là, scavando nella lettiera e mangiucchiando (e magari giocando con qualche gioco a sua disposizione). Ma questa non è sicuramente una legge universale! Spesso gli animali si abituano al ritmo di vita al quale sono soggetti, esistono casi di conigli che pur restando maggiormente attivi di notte, placano ugualmente le proprie energie.

Il porcellino d’india è un piccolo roditore originario del Sudamerica. Viene spesso chiamato anche cavia poichè usato purtroppo, soprattutto in passato, come animale da laboratorio. Oggi è molto diffuso come animale da compagnia. L’aspetto del porcellino d’india è molto simile a quello di un criceto un pò cresciutello. E’ un animale crepuscolare, non scava tane come il coniglio, ma è un animale molto più pauroso ed abitudinario di quanto lo sia il coniglio, e tende spesso a rifugiarsi.

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Il coniglio non conosce altro modo per comunicare con noi se non con silenzi e gesti. Tutti di difficile interpetazione, soprattutto quando si tratta di malesseri. Generalmente non emette suoni o vocalizzi.

Il porcellino d’india, invece, è un gran chiacchierone. Emette una gran quantità di suoni, tutti differenti a seconda di ciò che desidera comunicarci. Di seguito un elenco:

– WHEEKING: Con questo suono la cavia esprime felicità, eccitazione. E’ il classico suono che emette quando sente il rumore della busta di fieno, o di pellett e non vede l’ora di mangiare. Oppure quando è in cerca di attenzione.

-BUBBLING: Quando il porcellino d’india viene coccolato o accarezzato. O quando esplora un nuovo territorio. Questo suono può però cambiare significato. Infatti, se la cavia emette questo suono che diventa più acuto verso la fine, e il suo corpo vibra ed è teso, è un segnale di fastidio.

-CINGUETTIO: Un suono di cui non si conosce significato. Non è molto diffuso, solo raramente alcune cavie lo emettono, ed è proprio simile al canto di un uccello.

-CHUTTING: Segno di fastidio e antipatia

-BATTERE I DENTI: Manifestazione di grande fastidio, aggressività e rabbia. E’ l’avvertimento della cavia: meglio che mi stai lontano!

Ci sono tanti altri versi, quelli elencati sono i più diffusi. Vi invito a ricercare i video su youtube che vi faranno comprendere in modo pratico l’elenco sopracitato.

Entrambe le specie sono animali preda. Ciò vuol dire che non amano essere presi in braccio o maneggiati. Odiano i suoni alti, scatti improvvisi e prediligono le tane. Il coniglio se con il tempo prende confidenza diventa molto meno timoroso, la cavia invece prediligerà sempre rintanarsi.

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In cerca di casa

L’alimentazione è simile, ma non uguale. Per il porcellino comprende:

  • fieno non deve mai mancare nella gabbia della cavia, lo deve mangiare e rosicchiare tutto il giorno perché in questo modo non solo limerà i denti, ma favorirà anche il transito intestinale
  • pellet: devono essere appositi per cavie e fatti unicamente di erbe pressate e disidratate, non devono assolutamente contenere semi o cereali
  • verdure: radicchio, cicorie, broccoli, cavoli, spinaci, carote, sedano ecc. La verdura va introdotta gradualmente
  • frutta: va data con moderazione.
  • acqua: sempre fresca e a disposizione, controllate periodicamente il beverino perché spesso si intasa

La cavia inoltre , come l’uomo, non è in grado di sintetizzare la vitamina c. Quindi necessita di integrarla con verdure che ne contengano molta (alcuni danno cebion in gocce da integrare all’alimentazione).

Per il coniglio:

fieno dev’essere sempre presente. Pulito, fresco, croccante, a disposizione tutto il giorno sia nella fieniera, dove potrà restare fresco a lungo, sia sparso sopra la lettiera, perché i conigli adorano sgranocchiarlo mentre fanno i bisogni. I motivi sono gli stessi che riguardano il porcellino d’india.

verdura

frutta raramente e piccoli pezzi

pellet non è necessario, può essere considerato un premio, uno sfizio per interagire con il proprio coniglio. Parliamo solo del pellet di buona qualità, che contenga almeno il 18% di fibra, senza cereali, fioccati, melasse. Non cedete all’acquisto di mangimi che contengano questi componenti, e diffidate dai mille colori e forme con cui vengono venduti snack all’apparenza molto golosi, ma in realtà terribilmente dannosi per la salute del coniglio.

-acqua sempre a disposizione

Per gli elenchi delle verdure si possono consultare numerose tabelle su internet.

Il coniglio deve vivere libero. Se non è possibile concedergli la libertà dell’intera casa per una questione di sicurezza, andrà bene anche una stanza. In breve tempo imparerà a fare i bisogni solo nella propria lettiera, e se questo non avviene perchè il coniglio ha già raggiunto la maturità sessuale e quindi tende a marcare il territorio, con la sterilizzazione sicuramente imparerà. I porcellini d’india vivono invece in grossi recinti o gabbie. Non imparano a sporcare solo in lettiera, ma proprio perchè animali abitudinari spesso tendono a sporcare sempre nelle stesse zone.

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I conigli non vanno assolutamente lavati. Sono animali molto puliti, non hanno odori particolari e lavarli equivale a provocargli la morte. Per quanto riguarda i porcellini ci sono pareri discordanti. Alcuni pensano che di tanto in tanto sia necessario lavarli con prodotti specifici o a ph neutro, altri invece non lo ritengono opportuno proprio perchè animali molto paurosi. Sta di fatto, però, che necessitano di maggiore pulizia poichè amano sdraiarsi sui propri bisogni e per la cavia a pelo lungo questo può essere un problema. Entrambi vanno spazzolati spesso per evitare blocchi intestinali e soprattutto nel periodo di muta.

Veterinario. Sia porcellini d’india che conigli devono essere seguiti da un veterinario esperto in esotici. Il coniglio ha bisogno di essere vaccinato, per il porcellino d’india, invece, attualmente non esistono vaccinazioni. Per evitare problemi legati a malattie o ormonali è necessario sterilizzarli. Per avere maggiori informazioni è sicuramente opportuno parlare nel dettaglio con un veterinario esperto in esotici.

Queste sono alcune delle informazioni necessarie e delle differenze presenti tra queste due specie animali. Ora non vi resta che scegliere. Sono animali simpaticissimi, carinissimi e con un modo particolare di comunicare. Basta comprendere quale sia il più adatto a voi.

Ma ricordate che non siamo noi che scegliamo, sono loro che scelgono noi.

La coccidiosi del coniglio

Chi vive con un coniglio trema al solo sentire parlare di “coccidi”. Ma quanti conoscono realmente questi parassiti? Proviamo insieme a fare un pò di chiarezza 

Premettiamo immediatamente che questo articolo ha solo carattere informativo, per cui non intende in alcun modo sostituirsi ad un consulto medico. Non appena si hanno avvisaglie che il proprio coniglio non sta bene bisogna rivolgersi immediatamente ad un veterinario esperto in esotici, ricordando che, con questi animali in particolare, anche un’ora può fare la differenza.

Detto ciò, cerchiamo di conoscere un pò più da vicino i coccidi e di capire quali conseguenza possa portare una loro infestazione.

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I coccidi sono dei protozoi intracellulari obbligati (ossia non sono in grado di vivere fuori da una cellula ospite) e sono specie specifici, per cui quelli dei conigli possono essere contagiosi solo per altri conigli, ma non per animali appartenenti a specie differenti.

Questa prima informazione è di particolare rilevanza, perché spesso chi ha un coniglio ha anche cani, gatti ed altri pet, per cui può stare tranquillo almeno sul fatto che, in presenza di positività ai coccidi nel coniglio, non andrà, comunque, incontro ad un contagio interspecifico, ma dovrà far curare al più presto solo il proprio coniglio.

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Fonte. Vetjournal

Il ciclo vitale dei coccidi ha una durata variabile tra 4 e 14 giorni. Inizia con l’emissione delle uova del parassita (oocisti), attraverso le feci, da parte di un animale malato e con l’ingestione di queste, mediante cibo o anche acqua infetti, da parte di uno o più animali sani.

Una volta raggiunto lo stomaco del nuovo ospite, infatti, le oocisti, sfruttando la presenza dei succhi gastrici e degli enzimi qui presenti, rilasceranno gli sporozoiti, i quali, a loro volta, andranno a colonizzare le cellule delle pareti dell’intestino (duodeno), ambiente ottimale per la loro moltiplicazione, all’interno del quale diventano trofozoiti ed assumono una tipica forma allungata.

Qui inizialmente ci sarà una divisione cellulare asessuata (schizogonia), che dopo alcuni cicli provocherà la distruzione delle cellule ospiti, e successivamente si assisterà alla formazione di gameti (gametogonia), con la conseguente riproduzione, questa volta sessuata, dei coccidi ed alla loro diffusione attraverso le feci.

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Fonte: Mondopets

Rispetto ai conigli sono tre le specie di coccidi patogene: E.stiedae, E.flavescens
ed E.intestinalis.

Nello specifico va ricordato che E.stiedae arriva fino al fegato, utilizzando la vena porta, e si stabilisce poi a questo livello, infettando le cellule dei dotti biliari.

La sintomatologia di questa malattia parassitaria varia a seconda dell’organo bersaglio danneggiato dal parassita.

Nella forma intestinale, che colpisce più frequentemente animali giovani o anziani ossia quelli con un sistema immunitario meno efficiente, il nostro piccolo amico a quattro zampe può presentare significativa atassia, perdita di peso, forte disidratazione, diarrea emorragica (con un dolore acre ed intenso) e, se non si interviene tempestivamente, sopraggiunge la morte. Ecco perché è fondamentale farsi sempre seguire da un veterinario esperto in esotici.

Nella forma epatica, invece, l’animale mostra una sete intensa, la diarrea generalmente è meno massiva, ma anche in questo caso le lesioni provocate al fegato possono causare la morte del coniglio.

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Fegato affetto da coccidiosi. Fonte: http://www.brunomaselli.it

La diagnosi di coccidiosi viene fatta mediante esame delle feci e deve essere tempestiva per potersi avere una prognosi fausta.

Importante, come sempre, concentrarsi sulla prevenzione, facendo immediatamente visitare dal veterinario un coniglio, non appena gli apriamo le porte delle nostre abitazioni; inoltre è bene dargli sempre verdure lavate e disinfestare l’ambiente, se già occupato da un animale affetto da coccidiosi.

Ecco ora ne sappiamo un pò di più su questa malattia, che purtroppo continua a fare tantissime vittime e non solo all’interno degli allevamenti.

Quello splendido coniglio bianco che vedete nella foto in alto era il mio Romolo, recuperato dall’Associazione Amiconiglio in strada, dove era stato abbandonato probabilmente perché cresciuto troppo, con il bacino fratturato. Ha vissuto con me qualche anno d’amore puro e, alla fine, purtroppo non ce l’ha fatta ed ha perso la sua battaglia contro la coccidiosi, dopo nove mesi di terapie e di cure attente da parte del mio veterinario (Andrea Lanza del Centro Veterinario Gianicolense) e di tutto il suo staff.

Ce l’abbiamo messa tutta tentando fino all’ultimo ogni terapia possibile, ma in alcuni casi non ci sono vittorie e così il mio Romolo il 15 luglio 2016 è volato sul ponte a raggiungere tanti altri pelosi, già partiti per lo stesso viaggio prima di lui. Nel mio cuore ha lasciato un vuoto immenso, che ancora oggi mi fa scendere lacrime calde lungo le guance osservando la sua foto.

Ecco perché questa battaglia contro la coccidiosi va portata avanti senza mai abbassare la guardia da parte di chi ha un coniglio. L’informazione è il primo passo e, dunque, iniziamo da qui.