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Storia di un incontro che ridisegna il destino, raccontato in “25 grammi di felicità. Come un piccolo riccio può cambiarti la vita”

Oggi inauguriamo una nuova rubrica interamente dedicata ai libri. Si parlerà, ovviamente, di testi in linea con la nostra mission, quindi tratteremo di animali, piante, alimentazione vegan e molto altro ancora.

libro

E, dunque, abbiamo deciso di avviare questa nuova sezione del blog con un libro, che a me sta particolarmente a cuore intitolato “25 grammi di felicità. Come un piccolo riccio può cambiarti la vita” di Massimo Vacchetta con Antonella Tomaselli.

Non appena ho letto il titolo sono stata immediatamente colpita da questi 25 grammi di felicità. Forse perché siamo così abituati (o meglio tentano in ogni modo di abituarci) a legare la felicità ai grandi numeri, che vederla, invece, su questa copertina affidata ad un peso così irrisorio mi ha davvero fatto riflettere.

Tanto che non sono passati pochi minuti e già avevo ordinato il libro on line. Tempo due giorni ed era tra le  mie mani. Tempo poche ore e lo avevo divorato, perché una volta iniziato non si riesce davvero ad interromperne la lettura.

La storia, come immaginavo e come tutti voi starete immaginando, è quello di un grande amore racchiuso in una piccola vita, quella di una riccetta di nome Ninna, che Massimo (medico veterinario autore del libro e responsabile del Centro recupero ricci La Ninna), incontra casualmente sul proprio cammino e che gli ha cambiato la vita.

Dalle righe, da ogni singola parola traspare questo legame forte tra i due, questa sua capacità di prendersi cura, che vive in bilico, moderna funambola, tra la voglia di ridare la libertà ai ricci salvati e la paura di perderli o di metterli in pericolo.

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Massimo Vacchetta

Sensazioni che ben conosce chiunque si trovi ad avere a che fare con piccoli e grandi amici a 4 zampe. Tante fatiche per salvarli, tante notti insonni per star loro vicini (esattamente come quelle che racconta Massimo) e poi, al momento di lasciarli andare, sempre quella miscellanea di emozioni fatta di gioia e di dolore, perché ogni arrivederci lascia ogni volta un pò di tristezza nel cuore.

La storia raccontata nel libro è, dunque, la storia di un sogno realizzato, che ha visto sorgere appunto in Piemonte il Centro recupero ricci La Ninna, all’interno del quale vengono recuperati, salvati e curata tantissimi piccoli esemplari di questa specie, che altrimenti non avrebbero speranze.

E così dopo Ninna, ci sono anche Trilly, Zoe, Lisa e tantissimi altri ricci che hanno aiutato Massimo in un periodo critico della sua vita (come lui stesso racconta) e che accompagneranno il lettore in un percorso fatto di emozioni e di amore. Quell’amore che ogni animale sa donarci con la sua specificità ed unicità.

Oggi questo centro è un vero e propri punto di riferimento, anche perché dei ricci se ne sa davvero troppo poco ancora.

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Io personalmente vi consiglio di acquistare questo 5 grammi di felicità. Come un piccolo riccio può cambiarti la vita, parte del cui ricavato delle vendite andrà proprio ad aiutare questi piccoli animali.

Inoltre potete aiutare il Centro di Recupero, facendo direttamente una donazione al seguente indirizzo:

CRAS di Cuneo Sede di Novello
CENTRO RECUPERO RICCI LA NINNA
Via Regina Margherita 1- 12060 Novello – Cuneo
Banca d’Alba filiale di Roddi
Iban: IT65W 08530 27220 000420163366

Unica cosa: non fatevi trascinare dalla tentazione di prendere un riccio, perché ricordatevi che sono animali protetti e che vivono in libertà, non rinchiusi nelle nostre case. Sarebbe davvero una cattiveria
Per maggiori informazioni potete visitare la pagina facebook dell’associazione, inviare una mail o contattare direttamente il numero di cellulare 337.352301.
Chiudo con una brano del testo, che ho trovato nel libro e che mi ha molto colpita. Si tratta del primo incontro tra Massimo e Ninna: “Il riccio era freddo. Il gelo della vita che scivola via, per lasciare il posto alla morte. Provai una pena infinita per quel piccolo animale. […] Guardai il cucciolo con occhi diversi. Vidi il suo essere orfano[…] Immaginai lui che aspettava invano. E la sua paura. La riconobbi.[…] Era come la mia, come la mia da bambino“.
Se ognuno di noi incontrando un altro essere vivente – seppur racchiuso in soli 25 grammi – sapesse riconoscere il suo dolore e la sua paura, sapesse ricordare che anche noi siamo fragili e spesso indifesi, di sicuro questo mondo sarebbe un posto migliore in cui abitare.
Perché non importa se pesi solo 25 grammi o svariate centinaia di chili, una vita è sempre e comunque una vita e questo non smetteremo mai di dirlo. 

 

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