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Batuffolo shop: come trasformare il dolore della perdita in qualcosa di costruttivo

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In cerca di una famiglia che lo adotti

Alessandra M. è una ragazza di Roma, con un grande cuore e una grande passione: il mondo dei conigli. Lavora da anni come parrucchiera, ed attualmente in un negozio tutto suo. Alcuni anni fa ha accolto nella propria vita il suo primo coniglio, Batuffolo. Quando l’ha lasciata, Alessandra ha scelto di trasformare il dolore in qualcosa che potesse ricompensare quello che lui era stato per lei, in qualcosa che potesse farle sentire ancora la sua presenza, nonostante l’assenza, in qualcosa che non solo riuscisse a farla sentire meglio, ma che potesse in qualche modo aiutare anche gli altri; ha deciso quindi di aprire un negozio online in sua memoria: Batuffolo shop. Abbiamo deciso di intervistarla e le abbiamo chiesto di farci entrare un po’ nel suo mondo.


D: “Ciao Alessandra, ti va di spiegarci cosa è batuffolo shop?”.

 Batuffolo Shop è un sito online che si occupa della vendita di accessori e alimenti per conigli e roditori. Il sito è nato in ricordo del mio primo coniglio, colui che ha segnato la mia vita e che ha cambiato il mio modo di vedere tutti gli animali. Ho conosciuto l’ empatia, che probabilmente faceva già parte di me, ma che era nascosta molto infondo. Lui l’ha portata a galla, rivoluzionando totalmente la mia vita. Ho iniziato a vedere il mondo animale con occhi che non credevo neppure di avere. E desideravo quindi creare qualcosa che lo avrebbe fatto ricordare. Volevo almeno che il suo nome non venisse dimenticato, che restasse in qualche modo impresso, come un tatuaggio. Volevo fare di più, volevo ricambiare ciò che lui era stato per me.

D: “Come è nata l’idea di batuffolo shop?”.

 Avevo sempre pensato di aprire un negozio online dedicato ai conigli. Sono sempre stata una persona che fa shopping compulsivo per i miei piccoli, ma ogni volta che acquistavo ero costretta a cercare sempre ciò che mi occorreva da diversi siti perché non ero mai in grado di trovare tutto su un solo sito. Allora ho iniziato a desiderare di poter creare qualcosa di completo, anche se in realtà per molto tempo ho creduto che fosse inutile, e che il mio lavoro mi toglieva già tantissimo tempo…

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In cerca di una famiglia che lo adotti

D: “Che cosa ė per te batuffolo shop e  come mai hai deciso di aprire un negozio online per alimenti, con quali intenti?”.

L’ intento, oltre a vendere alimenti ed accessori per conigli e roditori, è quello di aiutare l’ associazione di AmiConiglio Onlus, infatti Batuffolo Shop vuole aiutare adottanti e stallanti con degli sconti

D: “È la tua principale attivitá o nella vita fai altro? Speri in un futuro di poterti dedicare solo a questo o preferiresti gestire entrambe le cose?”.

 No, lavoro da 26 anni come parrucchiera e da 8 mi sono messa in proprio.. Mi piacerebbe molto che Batuffolo Shop diventasse la mia prima attività, sarebbe un sogno potermi dedicare a tempo pieno a questa passione ormai trasformata da tempo in dipendenza.
 
D: “C’è qualcuno che ti aiuta in questo percorso?”

 In questo percorso mi aiuta una mia amica, se non fosse stato per lei non so come avrei fatto a seguire tutto.

D: “È stato difficile iniziare? E come prosegue?”

 Difficile no, perché non sono sola. Procede bene, infatti ci stiamo allargando. Per le molte richieste abbiamo preso un magazzino più grande, e per questo ringrazio tutti i nostri clienti che hanno creduto in noi, senza di loro non sarebbe stato possibile!!

D: “Attualmente hai conigli?”

Certo, non potrei stare senza. I miei conigli sono Pallino, Frida e Tina. Ma non dimenticherò mai Batuffolo e Jack che ora non ci sono più.

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In cerca di una famiglia che lo adotti

D: “Cosa è per te il coniglio?”.

 Cosa è per me un coniglio? È la cosa più bella che poteva capitarmi, mi hanno rubato il cuore, mi hanno dato una sensibilità che non pensavo di avere. Sono dipendente da loro nel vero senso della parola. Sono la mia vita.

D: “Quale è la giusta alimentazione per il coniglio?”.

 La giusta alimentazione per un coniglio sarebbe fieno illimitato sempre, se si ha la possibilità di dargli l’erba sarebbe il massimo, ma chi come me non ha modo di procurarsela allora integriamo con la verdura. Per viziarli ogni tanto possiamo dargli un pezzettino di frutta, un’ uvetta o uno snack di buona qualità che troviamo in commercio

D: “Quando si acquista pellett a cosa bisogna stare attenti?”.

Per il pellett bisogna sempre fare attenzione che non contenga semi, cereali e legumi.

D: “Se dovessi convincere qualcuno a comprare da te anzicche da altri cosa gli diresti?”.

Probabilmente per come sono fatta caratterialmente sono davvero l’ultima persona che può provare a spiegare i motivi per i quali sarebbe meglio acquistare da me. Ma quando stavo aprendo il sito sono stata costretta a chiederlo ad un’ amica. Le ho dovuto chiedere cosa la spingesse ad acquistare da me, e lei mi rispose sinceramente che lo avrebbe fatto perché avrebbe avuto la certezza assoluta, senza dover leggere e rileggere o documentarsi altrove, di poter acquistare qualsiasi tipo di alimento dal mio sito, perché non avrei mai venduto o trattato alimenti che potessero danneggiare anche superficialmente gli animali. Avrebbe acquistato da me non per l’amicizia che ci legava, ma per quel senso di sicurezza che sapeva di poter trovare affidandosi al mio sito, piuttosto che ad un altro. E quindi forse spero sia questo che possa spingere qualcuno a scegliere il mio sito, sapere che in qualche modo può sentirsi sicuro per quanto riguarda la salute del proprio animale.
D: “Ultima domanda, poi ti lascio, ma è d’obbligo. Hai aderito anche tu al sistema di convenzioni di amiconiglio. Posso chiederti il motivo?”.

 Ho aderito alla convenzione di AmiConiglio perché credo che sia un modo indiretto per aiutare l’associazione, e di aiuti spero di darne molti di più in futuro.

Grazie Alessandra per averci fatto entrare nel tuo mondo! Grazie soprattutto per averci fatto comprendere che qualcosa di molto brutto spesso può trasformarsi in qualcosa di costruttivo, e che non è mai troppo tardi per rivoluzionare la nostra vita e inseguire i nostri sogni, anche se spesso il tragitto ci sembra lungo o la strada tortuosa. Ora non ci resta che visitare il tuo sito, Batuffolo shop.

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Il Bianconiglio: la vita non si compra

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E’ tardi, e come al solito sei di corsa. L’esercizio dove compri cibo per il tuo amico a quattro zampe ha chiuso, oppure è troppo distante. Entri in quel negozietto che, oltre ad alimenti ed accessori, si dedica anche alla vendita di animali. Ed eccolo lì. Lo vedi. E’ un cucciolo indifeso, forse troppo piccolo, mal ridotto, probabilmente con qualche brutta malattia.

E’ un segno del destino“- pensi. “E’ lì che aspettava solo me, pronto ad essere salvato“. E così lo acquisti perché sei fermamente convinto che sarà per una giusta causa, che potrai solamente fare il suo bene, che gli donerai una vita, mentre lì probabilmente non gli resta molto.
Ed, invece, hai appena permesso che al suo posto ce ne siano altri ed altri ancora.
Credi di aver salvato una vita, credi di aver fatto del bene, ci speri. Invece, no.
Perché la vita non si acquista, perché la vita non si vende.
Abbiamo incontrato Niky Gammieri, una ragazza di Napoli che da qualche anno ha SCELTO di occuparsi e dedicarsi all’apertura e gestione di un negozio di accessori e alimenti per animali, Il Bianconiglio. E non solo. Niky, oltre ad avere una famiglia pelosa “allargata” (i coniglietti Pantoufle, Mazinga e nonna Moka, i cagnolini Fidel e nonna Wonka, il pappagallo Jimmy e vari gattini), gestisce anche una rubrica sugli animali su un giornale online Senza linea .

Le abbiamo chiesto, nel pochissimo tempo a sua disposizione, di condividere con noi la propria esperienza, ci ha raccontato, quindi, un pò della sua attività per permetterci di comprendere quale sia la differenza tra l’acquistare da un esercizio, che si dedica solo ed esclusivamente alla vendita di prodotti, ed un esercizio, che, invece, vende anche animali.

D: “Ciao Niky, hai un’attività commerciale. Ti andrebbe di dirci di cosa ti occupi, come si chiama e dove si trova?“.

R: “Il Bianconiglio è un negozio di mangimi ed accessori per animali, si trova nel cuore di Fuorigrotta a via Tiberio, piccolo ma zeppo di articoli delle migliori (anche meno conosciute) marche. L’idea è quella di abbracciare l’amore per gli animali a 360° unendo qualità, convenienza, scelta e soprattutto correttezza e professionalità“.

D: “Quando hai deciso di aprire questa attività? Ha comportato dei sacrifici?“.

R: “Il nostro è un piccolo negozietto a conduzione familiare (mia e di mio marito). La scelta di diventare “piccoli imprenditori” è nata tre anni fa, dopo una vita di sacrifici come lavoratori dipendenti. Ci siamo riproposti di creare un’oasi dove poter essere semplicemente noi, con tutti i rischi che avere un’attività comporta“.

D: “Perché non vendere anche animali?“.

R: “Le motivazioni sono tante e complicate da comprendere. Partendo dal presupposto che sono scelte personali, io sono dell’idea che “vendere” una vita, a qualunque prezzo e livello, significa mercificarla; proverò a spiegare le principali motivazioni:
– Un’associazione o un Ente spesso offre più garanzie di negozi (ed anche di alcuni allevatori) circa provenienza, sesso, età, stato di salute ecc. Quantomeno permette l’adozione di un animale solo in salute e dopo i debiti controlli da un veterinario pertinente, inoltre compie controlli e preaffidi, segue la vita dell’adottato anche nella nuova casa…avere un compagno a quattro zampe non è per tutti!
– Vendere in negozio alimenta una schifosa tratta: per riuscire ad avere un guadagno su un animale devo acquistarlo a minor prezzo e tenerlo a costi bassi in negozio, e possiamo immaginare ciò che questo comporti. Inoltre sono più facilmente vendibili cuccioli di dimensioni minuscole (magari ancora in fase di svezzamento) con tutte le conseguenze del futuro sviluppo fisico e comportamentale di un distacco prematuro, senza contare “i viaggi della speranza” che molti cuccioli compiono dal “produttore” al negoziante.
– Purtroppo chi dovrebbe tutelare non sempre tutela: come è possibile vedere animali morti o morenti o tenuti su substrati non idonei in mini recinti? Chi dovrebbe tutelare e controllare, cosa guarda?
– Perché siamo commercianti e necessariamente al primo posto ci sarà il guadagno (magari non per tutti, ma dovrebbe). Quindi perché dovrei suggerire una corretta gestione (ad esempio cibo idoneo e libertà 24 ore per un coniglio) se devo vendere gabbie, pellet sul quale ho un maggior guadagno?!
Ci sarebbero tante altre motivazioni, ma penso che per ora queste possano bastare. Un ultimo disperato appello: dal negozio non si salva! Comprando un animale con intenzioni salvifiche si crea una rotazione, posto libero: nuovo animale e per di più ho consentito al commerciante un guadagno sul quale non sperava“.

D: “Quali sono le difficoltà nel mantenere un negozio in piedi senza compromessi?“.

R: “Sicuramente con questa attività non ci arricchiremo mai; verremo derisi dai colleghi furbi e le nostre idee sono scomode a molti. Ma quando la sera rientriamo a casa e Pantoufle e Mazinga ( i nostri coniglietti) ci guardano negli occhi sappiamo di poter ricambiare quello sguardo sincero con altrettanto amore e correttezza e da tre anni dormiamo felici al pensiero che, pur essendo una goccia nel mare, nel nostro piccolo siamo importanti“.

D: “Dai, ora sdrammatizziamo un pò. Qualche aneddoto carino da raccontarci?“.

R: “Chi frequenta “animalari” come me sa che tutte le rotelle a posto non le abbiamo, sicuramente il più divertente resta quello della signora che mi chiede quanti pisellini ha il coniglio“.

D: “Niky, come mai hai deciso di partecipare all’iniziativa di convenzioni, di cui si sta occupando l’associazione amiCOniglio?

R: “Da sempre credo sia fondamentale fare rete tra enti, associazioni, servizi; mi sono ritrovata a collaborare con altre associazioni di stampo animalista in precedenza. Appena posso svolgo carrelli alimentari per rifugi, shopping solidale, quindi perché non agevolare chi, ogni giorno, contribuisce a dare speranza in più ai meno privilegiati?“.

D: “Un’ultima domanda e giuro che ti libero. Ti andrebbe di dirci cosa sia per te il mondo animale, e in particolare quello dei conigli?“.

R: “Quello dei conigli è stato per me una riscoperta! Ho, erroneamente, visto sempre gli animali in passato con una visione antropocentrica, a mio uso e consumo… avvicinarmi al mondo delle associazioni, e fare un bagno di umiltà apprendendo da chi sapeva più di me, mi ha consentito di guardare tutti gli animali (i conigli in particolare) con nuovi occhi. Gli animali sono miei fratelli spirituali, coloro che comprendono le mie gioie immotivate, i miei dolori, i miei silenzi. Quando tutti fanno un passo indietro, loro restano, i conigli, i miei splendidi monelli (sia quelli che ci sono ancora, sia quelli sul ponte) in particolare mi hanno insegnato a comunicare, a rispettare i tempi , a essere più discreta, ma anche istintiva, ad arrabbiarmi, a perdonare al momento giusto,a lasciar correre e a rilassarmi o a gioire per le piccole cose quando necessario“.

Purtroppo è arrivato il momento di salutarci. Non ci resta, quindi, che augurare un grosso in bocca al lupo a Niky, sperando che non sia semplicemente una goccia in mezzo al mare e ricordando a tutti che la vita non si compra, perché la vita non ha prezzo.

Il senso della bellezza. Valore etico o estetico?

Qual’è il senso della bellezza? Una riflessione abbastanza complessa da portare avanti, soprattutto se contagiati dai canoni estetici del nostro tempo…bellezza uguale magrezza, perfezione, giovinezza, assenza di rughe, successo e chi più ne ha più ne metta.

Ossia, in altre parole, bellezza uguale infallibilità sotto ogni punto di vista! Pertanto, si sceglie solo ciò che è esteticamente perfetto e funzionalmente in grado di dare tutte le risposte ad ogni nostra singola richiesta.

Mozzarella
Mozzarella cerca casa

Fin qui potrebbe anche filare il discorso. Il problema è, tuttavia, quando questo stesso ragionamento si sposta dagli oggetti agli animali e, allora, ci ritroviamo di fronte ad una problematica etica vera e propria.

Lasciamo da parte la disquisizione inerente gli esseri umani, per i quali il canone del sé ideale dettato dai mass media sta generando situazioni grottesche, in cui la chirurgia estetica e il botulino fanno da padroni.

Concentriamoci, quindi, sui nostri amici a quattro zampe e chiediamoci: si possono considerare belli solo gli animali sani? E, soprattutto, è corretto scegliere un essere vivente in base alla sua razza o al colore del pelo o alla forma delle orecchie?

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La realtà ci insegna che, giusto o sbagliato che sia, nella maggior parte dei casi va proprio così! Provate a curiosare un pò su facebook, leggendo gli appelli,  e poi fate un confronto tra le richieste di adozione di un animale non di razza ed uno di razza.

Sotto le foto del cane, del gatto o del coniglio di razza troverete tantissimi Mi piace e altrettanti commenti e condivisioni, che vanno a sottolineare – se mai ce ne fosse bisogno – la beltà del soggetto.

Sotto le foto dell’animale comune, invece, i Mi piace tendono a scendere (anche se ci sono, perché ci vuole davvero una frazione di secondo per un click) e i commenti si diradano in maniera significativa.

Romina
Romina cerca casa

Fanno eccezione a tale triste regola gli appelli contenenti le cosiddette adozioni del cuore, ossia quelle riguardanti soggetti anziani o con qualche disabilità, che fanno leva sul senso di buonismo di ognuno di noi (attenzione di buonismo, non di empatia o di genuina bontà) e ci spingono a fare qualcosa per renderci utili. Ricordate il caso del cane Palla? In pochissimo tempo ha fatto il giro del web, è diventata una star ed ha trovato una sistemazione da sogno, anche avendo una sorta di disabilità, provocata dalla follia umana come spesso accade.

Dunque da una parte i belli, dall’altra i fragili e nel mezzo, in una sorta di limbo etereo, gli animali comuni, non di razza, provo do caratteristiche particolari e, per giunta, con un manto uguale a quello di mille altri (ci sembra sia così, ma anche qui ci sbagliamo clamorosamente. Pensiamo alle zebre, che a noi appaiono una identica all’altra e che, invece, sono diverse una dall’altra proprio. In natura non esistono due zebre identiche e la stessa regola vale anche per gli altri animali).

Capiamo, allora, che, messo così, il discorso diventa ben più ampio, perché da un piano meramente estetico si passa ad un altro piano, prettamente etico.

Infatti, dietro ad ogni condivisione di appello c’è una possibilità in più per quel piccolo amico a quattro zampe di trovare una casa e non è un dettaglio minimo.

A questa regola non si sottraggono neanche i coniglio ovviamente. E’ storia antica: un appello di un cucciolo o di un arietino riceve immediatamente decine di richieste di adozione, quello di un coniglietto comune rischia di rimanere sul sito e sulla pagina dell’associazione mesi, venendo ciclicamente riproposto dai volontari per cercare di farlo adottare.

Nocciola
Nocciola cerca casa

Per chi ama gli animali questo tipo di atteggiamento dovrebbe essere bandito dal proprio modus operandi. Un animale in cerca di casa è un animale in difficoltà e bisogna fare del tutto per aiutarlo, a partire dalle condivisioni degli appelli.

Certamente è innegabile che la bellezza ci attragga, ma è altrettanto impensabile che, poi, si condivida un appello spinti da una predilezione per una forma piuttosto per per un’attenzione verso la sostanza.

Spesso i volontari più attivi hanno case piene di animali speciali – anziani, disabili, sottratti a maltrattamenti, quindi fragili da un punto di vista psicologico – per cui davvero diventa difficile comprendere le scelte estetiche di chi si proclama amante degli animali. Ma amante di cosa?

La vita non è un oggetto da esporre, ma semplicemente un’esistenza da proteggere, amare e rispettare. Gli animali non fanno differenza tra il vivere con una disabilità o senza e, soprattutto, ci accettano sempre e comunque come siamo, quindi perché dovremmo essere proprio noi a mettere questo divario?

Cioppina e tigra
Cioppina e Tigre cercano casa

Il nostro impegno deve essere, dunque, proprio quello di portare un modo diverso di leggere la realtà. Lontani dall’antropocentrismo, che detta i canoni estetici, dobbiamo imparare a scegliere affidandoci solo ed esclusivamente al biocentrismo: la vita al centro e tutto il resto ai margini, nelle periferie dei valori che proprio gli animali sanno insegnarci a scegliere.

E per finire coerentemente ricordiamo che tutti i coniglietti nelle foto sono ancora in cerca di adozioni, sono unici e speciali, quindi meritano tutto il nostro aiuto per riuscire a trovare una casa e una famiglia che li ami per sempre.

Essere Animali da sempre al fianco dei più deboli

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Fonte: Essere Animali

Essere Animali è un’associazione non profit, che agendo mossa dai principi dell’antispecismo, come ricorda nel proprio statuto, opera da anni per tutelare “il rispetto della vita, della dignità e della libertà di tutti gli animali umani e non
umani“.

I suoi volontari partecipano alle attività investigative all’interno di allevamenti di diversi animali, promuovono campagne di protesta e di informazione e, nel corso del tempo, hanno salvato davvero tantissimi piccoli e grandi amici a quattro zampe, ma anche pennuti, da allevamenti intensivi, ossia da strutture all’interno delle quali questi erano stati condannati a morte, colpevoli sono di essere nati della specie sbagliata.

Chi conosce quest’associazione, quindi, ha potuto vedere, anche grazie alle reti televisive e ai giornali, quanto faccia quotidianamente e, soprattutto, quanto sia riuscita a portare davanti alle telecamere, denunciando ciò che i ben pensanti ancora si ostinano a non voler vedere o a giustificare con un semplice e banale: “Da sempre l’uomo si nutre di animali!”. Ottima scusa, ma vetusta esattamente come l’epoca alla quale si fa riferimento. 

Per questo, quando abbiamo chiesto ai referenti di Essere Animali di rilasciarci un’intervista e Claudio si è dimostrato disponibile, per noi è stata una grande gioia, anche perché non solo ci ha dedicato del tempo prezioso, ma ci ha anche raccontato cosa succede nel caso dei conigli, verso i quali è rivolta la maggior parte degli interventi della nostra associazione.

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Fonte: Essere Animali

La nostra mission, dunque, si sta ampliando di giorno in giorno, spinta dalla volontà, oltre che di salvare, recuperare e far adottare i conigli, anche – o forse in questa fase storica soprattutto – di far conoscere lo sfruttamento, al quale questi sono sottoposti quotidianamente.

Uno sfruttamento ancor più silente di quello di bovini, suini e ovi-caprini, dal momento che per gli italiani il coniglio è ancora un animale da carne (espressione orrenda, che trascina in sé tutto il malessere sociale di chi crede che l’antropocentrismo sia una norma, piuttosto che la causa di ogni male a cui viene sotttoposto il pianeta) o da pelliccia e, quindi, non desta alcuna riflessione etica cibarsene o usarlo per la produzione di capi di abbigliamento.

Ecco, dunque, quanto Claudio ci ha raccontato.

D: Quando e come nasce Essere Animali? Quali sono le vostre sedi in Italia?

R: «Essere Animali nasce alla fine del 2011 da attivisti con alle spalle esperienze di campagne specifiche contro la vivisezione e le pellicce. L’idea dell’associazione è nata dalla volontà di poter affrontare concretamente e in modo più innovativo ed efficace possibile anche altri argomenti, soprattutto l’utilizzo degli animali nel settore alimentare.

L’associazione nasce a Bologna e Milano, dove adesso sono presenti due uffici operativi, e si è poi allargata con gruppi a Brescia, Ancona, Bari e Firenze».

D: Qual è la mission della vostra associazione?

R: «Prima di tutto creare conoscenza sul modo in cui vengono considerati e trattati gli animali in questa società. Da lì nasce l’idea delle investigazioni, che sono un modo per aprire un varco in luoghi in cui le persone normalmente non possono avere accesso e che non si vuole far conoscere.

Dopodiché promuovere scelte etiche, sia a livello individuale che aziendale o politico. Quindi la diffusione dell’alimentazione vegana e stili di vita cruelty-free, aiutando con progetti specifici a rendere questi passaggi più facili possibile, ma anche leggi che vadano ad abolire pratiche crudeli e scelte aziendali a favore degli animali».

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Fonte: Essere Animali

D: Quali sono le campagne che state seguendo al momento? E quali avete in programma?

R: «Le principali campagne su cui siamo attivi sono Visoni Liberi, per chiudere gli allevamenti di animali da pelliccia in Italia, e #ViaDagliScaffali, per convincere i supermercati italiani a non vendere più il foie gras. In entrambi i casi abbiamo lanciato la campagna con una investigazione, mostrando immagini choc su queste pratiche, che hanno dato molta forza per i passi successivi.

Con la campagna Visoni Liberi siamo riusciti a fermare l’apertura di nuovi allevamenti e abbiamo contribuito a una riduzione del numero di animali allevati in Italia. Mentre sul foie gras siamo felici di dire che grazie al nostro impegno ben 6400 punti vendita di diversi marchi in tutta Italia non avranno più questo prodotto».

D: Quanto è difficile, non solo fisicamente, ma anche emotivamente, entrare in un allevamento? Come si può poi continuare ad andare avanti?

R: «La difficoltà emotiva rende questo lavoro non adatto a tutti, per cui ci sono persone che si sentono più pronte a entrare in contatto con la sofferenza degli animali. Ognuno reagisce in modo diverso, ma nel momento in cui gli attivisti sono dentro pensano solo allo scopo per cui lo fanno: documentare e mostrare a milioni di persone qualcosa che altrimenti resterebbe nascosto. Sono i risultati che fanno andare avanti, che danno la forza di continuare».

D: Visto che Amiconiglio si occupa di specifico di conigli, cosa potete dirci, in base alla vostra esperienza, relativamente alle condizioni di vita di questi animali negli allevamenti? Ne avete visitato qualcuno? sapete dirci, voi che siete ormai degli esperti del settore, quale verità si cela anche dietro la coniglicoltura?

R: «I conigli sono tra gli animali che purtroppo se la passano peggio. Per loro non esiste nemmeno una normativa specifica di riferimento e non esistono allevamenti a terra o all’aperto: nascono e crescono in piccole gabbie di rete metallica, sopraelevate dal terreno. Non toccano la terra, l’erba, non sentono il sole o il vento, non possono saltare.

Lo scorso anno abbiamo portato una giornalista di La7 dentro un allevamento dalle condizioni terribili in provincia di Forlì. Le immagini viste in Tv e la nostra denuncia hanno portato alla chiusura della struttura, che fino a quel momento mandava al macello fino a 10.000 conigli l’anno. Un risultato quasi senza precedenti in Italia, frutto del nostro Team Investigativo».

D: Come è possibile aiutarvi?

R: «La prima cosa è seguirci sui social e iscriversi alla nostra newsletter per partecipare alle campagne e diffondere le investigazioni.

Poi chi crede nei risultati e nell’importanza del Team Investigativo di Essere Animali può scegliere di diventare Supporter: con una donazione mensile a scelta, anche pochi euro, si rende possibile una continuità e una crescita di efficacia del lavoro dei nostri attivisti, che oltre a entrare negli allevamenti lavorano sotto copertura dentro strutture dove gli animali vengono sfruttati o uccisi. A voii costa pochissimo, ma per noi è un sostegno vitale. https://www.essereanimali.org/supporter/

Inoltre si può scegliere di donare il 5×1000 all’associazione, aiutando così tutte le campagne e attività praticamente a costo zero. https://www.essereanimali.org/5×1000».

Parole forti, che portano con sé il coraggio e, soprattutto, l’esperienza concreta di chi non parla da dietro un pc, ma agisce sul campo, scendendo in prima linea quando occorre, spinto proprio dal voler tutelare i più inermi, in questo caso, quindi, gli animali.

Ad Essere Animali va il nostro immenso grazie per tutto quello che fanno e per il tempo prezioso, che ci hanno dedicato. Speriamo anche in future collaborazioni insieme.

Nel frattempo noi continueremo a seguirli e a promuovere quanto fanno, perché l’informazione è la prima arma contro l’ignoranza e l’omertà. Far conoscere quanto avviene negli allevamenti intensivi è stato un punto di forza verso la scelta vegan di molte persone e verso la maggior consapevolezza di quanto dolore e sangue ci siano dietro un piatto di carne o una pelliccia di lapin.

Il merito va a chi rischia ogni giorno pur di portare avanti le investigazioni, di promuovere azioni di protesta e di far conoscere la verità e i volontari di Essere Animali in questo hanno un ruolo di primaria importanza, di fronte al quale possiamo solo prendere esempio e riflettere.

 

Conosciamo il coniglio più da vicino insieme a Romy Carminati

Quanto realmente conosciamo i conigli e quanto altro ancora abbiamo da imparare su questi piccoli amici a quattro zampe? Proviamo a fare il punto della situazione insieme all’operatrice esperta nell’Etologia delle Relazioni con gli animali, Romy Carminati.

Conoscere un altro essere vivente non è mai un’impresa facile. Facciamo fatica a farlo con chi appartiene alla nostra stessa specie, figuriamoci con chi, invece, è di una specie totalmente diversa dalla nostra.

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Ecco perché, proprio per tentare di saperne un pò di più sui conigli, abbiamo deciso di intervistare Romy Carminati, che da anni opera nel settore del benessere animale – e in questo caso non solo del coniglio -, usando tecniche naturali, energetiche, olistiche e facendo consulenze private, individuali e di gruppo, nonché interventi di formazione per associazioni, che si occupano di diverse attività con gli animali, tra cui anche la pet therapy.

Romy, inoltre, gestisce un rifugio privato, all’interno del quale accoglie conigli di taglia grande e gigante, ex-da reddito, che provengono da situazioni anche di grave maltrattamento o pericolo.

Infine, non è da dimenticare che scrive articoli per alcune riviste e blog di settore ed è autrice del libro Yogurt. Come un coniglio può cambiarti la vita.

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A Romy, quindi, abbiamo rivolto alcune domande, che spesso ci sentiamo fare e sulle quali abbiamo deciso di fare insieme a lei alcune riflessioni.

D: «Secondo la tua esperienza e in base alla tua professionalità, puoi dirci cosa significa oggi vivere con un coniglio? Quanto è difficile? Quali attenzioni richiede questo piccolo amico a 4 zampe e con chi è bene che viva?».

R: «Vivere con un coniglio è un’esperienza meravigliosa, una vera e propria avventura per la quotidianità e per l’anima.

I conigli sono animali affascinanti, pieni di amorevoli contraddizioni, con un’identità, un carattere, una personalità fortissimi.

I conigli sono dei veri e propri insegnanti di vita, ci trasmettono messaggi e lezioni importanti, sono modelli di comportamento: ci insegnano la prudenza; che fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio; che si può archiviare senza dimenticare; che si può sempre offrire e ricevere una seconda possibilità; che ci si può offendere anche per un piccolo sgarbo, ma che si può perdonare facilmente anche una colpa più grave; che si può resistere a (quasi) tutto; che la speranza è davvero l’ultima a morire; che l’amore è fondamentale, come la fiducia e il rispetto; che se non dai non ricevi, ma che se dai ricevi il doppio; che si può amare ed essere amati moltissimo e incondizionatamente pur rimanendo un pochino distanti; che non sono per forza necessari baci, abbracci, stritolamenti e buffetti; che l’amore è fatto di piccole e semplici cose; che a volte le proprie fragilità vanno tenute nascoste per non soffrire o far soffrire chi ci ama, ma che quando ci si scopre e si chiede aiuto, si ricevono un’assistenza e un’amore infinito; che non tutto si può guarire; che a volte bisogna saper lasciar andare.

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Vivere con un coniglio richiede una consapevolezza, un senso di responsabilità e rispetto, sensibilità e qualità empatiche che non tutti hanno, perché il coniglio è una preda, ha un comportamento particolare ed esigenze specifiche, che non tutti sono disposti ad accettare.

Bisogna sincerarsi che in famiglia non vi siano allergie, non essere dei maniaci della pulizia e dell’ordine, non perché il coniglio non sia un animale pulito (al contrario, è pulitissimo!), ma perché come un bimbo piccolo in casa porta divertimento, gioia, ma anche un po’ di scompiglio. Bisogna essere disposti a condividere letti, poltrone e divani, ad avere un piccolo stalker che ti marca stretto quando anche solo pensi di avvicinarti al frigorifero o quando pensi di addentare una mela croccante in santa pace. Bisogna essere disposti ad accettare che sia lui a scegliere dove lasciare i propri bisogni, perché se ha scelto quel punto c’è un motivo anche se noi non lo capiamo, e rispettarlo mettendo in quel punto la sua lettiera. Bisogna essere disposti ad accettare qualche piccola marachella, come un tappeto un po’ rosicchiato, o qualche pipì sulle lenzuola. Può capitare.

Ci sono conigli più teppisti di altri e poi ci sono conigli che non si ammalano mai ed altri che invece sono fragili come passerotti.

Bisogna non pretendere tutto subito, saper osservare e costruire una relazione nel tempo, in silenzio,  perché il coniglio comunica col corpo, non con la voce. E bisogna saper riconoscere tempestivamente se qualcosa non va proprio dal suo comportamento, perché in quanto preda non manifesta facilmente il proprio disagio o malessere.

Bisogna sapere che il coniglio è un animale territoriale, che diventa un po’ il padrone di casa, e che si stressa facilmente, ma che con le giuste attenzioni medico veterinarie e comportamentali si può risolvere tutto.

Bisogna sapere che non è vero che non è un animale adatto ai bambini, ma che sono più i bambini a non essere adatti a lui.

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E’ un animale che convive bene con bambini che hanno alle spalle genitori educati, rispettosi, intelligenti, disposti a seguire i consigli di chi è più esperto e a metterli in pratica.

E’ adatto a bambini cui sono stati e vengono insegnati l’amore libero, non quello soffocante; la pazienza, il piacere di condividere e di giocare, di coinvolgere, di esercitare la fantasia.

Non è certamente per bambini insistenti, annoiati, maleducati, molesti o troppo chiassosi.

E non è particolarmente indicato per quegli adulti che cercano nel coniglietto carino e morbido le attenzioni, la tenerezza, la dolcezza e la realizzazione che magari non trovano come genitori, come mogli o come mariti.

Il coniglio è un animale davvero sconvolgente: tanto semplice, quanto complesso; tanto schivo, quanto affettuoso; che sembra restare in ombra, ma che in realtà sa molto bene quello che vuole e che può ottenere.

Dal punto di vista pratico, vivere con un coniglio non è difficile, una volta che si seguono alcune regole fondamentali e si è disposti a scendere a qualche compromesso, ma è sicuramente sconvolgente sul piano emotivo, e a questo bisogna essere preparati».

D: «Come è iniziata la tua passione per questi animali?».

R: «E’ iniziata per caso. Vivevo ancora con mia madre. Studiavo all’università e desideravo con tutta me stessa un animale da compagnia.

Sono cresciuta in mezzo agli animali, cani per lo più, perché mio padre era educatore cinofilo. Dopo la sua morte, mia madre non ha voluto tenere animali, se non un trio di tartarughe d’acqua e qualche pesce rosso; non erano il massimo dell’interazione per una bambina, prima, e un’adolescente, poi.

Un giorno, una compagna di università mi mostrò la fotografia del coniglietto che avevano regalato alla sua sorella minore e quando seppi che i conigli non vocalizzano granché, scoprii che potevo convincere mia madre ad accoglierne uno. Per puro caso, accettò; ci informammo un poco sui fondamentali e mi capitò di adottare un ariete di un anno da una signora che non poteva più tenerlo. E da quel momento, con Pedro, mi sono innamorata».

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D: «Cosa è cambiato, secondo te, nel corso degli anni nel rapporto uomo – coniglio?».

R: Qualcosa nel corso degli anni è cambiato e progressi se ne fanno ogni giorno, ma per una come me a cui piace ottenere tutto e subito, e soprattutto per loro, che sono i veri protagonisti e – ahimè – le vittime dell’ignoranza, di preconcetti, box mentali e superabili tradizioni, le cose cambiano troppo lentamente.

Ho sempre pensato che sia fondamentale educare le persone, i “proprietari” alla corretta gestione del coniglio, alla consapevolezza che non possono e non devono trattare un cane in un modo e un coniglio in un altro, che se non mangiano il primo, non dovrebbero mangiare nemmeno il secondo, che se amano e fanno vivere libero il primo, devono amare e far vivere libero anche il secondo, e passi avanti ne sono stati fatti rispetto a venti o dieci o cinque anni fa. Ma finché non ci sarà il supporto da parte di enti, istituzioni, governo e legge, finché il coniglio non verrà legalmente riconosciuto e tutelato come pet, anziché come animale da reddito, non si potranno cambiare le sorti dei conigli tanto velocemente e si continueranno ad avere divisioni e schieramenti tra chi li considera meramente cibo, pelliccia o insulsi animali da gabbietta e chi li riconosce come individui senzienti, capaci di affetto, estremamente vispi e intelligenti».

D: «Ci puoi raccontare la tua esperienza? il tuo santuario?».

R: «La mia esperienza si racchiude in due nomi principali: Pedro e Yogurt. Pedro perché è stato il mio primo coniglio; Yogurt perché con lui ho scoperto la mia passione, la mia vocazione, la mia missione ed è nata anche la mia attività. Dopo di loro ne sono venuti e ne verranno altri, ma è stato grazie a loro, a Yogurt soprattutto, che la mia vita è stata letteralmente sconvolta: da onnivora a vegetariana, quasi vegana ormai, ma soprattutto orientata a dedicare la mia vita ai conigli. Oggi ho un sito, AddestrareConigli.it che conta più di 3000 iscritti, che fa sì informazione sul coniglio, ma che soprattutto è dedicato all’educazione/addestramento e alla relazione che si può creare con il coniglio, agli aspetti pratici, ma soprattutto psicologici ed emotivi.

Sono Operatrice certificata nell’Etologia delle Relazioni con gli Animali,  specializzata nella relazione con il coniglio, ufficialmente iscritta all’Albo Ufficiale Nazionale.

Opero nel settore del benessere animale, in questo caso non solo del coniglio, usando tecniche naturali, energetiche, olistiche.

Faccio consulenze private, individuali e di gruppo, ma opero anche nella formazione di associazioni che si occupano di varie attività con gli animali, tra cui anche di pet therapy.

Scrivo articoli sul coniglio per alcune riviste e blog di settore.

Sono attivista per i diritti di tutti gli animali, in particolare quelli più sfruttati dall’uomo, quelli “d’allevamento”.

Offro servizio di pensione estiva e destino il 50% dei ricavi al Santuario di Yogurt, un luogo di libertà e pace, che mi ha ispirato proprio Yogurt con la sua morte, dove accolgo conigli di taglia grande e gigante, ex-da reddito, che provengono da situazioni anche di grave maltrattamento o pericolo, per fargli conoscere cosa significa essere al mondo per essere semplicemente se stessi e fargli vivere il resto della loro vita in libertà e armonia con la natura».

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_ Romy Carminati e Marina Porzia, vice presidente dell’Associazione Amiconiglio onlus –

D: «Quali sono i tuoi progetti futuri?».

R: «Mi piacerebbe fare di più, sia per me stessa, sia nell’ottica di aiutare sempre più conigli.

Ho in mente un paio di libri da pubblicare, ovviamente sul coniglio; non si tratta di romanzi, ma di veri e propri manuali, quindi non posso svelare niente.

E vorrei produrre qualche gadget coniglioso, per sostenere il Santuario.

Sto anche pensando di iscrivermi alla facoltà di veterinaria e specializzarmi poi in animali esotici, per arricchire ulteriormente la mia figura professionale e mi piacerebbe stringere collaborazioni con alcune realtà importanti a livello nazionale per integrare il coniglio nelle loro proposte formative».

D: «Se qualcuno volesse aiutarti come può farlo?».

R: «Il Santuario di Yogurt al momento non è una associazione, ma un rifugio privato, realizzato e in piedi grazie alle donazioni delle persone che hanno creduto in me fino ad ora e che continueranno a farlo.

E’ visitabile, previo appuntamento, perché tutti possano vedere coi propri occhi cosa significa per un coniglio poter essere e fare semplicemente il coniglio e donazioni libere sono sempre bene accette.

I conigli ospiti del Santuario sono adottabili a distanza.

Ho scritto e prodotto un libro fotografico, intitolato “Yogurt. Come un coniglio può cambiarti la vita”, che offro in omaggio a chiunque faccia una donazione per il Santuario di almeno 20 euro.

Chiunque può farne richiesta direttamente a me, tramite il sito di Addestrare Conigli, oppure attraverso la piattaforma di crowdfunding Buonacausa.org, alla pagina https://buonacausa.org/cause/santuario-animali-centro-terapeutico

Ogni anno organizzo per l’ultima domenica di giugno il Rabboot Camp, una giornata da trascorrere in compagnia di conigli e conigliari proprio al Santuario, coinvolgendo anche fotografi professionisti che prestano la loro professionalità scattando foto per mini album personalizzati per piccole donazioni, e per la realizzazione dei calendari e/o delle agende per l’anno a venire.

Attualmente sono ancora disponibili alcune agende per il 2018».

Da parte di tutto lo staffo di Amiconiglio va un grazie immenso a Romy per tutto il tempo che ci ha dedicato e un grandissimo in bocca al lupo per i suoi progetti futuri. Che altro dire? Se ancora avete dubbi o se volte saperne di più vi indichiamo alcuni link utili:

Link utili: www.addestrareconigli.it

Mail: info@addestrareconigli.it

Facebook: https://www.facebook.com/AddestrareConigli/

Gruppo facebook del santuario: https://www.facebook.com/groups/1614977312092622/

Canale Youtube: http://www.youtube.com/http://www.youtube.com/chinino983