SOS: 30 conigli da salvare e il tempo è davvero poco

Ci sono angoli di mondo bui e grigi. Angoli che sfuggono ai più e che noi stessi, spesso, cerchiamo di illuderci che neppure esistano. E, invece, no, ci sono e, quando ci finisci dentro, hai una sola scelta: rimboccarti le maniche e cercare di portare un po’ di luce.

Storie diverse, ma che partono comunque da una condizione di dolore e sofferenza per gli animali.

In genere inizia sempre con una mail di segnalazione. Qualcosa che non va, maltrattamenti, abbandoni. Sali in macchina e, mentre vai, cerchi di pensare al meglio, che si tratta di una qualche esagerazione e che, sicuramente, la situazione che ti aspetta è molto migliore di quanto descritta. Ma non sempre va così.

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E, quindi, come nelle migliori tradizioni horror, la scorsa settimana le guardie zoofile amiCOniglio NOA, rispondendo proprio ad una segnalazione, si sono imbattute nell’inferno.

Sul litorale romano, infatti, hanno trovato un garage di un privato popolato interamente di conigli. Maschi, femmine, adulti, cuccioli…nessuno sterilizzato. Saranno circa una trentina al momento, ma credo che tutti sappiano la velocità riproduttiva di questi animali per cui in pochissimo tempo le cifre, già esorbitanti, diventeranno da capogiro.

In pochissimo spazio vivono, perciò, tanti, troppi animali, che sono a rischio uccisione da parte di predatori, a rischio infezioni e contaminazioni reciproche, in altre parole a rischio morte! Vederli così tuti insieme indifesi e incapaci anche di farsi in qualche modo rivalere – come farebbero ad esempio dei cani – fa davvero male al cuore e buca l’anima fino alla sua essenza più intima, quasi a voler intaccare l’energia vitale di ognuno di noi, spingendola ad attivarsi pur di fare qualcosa…e in fretta!

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Alcune persone del posto cercano di aiutare facendo quel che possono, dando loro da mangiare, ma non è questa la soluzione.

Qui l’intervento deve essere uno e solo uno: cattura dei conigli, visita e sterilizzazione, promozione dei loro affidi e adozioni.

Poche parole che racchiudono un mondo in sé. Eh già perché  non è mica facile mettere in atto neppure una di queste azioni, ma come associazione Amiconiglio abbiamo deciso 10 anni fa di non girarci dall’altra parte di fronte alle difficoltà e di intervenire comunque.

Prima fase: cattura dei conigli. Serviranno persone esperte, che sappiano farlo. Ci vorrà del tempo e andranno messe in campo delle risorse.

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Seconda fase: visita e sterilizzazione dei conigli catturati. Soldi, soldi, soldi…si perché la sterilizzazione ha un costo e non è possibile per l’associazione sostenere questa spesa, ma di questo parleremo dopo.

Terza fase: adozione, affido e sistemazione dei conigli. Serviranno qui persone che vogliano adottare, rifugi pronti ad accogliere, altre associazioni che siano disposte ad offrire un piccolo spazio. Inutile dire che, essendo conigli al momento sotto custodia delle guardie zoofile, per prenderli sarà necessario compilare i moduli di adozione e rendersi disponibili per colloqui pre e post affido.

Tutto molto articolato, ma di fronte al grido di aiuto silenzioso, come quello che i conigli sono soliti lanciare, è impossibile rimanere indifferenti e non fare nulla.

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Chi vede e si volta dall’altra parte, probabilmente ha perso il dono migliore che questa vita possa offrirci: l’empatia. Ma per i volontari di amiCOniglio non è così, non lo è mai stato e mai lo sarà, perciò ora si deve iniziare a fare qualcosa.

Tuttavia se possiamo metterci la buona volontà, il tempo e le competenze per le catture, l’energia per attivare ogni canale per cercare adozioni e stalli, quello che davvero non riusciamo a fare da soli è sostenere i costi per visite e sterilizzazioni e qui chiediamo l’aiuto di tutti.

Soprattutto perché siamo nel pieno del periodo nero estivo, quando abbandoni e cessioni sono all’ordine del giorno. E, infatti, non passa giorno senza che qualcuno ci contatti per segnalare conigli e cavie abbandonati o per chiedere di prenderci i suoi, perché non più graditi in casa.

Difficilmente diciamo di no…anzi in realtà non lo facciamo mai. Ma questo è un ulteriore aggravio, per cui abbiamo cliniche da pagare, case di volontari piene di conigli in cerca di casa e tempo e risorse, che cerchiamo di recuperare disperatamente, ma sempre con grandissima fatica pur di salvare una vita e una vita ancora.

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Per noi, quindi, anche pochi euro in questo momento fanno davvero la differenza. Aiutateci ad aiutare questi piccoli amici a quattro zampe ad uscire da quel buio per iniziare una nuovo vita fatta di tanta luce, di coccole e di amore infinito.

Potete fare una donazione tramite bonifico usando questo iban IT 19 N 02008 05264 000010997422 o anche tramite paypal info@amiconiglio.it; come causale potete indicare “30 conigli da salvare”.

Sulle nostre pagine facebook di amiConiglio e della guardie zoofile APG NOA potrete poi seguire tutti gli aggiornamenti di questa vicenda, che ha scosso tutti noi e che speriamo possa trovare il prima possibile un lieto fine.

Un ultima cosa: se tu hai letto quest’ articolo forse hai deciso di non voltarti dall’altra parte e di aiutare…fallo subito, non ci ripensare!

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Yulin: Dog meat festival

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Fonte: Quotidiano.net

Ogni anno circa 15 000 cani (ed anche gatti), adulti e cuccioli, vengono brutalmente assassinati con la convinzione che il loro sacrificio possa servire ad allontanare la calura estiva. Questo è lo Yulin festival, il festival che ogni anno si tiene in Cina in concomitanza con il solstizio d’estate, il 21 Giugno.

Massacro e orrore fanno da sfondo a quella che è una vera e propria tragedia senza precedenti .  I cani, alcuni addirittura rubati dalle proprie famiglie, vengono picchiati, scuoiati e bolliti vivi. Maggiore è la tortura, migliore sarà la carne.

È ormai risaputo che per l’uomo, almeno per la cultura europea, sia inconcepibile e inammissibile considerare il cane come cibo-anche se al riguardo si potrebbe aprire un vero e proprio dibattito perché nessuna specie animale è differente dall’altra e se consideriamo il maiale cibo, dovremmo farlo anche per le altre specie, anche se è un concetto non radicato da secoli nella nostra cultura- , ma ciò che sconvolge più di ogni altra cosa è il modo in cui i cani vengano trattati, in modo indegne e crudele. Una vera e propria barbarie.

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Fonte: Youtube

Yulin è una città della Cina che  (come la Corea del Sud ed altri paesi asiatici) è consumatrice di carne di cane  (soprattutto per la tradizione di allontanare il calore estivo). In realtà la città di Yulin non è sicuramente la maggior consumatrice di questo tipo di cane , eppure è al centro della cronica per il festival che la vede protagonista di uno dei sacrifici più disumani che esista. Ma il maltrattamento comincia dal principio quando i cani vengono rinchiusi in gabbie anguste e torturati. Dall’altro lato “i consumatori” si difendono affermando che non ci sia nessuna forma di tortura o di maltrattamento e che il consumo di carne di cane può essere paragonato a quello di carne di manzo, maiale e così via. Ma non la pensano allo stesso modo gli attivisti che hanno assistito proprio a quelle scene.

Negli ultimi anni si stima che siano stati uccisi circa 10.000 cani e gatti durante il festival.

zooplus.it

Circa un anno fa , nel 2017, il Taiwan è diventato il primo paese a proibire vendita, acquisto e detenzione di carcasse di cani e di gatti e di conseguenza una legge che vieta di mangiare cani e gatti. Una piccola Vittoria, un piccolo passo per un cambiamento futuro.

Quello di Yulin viene soprannominato anche dog meat festival.

Se è pur vero che nella cultura asiatica, e quindi anche in Cina, il consumo di carne di cane è legale, ci sono delle norme ben precise : la provenienza deve avvenire da un allevamento certificato, requisito ovviamente totalmente assente in questo festival. Il governo nega l’esistenza di questa festa, anche se vi sono numerose testimonianze di questa strage. Perché non esistono altre parole per definire un evento così cruento, così antico, così meschino.

Nel 2017 si vociferava che il festival fosse stato abolito, tuttavia purtroppo non vi erano fondamenti.

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Fonte. Animal Asia

Anticamente, sia nella cultura greca che in quella romana, il sacrificio (più comunemente animale) avveniva con un fine: l’uomo sacrificava un animale  in omaggio ad un dio affinché potesse ricevere in cambio qualcosa di buono.

Il festival di Yulin ricorda proprio quegli antichissimi sacrifici, con un’unica differenza, si sottovaluta l’evoluzione del corso della storia. Non siamo più, infatti, uomini primitivi che non conoscono la realtà, siamo in una generazione evoluta  (anche se esistono alcune culture più sviluppate di altre) , non siamo più un popolo di politeisti convinti che con i sacrifici (animali o umani) possa realmente ottenere ciò che si desidera. E se esistono ancora alcune culture in cui è radicato questo pensiero, abbiamo comunque oggigiorno i mezzi necessari per mettere fine ad un tale scempio.

Nessuna vita è più importante di un’altra. Nessun essere è inferiore all’altro. Non possiamo imporre la nostra volontà sugli altri, ma possiamo impedire che vite innocenti vengano sacrificate per l’ignoranza umana.

Mettiamo fine alla devastazione ad opera dell’uomo. Interveniamo. Insieme possiamo fare la differenza.

Se desideri dare anche tu un contributo firma la petizione:

https://firmiamo.it/facciamo-chiudere-lo-yulin-festival-per-sempre

Sos Cinghiali Marsaglia

Marsaglia è un comune della provincia di Cuneo, in Piemonte, protagonista recentemente di un’altra terrificante tragedia, che vede nuovamente  come vittime gli animali. Questa volta i cinghiali.

A causa del sovrannumero di cinghiali presenti, il Comune ha stabilito l’abbattimento di 368 esemplari, senza distinzione di età o sesso. Sembrerebbe infatti che la presenza spropositata dei cinghiali sul territorio abbia causato per il paese danni all’agricoltura, procurando talvolta anche pericolo per la sicurezza stradale.

Per questi motivi via libera alla morte di specie indifese, morte causata nuovamente per l’inefficienza dell’uomo, che anziché prevenire curando il problema a monte, ha deciso nuovamente di agire a problematica ormai già inoltrata. Resta il perenne interrogatorio, può essere l’uccisione l’unica soluzione valicabile?zooplus.it

Ammesso che il problema del numero spropositato di cinghiali sul territorio sia incontrollabile , e che l’unica soluzione possa essere l’eliminazione della specie (e poi piangiamo gli animali in via d’estinzione la cui perdita danneggia anche l’ecosistema) c’è sicuramente da considerare che -come in qualunque cosa si faccia per il benessere dell’ambiente e dell’uomo a lungo termine – bisognerebbe adottare un criterio, e bisognerebbe considerare determinate azioni inconcepibili, inaccettabili e persino perseguibili penalmente, ovvero la divulgazione di video raccapriccianti che ritraggono le immagini di cattura ed uccisione di questi poveri animali.

Ed invece non è così. Pare infatti che recentemente siano stati ripresi in un video di circa 35 secondi 15 cinghiali catturati, che si dimenano nel fango.

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Fonte video: La Stampa Cuneo

E poi morti davanti ad un’automobile della polizia locale. I protagonisti/vittime del video non hanno neppure due mesi. Prova, quindi, che non vi è alcun criterio. Ma anche se le cose andassero diversamente, dove è la giustizia nel diventare giustizieri di un’altra vita innocente ? Dove è la giustizia quando a causa della negligenza e della superficialità dell’uomo delle vite devono essere sacrificate ?

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Fonte: La Stampa Cuneo

Il problema c’è , ed è evidente, anche se il punto di domanda, per chi non conosce realmente i fatti, può sempre esserci. Ma, come può un problema degenerare in questo modo? Come può essere questa la soluzione al problema?

Darwin parlava di “selezione naturale” ovvero della “sopravvivenza del più adatto”. Quello che emerge da questo episodio e da molti simili, è che l’uomo si stia autodefinendo il più adatto a questo pianeta, tralasciando che non  sarebbe in grado di sopravvivere senza l’aiuto di altre specie animali.

CONVENZIONI CON EDUCATORI CINOFILI E PET SITTER

White German Shepherd Dog pup and Sandy Lop baby rabbit
Fonte: Warren Photographic

EDUCATORI CINOFILI

A.S.D. Un lavoro da cani Paolo Cusintino – Via Cercemaggiore, 83 – 00131 Roma

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L'associazione Amiconiglio onlus si occupa del recupero, della cura e della promozione dell'adozione di conigli, cavie, criceti, gerbilli

Riccardo Fracassi

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