LO STALLO: COME APRIRE LE PORTE DEL TUO CUORE…A PICCOLI/GRANDI PASSI

Troppe anime da salvare, e sempre troppe poche le case disponibili per ospitare quelle vite indifese che hanno bisogno proprio di te.

Schiacciato, devastato, distrutto,impotente. Vorresti poter fare di più, perchè quel che fai non è mai abbastanza. Non riesce a salvarli tutti, mai, anche quando provi con tutte le tue forze.

Questo è più o meno quello che prova un volontario (ma non è necessario essere tali per ritrovarsi in questa situazione) ogni giorno della sua vita.

Picci
Picci in attesa di adozione

Far parte di un’Associazione e dedicare la propria esistenza all’amore per gli animali non è semplice, anzi è proprio l’opposto.

E questo non perché a fare da sfondo ad ogni pensiero,azione o scelta ci sia l’altruismo ed il bene verso il prossimo , ma perché nulla sarà mai abbastanza. Le tue sole forze- anche se unite a quelle degli altri- non riusciranno mai a mettere in salvo tutte quelle povere vite indifese, abbandonate e maltrattate, che non aspettano altro che ricevere le cure e l’amore che da sempre avrebbero dovuto meritare. Unica colpa di questi poveri animali : quella di essere stati messi al mondo e di aver incontrato lungo il proprio percorso di vita la mano devastatrice dell’uomo, o la sua superficialità e negligenza. Gli animali, costretti a pagare con la propria vita gli sbagli dell’uomo. E a te, che hai scelto la strada del volontariato, a te che fai o non fai parte di un’Associazione, ti è stato donato un grande cuore ed un animo profondo, cosicché tu possa donare tutto quell’amore di cui queste vite necessitano, cosicché tu possa cancellare tutto il male che nel tempo hanno dovuto subire, e provare a correggere gli errori di quegli uomini che prima di agire non hanno pensato.

Ma la sofferenza più grande che possa provare chi ama gli animali e dedica la propria vita a loro è l’impotenza. Quella sensazione che si fa sentire dalla parte più bassa dello stomaco, fino a salire e dare quasi la nausea. La sensazione di voler fare. E forse sapere anche cosa, ma non avere i  mezzi per poter intervenire.

Jacqueline
Jacqueline in attesa di adozione

L’Associazione AmiCOniglio onlus si occupa del recupero e del mantenimento principalmente di conigli maltrattati o abbandonati. Si occupa di quei conigli che improvvisamente hanno messo su un pelo che provoca allergia solo ed esclusivamente ai propri padroni e soprattutto nei periodi estivi o quando crescendo conservano ben poco “di nano”; si occupa di quei conigli che devono lasciare spazio al nuovo arrivato in famiglia, che sia un cane o un bambino piccolo; si occupa di quei conigli che “poverini stanno tutto il tempo chiusi in gabbia, e fanno una pena, meglio che se ne occupi qualcun altro”; si occupa di quei conigli per i quali non c’è più tempo a disposizione da dedicargli, o improvvisamente non ci sono più soldi (ammesso che ce ne siano mai stati, dato che prima di accogliere una nuova vita in casa bisognerebbe fare tutte le considerazioni e valutazioni possibili). Ed ovviamente interviene anche in casi in cui vi sono reali problematiche che possano portare una persona a dover cedere, a malincuore, il proprio coniglio.

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Bonnie e Clyde in attesa di adozione

Ma non solo. AmiCOniglio interviene in situazioni ancora più tragiche, come quando a qualcuno sfugge la situazione di mano, e si ritrova – probabilmente per poca informazione o mancanza di risorse economiche- sommerso da cucciolate , a tal punto da “perdersene” qualcheduno. Ed è in questi casi che ci si sente impotenti. Il desiderio di voler intervenire. Non solo perché qualcuno ha richiesto disperatamente l’aiuto dell’Associazione ammettendo i propri limiti, ammettendo le proprie colpe, situazione più unica che rara. Voler aiutare chi comprende la situazione. Ma soprattutto voler intervenire per salvare quelle povere anime innocenti. Denutrite, destinate a chissà quale vita se non seguite. Ed è qui che la sensazione di impotenza prende il sopravvento. Non solo per le risorse economiche, ma per le sistemazioni. Tutti quei poveri conigli che vanno recuperati, dove possono essere sistemati?! E se non si interviene, che fine faranno?!

Ed è proprio in questi momenti che serve AIUTO.

Non è necessario adottare per poter aiutare l’Associazione. Non è necessario adottare per avere la possibilità di salvare quelle povere vite.

zooplus.it

Esiste un’altra forma di aiuto che per l’Associazione è fondamentale: lo stallo. Lo stallo è una forma di accoglienza temporanea di un animale (in questo caso principalmente di conigli e porcellini d’india) presso la propria struttura, in attesa che questo possa trovare adozione. Tutte le spese relative alla cura degli animali ospitati sono a carico dell’Associazione e chi stalla dovrà occuparsi solamente della gestione del cucciolotto in questione. Non è necessario che abbia tutta la casa a disposizione, anche una stanza con tutto il necessario andrà bene. Requisito fondamentale è essere a conoscenza di tutto ciò che serve per il benessere di questa specie animale.

Lo stallo è una forma importantissima di volontariato e di altruismo. Permette infatti l’Associazione di salvare in qualche modo quelle anime indifese che hanno bisogno di aiuto, e nel frattempo di cercargli una famiglia adeguata, senza che facciano una brutta fine. Ed anche se sembra essere un piccolissimo aiuto, è in realtà ciò che di più importante possa esserci, è l’aiuto più prezioso che possa servire all’Associazione.

Recentemente l’Associazione AmiCOniglio, tramite segnalazione, è dovuta intervenire in una situazione veramente delicata: un garage privato sul litorale romano popolato interamente da conigli non sterilizzati, probabilmente più di trenta. Uno spazio piccolissimo per la quantità di animali che lo occupano, che potrebbe anche essere causa di possibili contagi di malattie, e se non si interviene immediatamente la situazione potrebbe divenire ancora più tragica per la capacità riproduttiva di questa specie animale. Inoltre il rischio di morte è davvero molto elevato giacché sono anche alla portata di predatori.

Questa è una di quelle situazioni, purtroppo non poco frequenti, nelle quali i volontari vengono schiacciati da un indescrivibile senso di impotenza. Un’impotenza che non abbatte, neanche quando sembrerebbe doverlo fare.

Uno dei motti principali dell’Associazione è l’Unione. Non importa di quale Associazione si faccia o non si faccia parte, per AmiCOniglio l’Unione fa la forza, ed uniti per il bene comune (il benessere animale) si possono ottenere solamente grandi risultati.

Ed è in questa circostanza che la parola d’ordine dovrà essere UNIONE.

Anche tu che stai leggendo in questo momento puoi aiutare l’Associazione. Condividendo questo articolo, o trovando un piccolo spazio nel tuo cuore e nella tua casa per accogliere una nuova vita.

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L’importanza del veterinario

A chi non è capitato di imbattersi contro quella persona che ha il proprio amico a quattro zampe che mostra palesemente del malessere, e che cerca consigli, cura e terapia da internet?

Sempre più spesso, purtroppo, ci capita di imbatterci contro chi crede che la soluzione a qualsiasi tipo di problema sia internet, e peggio di chi cerca conforto in questa rete, c’è chi si fa dispensatore di consigli e si improvvisa VETERINARIO, ADDESTRATORE CINOFILO , ESPERTO IN ESOTICI.

Qualche giorno fa ho letto un post di internet che girava su facebook, e che mi pareva proprio calzare a pennello con uno dei pensieri che ultimamente mi tormenta.

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In cerca di una famiglia, attende solo di essere adottato

Vogliate bene al vostro Veterinario.
Chiunque sia.
Perché non lo sapete, o subito non ve ne rendete conto, che la persona nascosta faticosamente dentro questa meravigliosa professione è letteralmente sommersa da una valanga di impegni e responsabilità che, secondo me, non trova eguali in altri mestieri.
Il Veterinario è un Medico multidisciplinare, che nella stessa giornata (ma anche nella stessa ora) deve far fronte al dialogo con persone di qualsiasi estrazione culturale, animali di qualsiasi specie, taglia, razza, carattere e (anche) pericolosità… è una persona che deve sempre sorridere, essere ottimista o “realista” nel peggiore dei casi, che da solo deve far funzionare strumenti che nella vita extralavorativa non hanno neanche una collocazione.
Deve saper formulare la dieta del gatto obeso perché, gioia di mamma, non mangia niente…e un attimo dopo praticare al volo l’anestesia al cagnaccio rissoso che si è scannato, per la quarantesima volta, col cane del vicino…e un attimo dopo ancora ricevere la “Signora Pina” di turno che non capisce come si blocchi il collare Seresto.
Il Veterinario, ogni giorno, è a contatto con una gamma incommensurabile di malattie tutte diverse, su specie diverse, che richiedono concentrazione e studio approfondito…solo che “mentre il Medico studia, il malato muore”…e allora il Veterinario non deve capire le cose, le deve già sapere stando a stretto contatto con la morte, ogni giorno, come neanche un medico al fronte.
E poi ci sono le telefonate.
Decine e decine di micro telefonate, quando va bene, per sapere se è normale che al cavallo rimanga il concentrato fra i denti, che il cane perda tutto ‘sto pelo, che la cagna perda sangue da dietro…”forse in calore”, che il gatto scappi da casa per tornare distrutto…ma guai a castrarlo, perché poverino si fa la sua vita.
Se non risponde al telefono, il Veterinario compie il più grande oltraggio verso quel cliente che chiama per un appuntamento però non stasera “perché sa, noi lavoriamo”…ma neanche domani “perché mia figlia ha il saggio di danza”, per cui dopodomani però sul presto…”sta male da un settimana, ci teniamo molto che lo veda il prima possibile!”
Ma siccome viviamo in un mondo smart, è impossibile sfuggire alle richieste di diagnosi “online” con tanto di foto allegata, e non dire di no.
Altrimenti, caro Veterinario, sei antipatico, maleducato e per niente disponibile.
Perché come fai a non saper dagnosticare un’ osteocondrite dissecante, via Facebook, con tanto di foto allegata del musino tanto dolce del suo angelo pelosetto?
Eppure Google ha tutte le informazioni.
Altroché.
Poi se tra un visita e l’altra, in ambulatorio, passano più di dieci secondi d’attesa chiedo personalmente scusa a nome di tutti i Veterinari del mondo, ma magari c’è un attimo da finire una scartoffia, forse pulire i tavoli, togliere lo schizzo di sangue finito a terra oppure lavarsi bene le mani… magari andare di là a bere un goccio d’acqua ché nell’ultima ora e mezza siamo stati in piedi a sudare…o finire quel caffè, ormai freddo, lasciato a metà.
Un’ora e mezza prima.
Vogliate bene al vostro Veterinario, chiunque sia.
Ché se ha sempre la sala piena di gente è perché la stessa gente ha una buona opinione di lui.
Ché però, affinché la gente abbia una buona opinione di lui, è necessario che svolga il proprio lavoro nelle migliori condizioni fisiche e mentali.
Ché il Veterinario se è troppo assente perde credibilità, ma se è troppo presente crea dipendenza.
Ci avete mai fatto caso?
E poi ci sono gli Educatori/Addestratori Cinofili che si credono Veterinari, gli Allevatori che si credono Veterinari, i Negozianti che si credono Veterinari, i Toelettattori che si credono Veterinari, gli Istruttori di Equitazione (ahahahahahahahahaha) che si credono Veterinari, i vicini di casa che si credono Veterinari e persino i motori di ricerca si credono Veterinari.
L’importante è crederci, per carità.
Solo che (sorpresa!) occorre studiare una vita, prima e dopo la laurea.
Ché non basta imparare a memoria il bugiardino dell’Augmentin o cercare su Ask: “canechevomitacauseeterapia” o, peggio, praticare l’amore ai tempi dello Stomorgyl, se sei una gattara.
Per forza: “il compito più alto di un Uomo è sottrarre gli animali alla sofferenza”.

…and nothing else matters

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In cerca di una famiglia, attende solo di essere adottato

E quindi, dispensatori di consigli gratuiti e padroni terrorizzati e preoccupati che vi affidate ad internet come fossero la vostra unica fonte di salvezza, aprite gli occhi! Un padrone premuroso e coscienzioso sa perfettamente che senza una visita, senza approfondite indagini, è impossibile effettuare una diagnosi e di conseguenza, prescrivere una cura. E affidandosi al parere di chi , senza conoscervi, nè  conoscere il vostro cucciolotto, figuriamoci averlo visto, dice di esserci già passato, si cade solamente in un grosso errore. Anche se i sintomi possono sembrare simili, non sempre nascondono lo stesso tipo di problema e spesso curare con farmaci sbagliati o intervenire nel modo sbagliato può aggravare la situazione, e nel peggiore dei casi (ma non di rado) aiutarci a lasciare per sempre il nostro amico a quattro zampe. E’ vero, accogliere un animale nella propria vita comporta delle spese forse indescrivibili. E’ vero, spesso tutti i nostri risparmi possono sfumare in un battito di ciglia per i suoi malori continui ed improvvisi. O forse i risparmi non ci sono, perchè già sono stati prosciugati, e ci rendiamo conto di aver bisogno di tante cose per noi stessi, anche a livello medico, e di rimandare continuamente, perchè c’è sempre qualcosa di più importante che lo riguarda. Ed un veterinario costa. E’ tutto vero. Ma questo va valutato a priori, e se necessario, nel momento del bisogno, va chiesto l’aiuto di chi ci vuole bene. Perchè siamo noi a decidere di accogliere un animale nella nostra vita, ed è nostra responsabilità il suo benessere fisico e psicologico. E’ proprio come avere un bambino. Non saranno mai in grado nè di parlare, nè di scegliere per loro. Le loro vite sono nelle nostre mani. Tutte le nostre decisioni metteranno a rischio la loro vita se non ponderate.  E spesso, anche le scelte che ci sembrano le più giuste, non ci permetteranno di comprendere se sia la cosa giusta da fare oppure no. Eppure dobbiamo provare, fino all’ultimo istante, a prenderci cura di chi ormai fa parte della nostra vita. E mai in maniera superficiale. I medici esistono per curare i pazienti, ed i veterinari per curare gli animali. Internet, o le persone conosciute tramite social, non potranno mai sostituire persone competenti, che hanno fondato tutta la loro vita su questo lavoro/passione. E senza indagini approfondite o una visita preventiva è impossibile comprendere di quale male si sia affetti, ricordatelo sempre. I costi che siamo costretti a pagare, sono i costi necessari. Il veterinario offre un servizio per il quale ha studiato e continua a studiare approfonditamente fino alla fine dei suoi giorni, affinchè possa dimostrare in campo le sue conoscenze e la sua bravura. Paghiamo il giusto per il servizio che ci viene offerto, ed è fondamentale intervenire.

L’intervento immediato di oggi, nelle mani esperte dei veterinari, non salverà solamente la vita del nostro animale, ma aiuterà chi verrà dopo di lui. Perchè grazie allo studio sul campo i veterinari imparano giorno dopo giorno e salvano vite. Quindi, intervenite sempre, per salvare voi, per salvare chi verrà dopo di voi.

Uno degli argomenti che più mi turba negli ultimi mesi è proprio questo.

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In cerca di una famiglia, attende solo di essere adottato

A Roma esistono diverse cliniche, molte di pronto soccorso, aperte 24h su 24 e fornite di veterinari esperti in esotici. E come Roma, anche il Nord non scarseggia. A Napoli invece, purtroppo, la situazione non è delle migliori. E questo accade per la scarsissima richiesta. Difatti se un proprietario non richiede l’autopsia dopo la morte del proprio amico a quattro zampe, non si indaga. Non indagando, non è possibile che la ricerca vada avanti. E molti veterinari non la ripropongono nemmeno più , perchè stanchi di avere a che fare con il subumano di turno il cui unico pensiero in quel momento è “non solo ho pagato tutti sti soldi per perdere il mio animale, mi vuoi fare sborsare anche altro, allora lo hai ucciso apposta”. E questo nel migliore dei casi. Molti altri, neppure sanno che coniglio, porcellino d’india e simili necessitino di un veterinario, figuriamoci conoscere la differenza tra un veterinario e un veterinario esperto in esotici.

Ma l’informazione e la ricerca sono fondamentali. E tutto ciò è importante, perchè se oggi esiste un’unica clinica di pronto soccorso a Napoli, se oggi ancora non sappiamo se ci siano o meno veterinari esperti in esotici reperibili 24h u 24 è perchè noi “pazienti” non aiutiamo la ricerca.

Recentemente ho vissuto una situazione di estremo sconforto e avvilimento perchè uno dei miei animali esotici (e poco dopo anche l’altro) ha mostrato del malessere. Ho fatto affidamento al mio solito veterinario esperto in esotici, di cui mi fido completamente. Ma nonostante la terapia datami non c’erano grossi miglioramenti. A causa di impegni lavorativi, in sua assenza non ho potuto contattare il medico da lui consigliatomi per l’ora, ed ho dovuto quindi affidarmi ad un altro veterinario. Altra terapia(molto più invasiva e forte) per altri sette giorni. Nel frattempo ho conosciuto un terzo veterinario esperto in esotici che concordava con questa terapia datami e conosceva il Dottore che mi aveva indicato la terapia. Poichè i farmaci prescritti andavano somministrati attraverso siringhe, il primo giorno mi sono affidata ad una clinica, e dal secondo , grazie all’aiuto di un parente, ho proseguito la terapia da casa. Poichè non mi era ben chiaro cosa dicesse la prescrizione del medico, ho chiamato la clinica. La Dottoressa con cui ho interagito mi ha risposto per cinque volte che il medico che cercavo non c’era, e che avrei dovuto chiamare il pomeriggio seguente. Sempre molto cordialmente le continuavo a ripetere quanto per me fosse indispensabile parlare in quel momento con quel Dottore o con un altro medico esperto in esotici o con chiunque potesse darmi un’informazione perchè ero persa, e il mio animale doveva eseguire la terapia altrimenti sarebbe morto. Nonostante la gentilezza e nonostante la descrizione della situazione, non mi veniva chiesto nemmeno di cosa avessi bisogno. Finchè presa dalla rabbia ho replicato “Bene. Non si preoccupi non chiamerò domani pomeriggio. Ci vediamo domani mattina con un avvocato, la fattura della visita, la ricetta poco leggibile. E si ricordi che non solo verrò a conoscenza con chi ho parlato questa sera , ma che la morte o la vita del mio animale è dipesa da voi”. A quel punto mi passa immediatamente l’altra Dottoressa che mi risponde in maniera molto scortese “Faccia velocemente, stiamo facendo la terapia ad un gatto”. Espongo tutto molto velocemente e finalmente ho la risposta di cui necessitavo. Una domanda sciocca la mia (ma non avendo competenze in materia, direi lecita e anche fondamentale perchè ne andava la somministrazione o meno del farmaco), ed ho ottenuto finalmente risposta. Se solo mi avessero dato la possibilità di domandare prima di ripetermi incessantemente che avrei trovato quel medico solamente il giorno dopo. Se solo non fossero state così maleducate con chi, il giorno prima aveva fatto affidamento proprio a quella clinica. Impiegando speranze, tempo e soldi. Con chi , disperato, cercava di salvare il proprio animale. Ma non solo. Come ci si deve comportare quando si è fuori orario ambulatoriale, il proprio medico non c’è, il contatto dato non è reperibile, ed il medico di pronto soccorso non è in esotici? 

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 Durante quei giorni, poichè non vedevo miglioramenti, per non disturbare il mio veterinario di fiducia, ho deciso di mandagli un messaggio vocale in cui gli spiegavo l’accaduto. Il mio Dottore, con molta professionalità, non si è pronunciato sulla terapia affidatami, e si è limitato a indicarmi nuovamente il contatto da lui fornito e a dichiarare di non conoscere il medico al quale avevo fatto affidamento. Il giorno seguente mia madre chiama il veterinario di cui avevamo il contatto, il quale, senza visita ovviamente non può pronunciarsi. Ma ormai fa studio molto lontano, e in zone irraggiungibili per noi. Non ci resta che sperare che la terapia sia giusta, e completarla. E che resistano finchè il mio veterinario sicuramente esperto in esotici e comunque di fiducia torni. Dopo dieci giorni siamo di nuovo da lui. Competente, disponibile, preparato. Per lui la terapia è stata troppo violenta, la diagnosi sbagliata, ed è assurdo che sia ancora vivo nonostante tutte quelle medicine. Ed ancora inspiegabile come la situazione non si sia ancora sbloccata. Altra terapia, senza farmaci. Altra diagnosi. Non ci resta che sperare che sia come sostenga lui, che sia una sciocchezza. E limitarci all’idratazione, e ad ambienti più freschi.

Come mi sono sentita? Turbata. Davvero molto turbata. Nel profondo dell’anima, in un modo inimmaginabile, inspiegabile. Di quanto sia difficile prendere delle decisioni per loro, i nostri amici a quattro zampe. Di quanto sia complicato comprendere chi dica la verità. Ho sentito il peso della responsabilità della vita di un altro essere. Ho sentito l’impotenza. Non sapevo a chi credere, a chi fare affidamento. Non sapevo se lo stessi curando, o lo stessi uccidendo lentamente. E non mi importava quanti soldi non previsti stessi spendendo, il problema principale era che forse tutto ciò che stavo facendo era completamente sbagliato. Lo stavo uccidendo io con le mie stesse mani forse?! Come dovevo comportarmi? Cosa dovevo fare? E perchè a Napoli se il nostro animale esotico si ammala di notte rischia la vita, deve aspettare al mattino, altrimenti…

Ed allora, uniamo le forze affinchè questa situazione un giorno possa cambiare. Incrementiamo la ricerca. Investiamo e richiediamo in più cliniche di pronto soccorso con veterinari esperti in esotici. Perchè l’intervento immediato con i nostri animali è importante, ma soprattutto quando sono animali esotici, è fondamentale.

Ieri una persona che conosco aveva in stallo una coniglietta. Si è immediatamente accorta di un suo comportamento anomalo, che solo una persona attenta come lei avrebbe potuto notare, ed è riuscita -grazie all’aiuto di un’amica- a correre in clinica. Versamento di sangue nell’addome. Se non si fosse accorta di nulla o se avesse cercato-come molti fanno- su internet, oggi quella coniglietta non ci sarebbe più. Anche un attimo è prezioso. Non aspettate, intervenite, sempre. E facciamo in modo che a Napoli ci siano le possibilità di intervenire nell’immediato.

SOS: 30 conigli da salvare e il tempo è davvero poco

Ci sono angoli di mondo bui e grigi. Angoli che sfuggono ai più e che noi stessi, spesso, cerchiamo di illuderci che neppure esistano. E, invece, no, ci sono e, quando ci finisci dentro, hai una sola scelta: rimboccarti le maniche e cercare di portare un po’ di luce.

Storie diverse, ma che partono comunque da una condizione di dolore e sofferenza per gli animali.

In genere inizia sempre con una mail di segnalazione. Qualcosa che non va, maltrattamenti, abbandoni. Sali in macchina e, mentre vai, cerchi di pensare al meglio, che si tratta di una qualche esagerazione e che, sicuramente, la situazione che ti aspetta è molto migliore di quanto descritta. Ma non sempre va così.

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E, quindi, come nelle migliori tradizioni horror, la scorsa settimana le guardie zoofile amiCOniglio NOA, rispondendo proprio ad una segnalazione, si sono imbattute nell’inferno.

Sul litorale romano, infatti, hanno trovato un garage di un privato popolato interamente di conigli. Maschi, femmine, adulti, cuccioli…nessuno sterilizzato. Saranno circa una trentina al momento, ma credo che tutti sappiano la velocità riproduttiva di questi animali per cui in pochissimo tempo le cifre, già esorbitanti, diventeranno da capogiro.

In pochissimo spazio vivono, perciò, tanti, troppi animali, che sono a rischio uccisione da parte di predatori, a rischio infezioni e contaminazioni reciproche, in altre parole a rischio morte! Vederli così tuti insieme indifesi e incapaci anche di farsi in qualche modo rivalere – come farebbero ad esempio dei cani – fa davvero male al cuore e buca l’anima fino alla sua essenza più intima, quasi a voler intaccare l’energia vitale di ognuno di noi, spingendola ad attivarsi pur di fare qualcosa…e in fretta!

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Alcune persone del posto cercano di aiutare facendo quel che possono, dando loro da mangiare, ma non è questa la soluzione.

Qui l’intervento deve essere uno e solo uno: cattura dei conigli, visita e sterilizzazione, promozione dei loro affidi e adozioni.

Poche parole che racchiudono un mondo in sé. Eh già perché  non è mica facile mettere in atto neppure una di queste azioni, ma come associazione Amiconiglio abbiamo deciso 10 anni fa di non girarci dall’altra parte di fronte alle difficoltà e di intervenire comunque.

Prima fase: cattura dei conigli. Serviranno persone esperte, che sappiano farlo. Ci vorrà del tempo e andranno messe in campo delle risorse.

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Seconda fase: visita e sterilizzazione dei conigli catturati. Soldi, soldi, soldi…si perché la sterilizzazione ha un costo e non è possibile per l’associazione sostenere questa spesa, ma di questo parleremo dopo.

Terza fase: adozione, affido e sistemazione dei conigli. Serviranno qui persone che vogliano adottare, rifugi pronti ad accogliere, altre associazioni che siano disposte ad offrire un piccolo spazio. Inutile dire che, essendo conigli al momento sotto custodia delle guardie zoofile, per prenderli sarà necessario compilare i moduli di adozione e rendersi disponibili per colloqui pre e post affido.

Tutto molto articolato, ma di fronte al grido di aiuto silenzioso, come quello che i conigli sono soliti lanciare, è impossibile rimanere indifferenti e non fare nulla.

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Chi vede e si volta dall’altra parte, probabilmente ha perso il dono migliore che questa vita possa offrirci: l’empatia. Ma per i volontari di amiCOniglio non è così, non lo è mai stato e mai lo sarà, perciò ora si deve iniziare a fare qualcosa.

Tuttavia se possiamo metterci la buona volontà, il tempo e le competenze per le catture, l’energia per attivare ogni canale per cercare adozioni e stalli, quello che davvero non riusciamo a fare da soli è sostenere i costi per visite e sterilizzazioni e qui chiediamo l’aiuto di tutti.

Soprattutto perché siamo nel pieno del periodo nero estivo, quando abbandoni e cessioni sono all’ordine del giorno. E, infatti, non passa giorno senza che qualcuno ci contatti per segnalare conigli e cavie abbandonati o per chiedere di prenderci i suoi, perché non più graditi in casa.

Difficilmente diciamo di no…anzi in realtà non lo facciamo mai. Ma questo è un ulteriore aggravio, per cui abbiamo cliniche da pagare, case di volontari piene di conigli in cerca di casa e tempo e risorse, che cerchiamo di recuperare disperatamente, ma sempre con grandissima fatica pur di salvare una vita e una vita ancora.

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Per noi, quindi, anche pochi euro in questo momento fanno davvero la differenza. Aiutateci ad aiutare questi piccoli amici a quattro zampe ad uscire da quel buio per iniziare una nuovo vita fatta di tanta luce, di coccole e di amore infinito.

Potete fare una donazione tramite bonifico usando questo iban IT 19 N 02008 05264 000010997422 o anche tramite paypal info@amiconiglio.it; come causale potete indicare “30 conigli da salvare”.

Sulle nostre pagine facebook di amiConiglio e della guardie zoofile APG NOA potrete poi seguire tutti gli aggiornamenti di questa vicenda, che ha scosso tutti noi e che speriamo possa trovare il prima possibile un lieto fine.

Un ultima cosa: se tu hai letto quest’ articolo forse hai deciso di non voltarti dall’altra parte e di aiutare…fallo subito, non ci ripensare!

Yulin: Dog meat festival

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Fonte: Quotidiano.net

Ogni anno circa 15 000 cani (ed anche gatti), adulti e cuccioli, vengono brutalmente assassinati con la convinzione che il loro sacrificio possa servire ad allontanare la calura estiva. Questo è lo Yulin festival, il festival che ogni anno si tiene in Cina in concomitanza con il solstizio d’estate, il 21 Giugno.

Massacro e orrore fanno da sfondo a quella che è una vera e propria tragedia senza precedenti .  I cani, alcuni addirittura rubati dalle proprie famiglie, vengono picchiati, scuoiati e bolliti vivi. Maggiore è la tortura, migliore sarà la carne.

È ormai risaputo che per l’uomo, almeno per la cultura europea, sia inconcepibile e inammissibile considerare il cane come cibo-anche se al riguardo si potrebbe aprire un vero e proprio dibattito perché nessuna specie animale è differente dall’altra e se consideriamo il maiale cibo, dovremmo farlo anche per le altre specie, anche se è un concetto non radicato da secoli nella nostra cultura- , ma ciò che sconvolge più di ogni altra cosa è il modo in cui i cani vengano trattati, in modo indegne e crudele. Una vera e propria barbarie.

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Fonte: Youtube

Yulin è una città della Cina che  (come la Corea del Sud ed altri paesi asiatici) è consumatrice di carne di cane  (soprattutto per la tradizione di allontanare il calore estivo). In realtà la città di Yulin non è sicuramente la maggior consumatrice di questo tipo di cane , eppure è al centro della cronica per il festival che la vede protagonista di uno dei sacrifici più disumani che esista. Ma il maltrattamento comincia dal principio quando i cani vengono rinchiusi in gabbie anguste e torturati. Dall’altro lato “i consumatori” si difendono affermando che non ci sia nessuna forma di tortura o di maltrattamento e che il consumo di carne di cane può essere paragonato a quello di carne di manzo, maiale e così via. Ma non la pensano allo stesso modo gli attivisti che hanno assistito proprio a quelle scene.

Negli ultimi anni si stima che siano stati uccisi circa 10.000 cani e gatti durante il festival.

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Circa un anno fa , nel 2017, il Taiwan è diventato il primo paese a proibire vendita, acquisto e detenzione di carcasse di cani e di gatti e di conseguenza una legge che vieta di mangiare cani e gatti. Una piccola Vittoria, un piccolo passo per un cambiamento futuro.

Quello di Yulin viene soprannominato anche dog meat festival.

Se è pur vero che nella cultura asiatica, e quindi anche in Cina, il consumo di carne di cane è legale, ci sono delle norme ben precise : la provenienza deve avvenire da un allevamento certificato, requisito ovviamente totalmente assente in questo festival. Il governo nega l’esistenza di questa festa, anche se vi sono numerose testimonianze di questa strage. Perché non esistono altre parole per definire un evento così cruento, così antico, così meschino.

Nel 2017 si vociferava che il festival fosse stato abolito, tuttavia purtroppo non vi erano fondamenti.

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Fonte. Animal Asia

Anticamente, sia nella cultura greca che in quella romana, il sacrificio (più comunemente animale) avveniva con un fine: l’uomo sacrificava un animale  in omaggio ad un dio affinché potesse ricevere in cambio qualcosa di buono.

Il festival di Yulin ricorda proprio quegli antichissimi sacrifici, con un’unica differenza, si sottovaluta l’evoluzione del corso della storia. Non siamo più, infatti, uomini primitivi che non conoscono la realtà, siamo in una generazione evoluta  (anche se esistono alcune culture più sviluppate di altre) , non siamo più un popolo di politeisti convinti che con i sacrifici (animali o umani) possa realmente ottenere ciò che si desidera. E se esistono ancora alcune culture in cui è radicato questo pensiero, abbiamo comunque oggigiorno i mezzi necessari per mettere fine ad un tale scempio.

Nessuna vita è più importante di un’altra. Nessun essere è inferiore all’altro. Non possiamo imporre la nostra volontà sugli altri, ma possiamo impedire che vite innocenti vengano sacrificate per l’ignoranza umana.

Mettiamo fine alla devastazione ad opera dell’uomo. Interveniamo. Insieme possiamo fare la differenza.

Se desideri dare anche tu un contributo firma la petizione:

https://firmiamo.it/facciamo-chiudere-lo-yulin-festival-per-sempre

Sos Cinghiali Marsaglia

Marsaglia è un comune della provincia di Cuneo, in Piemonte, protagonista recentemente di un’altra terrificante tragedia, che vede nuovamente  come vittime gli animali. Questa volta i cinghiali.

A causa del sovrannumero di cinghiali presenti, il Comune ha stabilito l’abbattimento di 368 esemplari, senza distinzione di età o sesso. Sembrerebbe infatti che la presenza spropositata dei cinghiali sul territorio abbia causato per il paese danni all’agricoltura, procurando talvolta anche pericolo per la sicurezza stradale.

Per questi motivi via libera alla morte di specie indifese, morte causata nuovamente per l’inefficienza dell’uomo, che anziché prevenire curando il problema a monte, ha deciso nuovamente di agire a problematica ormai già inoltrata. Resta il perenne interrogatorio, può essere l’uccisione l’unica soluzione valicabile?zooplus.it

Ammesso che il problema del numero spropositato di cinghiali sul territorio sia incontrollabile , e che l’unica soluzione possa essere l’eliminazione della specie (e poi piangiamo gli animali in via d’estinzione la cui perdita danneggia anche l’ecosistema) c’è sicuramente da considerare che -come in qualunque cosa si faccia per il benessere dell’ambiente e dell’uomo a lungo termine – bisognerebbe adottare un criterio, e bisognerebbe considerare determinate azioni inconcepibili, inaccettabili e persino perseguibili penalmente, ovvero la divulgazione di video raccapriccianti che ritraggono le immagini di cattura ed uccisione di questi poveri animali.

Ed invece non è così. Pare infatti che recentemente siano stati ripresi in un video di circa 35 secondi 15 cinghiali catturati, che si dimenano nel fango.

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Fonte video: La Stampa Cuneo

E poi morti davanti ad un’automobile della polizia locale. I protagonisti/vittime del video non hanno neppure due mesi. Prova, quindi, che non vi è alcun criterio. Ma anche se le cose andassero diversamente, dove è la giustizia nel diventare giustizieri di un’altra vita innocente ? Dove è la giustizia quando a causa della negligenza e della superficialità dell’uomo delle vite devono essere sacrificate ?

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Fonte: La Stampa Cuneo

Il problema c’è , ed è evidente, anche se il punto di domanda, per chi non conosce realmente i fatti, può sempre esserci. Ma, come può un problema degenerare in questo modo? Come può essere questa la soluzione al problema?

Darwin parlava di “selezione naturale” ovvero della “sopravvivenza del più adatto”. Quello che emerge da questo episodio e da molti simili, è che l’uomo si stia autodefinendo il più adatto a questo pianeta, tralasciando che non  sarebbe in grado di sopravvivere senza l’aiuto di altre specie animali.

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