Archivi tag: animali

Ma la vita in realtà che prezzo ha?

Svenduti, trafficati, mercificati, quantizzati, monopolizzati.

È cosi che l’uomo considera gli animali. Esseri inferiori, senza nessun diritto. Merce, da cui trarre unicamente profitto. Esistono, vivono, ci circondano e per questo motivo l’uomo può, deve abusarne, catalogarli, usufruirne, utilizzarli, fare di loro ciò che meglio crede.

Tutto ciò che ci circonda ha un prezzo, ed è tutto di proprietà dell’uomo. Il sole, il cielo, le nuvole, la terra sotto i nostri piedi, la natura, ogni cosa. Persino l’aria. Non importa chi o cosa gli abbia permesso di essere circondato da tutto questo, l’uomo ha bisogno di dare un prezzo e stabilirsi proprietario di ogni cosa.

Sporca, inquina, danneggia, devasta. Costruisce così il suo futuro, un futuro che non ha alcuna prospettiva rosea perché tutto è stato danneggiato dal suo tocco.

E di fronte a ciò come può meravigliarci che l’ uomo si ritenga un essere superiore ad un animale? Come può sorprenderci che l’uomo abbia stabilito un prezzo da pagare per acquistare UNA VITA?!  

butterfly-butterflies-flowers-leaves-725x544

L’ultima novità del momento è il commercio delle farfalle. Ma mica parliamo di farfalle qualunque, stiamo parlando delle famosissime Farfalle da cerimonia. Allevate proprio per essere impacchettate e rinchiuse in un simpatico cofanetto da aprire magari proprio all’uscita dalla chiesa. Ed il prezzo stabilito è di ben 600 euro.

Sia chiaro che la morale ed il senso etico si possono compromettere solo per un buon prezzo, mica per pochi spiccioli.

Ma tu , uomo, che non sai distinguere ciò che è giusto da ciò che non lo è, che non sapresti neppure riconoscere la tua stessa ombra, che prezzo dai a questa tua vita?

Annunci

Un coniglio è per sempre

Un coniglio è per sempre anche quando devi andare in vacanza, perché un posto per lui puoi sempre trovarlo, portandolo con te in strutture idonee (e ce ne sono tantissime al giorno d’oggi) o chiudendo aiuto ad un pet sitter (ne abbiamo molti bravi e preparati, basta contattarci e avrai subito dei nominativi).

Un coniglio è per sempre anche quando devi cambiare casa, perché non è parte del mobilio, ma è una vita e non occupa neppure tanto spazio, quindi nel momento in cui vai a cercare una nuova sistemazione, devi già pensare ad una dimora che possa ospitare anche lui, in quanto a tutti gli effetti membro della famiglia.

Un coniglio è per sempre anche quando ti nasce un bambino, perché non è una tigre feroce, ma solo un coniglio, per cui può avere una convivenza più che felice con il nuovo arrivato in famiglia. La scusa della scarsità di spazio ci ha abbastanza stancati e poi non è neppure originale. sai quanti l’hanno già usata prima di te? Che farai, se no, all’arrivo del tuo secondo figlio? Darai via il primo perché non hai sufficiente posto in casa?

2

Un coniglio è per sempre anche quando ti spuntano all’improvviso strane allergie, perché le allergie non sono mai un fulmine a ciel sereno ed è abbastanza singolare che in un soggetto si manifestino così, improvvisamente e magari dopo anni di convivenza, ma guarda caso proprio all’approssimarsi delle vacanze estive, della nascita di un figlio e di tantissime altre improbabili scuse, alle quali davvero siamo diventati allergici tutti noi volontari.

Un coniglio è per sempre anche quando va nutrito, curato e sterilizzato, perché non è un pupazzo di pezza, quindi, esattamente come te, mangia, beve, può ammalarsi e questo richiede impegno, costi economici e, a volte, anche sacrifici. Di conseguenza è bene che tu valuti attentamente tutto ciò prima di prenderne uno.

Un coniglio è per sempre anche quando tuo figlio si stanca di averlo come “giocattolo” e preferisce passare ad un cane o a un gatto (povere creature, che non sanno che fine faranno anche loro!), perché sta a te educarlo al rispetto della vita.

Insomma non è che ci sia molto altro da dire ancora. Un coniglio (come qualsiasi altro animale) è per sempre e se non te la senti di prenderti questa responsabilità, lascia stare. Nessuno ti costringe ad adottare un animale (tralascio la scelta del comprarlo, perché altrimenti non finiamo più con le disanima della scarsa se non nulla eticità della scelta), ma tutti possono condannarti se non te ne prendi cura o lo abbandoni.

3

La vita non si compra e non si cede e questo non ci stancheremo mai di dirlo.

Mai come in questo periodo ci stanno arrivando richieste di “cessioni” per i motivi più disparati: da conigli descritti come pittbull morsicatori e, quindi, ingestibili a conigli untori di allergie e infelicità.

Ecco a tutto ciò abbiamo deciso di dire BASTA!

E se ancora non ti abbiamo convinto rispetto al fatto che un coniglio è per sempre, allora, scusa, ma davvero sei capitato nel posto sbagliato e qui spazio per gente come te non ce n’è e non abbiamo alcuna intenzione di trovarne.

Un grazie a chi adotta consapevolmente, a chi aiuta, a chi omaggia la vita e la rispetta, perché solo tutto ciò dà un senso al nostro agire quotidiano.

P.S. i conigli che vedi in foto sono tutti in cerca di casa e sai perché? Perché molti altri prima di te ancora non hanno capito che un coniglio è per sempre.

 

 

“Le nutrie?! Mangiamole nei ristoranti e nelle sagre”

La nutria è un mammifero molto simile al castoro (per questo talvolta chiamata castorino) anche se ha una coda tonda e dimensioni minori e appartiene alla famiglia dei roditori.

Un tempo questo animale era molto diffuso nella zona dell’America meridionale, ma l’interesse nei confronti della sua pelliccia ha spinto l’uomo alla caccia indiscriminata, provocandone quasi l’estinzione. Per ovviare a questa problematica, le nutrie sono poi state allevate in cattività per favorirne la riproduzione e il ripopolamento della specie ed è stata regolata la caccia. La diffusione della nutria in Europa è avvenuta volontariamente, come nel caso dell’Italia: la sua pelliccia infatti non ha raccolto grandi interessi, così molte nutrie sono state liberate e le conseguenze sono state assurde.

Diffusione non recente, ma conseguenze ancora attuali.

messaggero
Fonte: Il Messaggero

Gerre de Caprioli è un piccolo paese cremonese in riva al Po, invaso da nutrie, che amano sostare agli argini dei fiumi. Il sindaco Michel Marchi ha pubblicato recentemente su Facebook un post nel quale parla (e conferma di averlo fatto molto seriamente) di come secondo lui andrebbe risolto il problema “mangiamole nei ristoranti e nelle sagre”.

Inutile parlare dello scalpore che può aver suscitato una tale affermazione, soprattutto quando a pronunciarsi in questi termini è  una delle persone, che dovrebbe aiutare a trovare la risoluzione al problema provocando quanti meno danni possibili sia per la salvaguardia dell’uomo e dell’ambiente , sia per la salvaguardia della specie animale.

Inoltre, determinate affermazioni devono essere fatte con coscienza. Chi ha un simile ruolo e “potere” – ed un sindaco ha una posizione tale da essere comunque al centro di numerosi dibattiti e di eventi di cronaca,sia pur di un piccolo paese- deve comprendere che, la propria parola deve essere da esempio per gli altri. E quale esempio migliore può essere quello di rispettare il prossimo?! Qui non si parla solamente del rispetto dell’ennesimo animale indifeso che viene ucciso (sempre a causa dell’uomo che ne genera prima la diffusione e poi cerca di trovare una soluzione – la più semplice – per evitare il sovraffollamento di un territorio) , ma del modo in cui un tale argomento è stato trattato. L’immagine per un sindaco è importante. E quindi, si suppone, che nel considerare determinate ipotesi (così drastiche, così forti, che mettono a rischio la vita di un altro essere vivente) si possa utilizzare un linguaggio differente, e non così spicciolo da poter definire “la carne di nutria quasi più buona di quella di coniglio”.  Un sindaco si dovrebbe rivolgere a tutti i cittadini, adulti, bambini, più sensibili, meno sensibili, onnivori, vegetariani. Un sindaco deve tutelare tutti indistintamente. Deve argomentare.

Ed ecco l’ennesima conseguenza dell’intervento umano. Ennesimo episodio, che lascia ancora alcuni increduli.

Eppure la nutria è un animale molto simpatico.

dagospia
Fonte: Dagospia

Fisicamente è un animale di medie dimensioni con un peso che varia tra i 5 e i 10 kg (i maschi sono più grandi delle femmine). Il mantello è marrone scuro e i peli sono lunghi e rigidi e proteggono un sottopelo più soffice, morbido dai toni del grigio. La coda è più corta di tutto il corpo, ma può raggiungere anche i 60 centimetri di lunghezza. Come roditori, le nutrie ricordano molto i castori, possiedono una dentatura con incisivi larghi e robusti, molto sporgenti rispetto al resto dell’assetto. Il corpo risulta compatto, tondeggiante, un po’ goffo e tozzo. Vivono prevalentemente in acqua, per questo le zampe posteriori appaiono palmate con quattro dita, più uno libero che viene utilizzato per pettinare la pelliccia. Quelle anteriori sono più lunghe, non palmate, con artigli utili per scavare.

La nutria predilige zone dove vi è la presenza di acqua, emergendo solitamente durante la notte. Può rimanere in apnea anche per dieci minuti, alla ricerca di cibo, quindi scava tane e cunicoli complessi oppure utilizza anfratti di altri animali. La nutria vive in piccoli gruppi preferibilmente femminili, dediti alla costruzione di impalcature dove riposare e nutrirsi. Ama cibarsi di prodotti di origine vegetali quali alghe, tuberi, erbe, radici, ma anche prodotti di coltivazione come barbabietole da zucchero, soia, ortaggi, riso, grano e mais e qualche volta piccoli animaletti. Generalmente vivono fino a cinque anni, sempre se non diventano vittime di qualche animale predatore. Per quanto riguarda la riproduzione le nutrie partoriscono due o tre volte l’anno per un minimo di un cucciolo fino a tredici.


zooplus.it

Sono animali molto simpatici. In alcuni casi le nutrie si lasciano addomesticare e ci sono casi di nutrie che vivono la propria vita anche assieme ad un cane compagno di giochi. Non è semplice tenerle in casa perché in realtà hanno bisogno di zone dove ci siano fiumi e corsi d’acqua, ma in casi estremi, per poterle salvare da situazioni particolari, non è impossibile creare l’ambiente giusto.

La nutria è un animale molto docile, per nulla aggressivo verso l’uomo o altre specie. È  molto pulito e passa gran parte del tempo a curare il mantello. Non attacca spontaneamente né l’uomo né altri animali: se infastidita o minacciata preferisce allontanarsi.

Solo se messa alle strette e senza vie di fuga si difende (come farebbe qualunque altro animale) con il morso, che risulterebbe doloroso e pericoloso a causa dei grandi incisivi. Se abituata da piccola rappresenta un ottimo animale da compagnia, a patto ovviamente di avere un ambiente adatto in cui mantenerla.

Concludo ricordando infine che in Italia l’aggiornamento della legge n. 157/92 ha modificato la tutela nei confronti dell’animale, la sua caccia è, comunque, illegale come le metodologie cruente e violente che sono sconsigliate.

La convivenza tra cane e coniglio può essere possibile?

Tra gli argomenti che tormentano i proprietari di animali c’è certamente quello della convivenza di specie differenti sotto lo stesso tetto. Ovviamente non tutti i padroni si pongono questo interrogativo. Alcuni preferiscono “dar via” il vecchio animale per accoglierne uno nuovo, altri ancora invece provano, senza alcuna misura di precauzione a far convivere animali totalmente opposti tra loro generando in alcuni casi vere e proprie tragedie. Solamente una piccola parte di persone, quella che tiene davvero al proprio amico a quattro zampe, prima di procedere all’accoglienza di un nuovo membro peloso all’interno della propria famiglia, si pone la fantomatica domanda: sarà possibile la convivenza tra loro?!

Oggi trattiamo della convivenza tra cane e coniglio.

La parola d’ordine è sicuramente la pazienza. Non c’è alcun dubbio che avere una convivenza pacifica sia una sorta di paradiso. Basta ansia a mille, basta porte chiuse e finalmente non bisogna dividersi tra l’uno e l’altro. Ma per ottenere questo non bisogna darsi alcun tempo. Bisogna avere solamente pazienza e procedere molto lentamente.

Ogni tipo di inserimento, anche questo, dipende molto dal carattere dei soggetti in questione. Ci sono conigli più vivaci e iperattivi, altri aggressivi e dominanti ed altri ancora mansueti. Lo stesso vale per i cani. Ma non è solo il carattere ad incidere. Bisogna prendere in considerazione anche l’età di entrambi i soggetti. Un cucciolo di cane sarà sicuramente più attivo e “pericoloso” per un coniglio che di fatto resterà sempre un animale preda, mentre il cane è pur sempre un predatore. Per questo motivo personalmente consiglio in propria assenza di non lasciarli mai da soli, anche a convivenza pacifica accertata da tempo. Non dobbiamo dimenticarci mai che gli animali saranno anche molto più sensibili dell’uomo, ma hanno una propria natura e sono pur sempre fatti di istinti. Non è assolutamente la cattiveria che li spinge a fare determinate cose, ma solo un istinto naturale che non possiamo sopprimere in alcun modo, anche se addomesticandoli nei secoli abbiamo in qualche modo modificato la legge naturale che li governa.

La prima cosa da fare è riuscire a farsi obbedire ed ascoltare dal cane. È risaputo che i conigli capiscono tutto, e rispondono spesso anche ad alcuni comandi del padrone. Tuttavia il loro senso di obbedienza non va oltre. Non perché siano stupidi, semplicemente perché è nella loro indole quella di comprendere ed obbedire quanto basta, un po’ come i gatti.

I cani, invece, proprio perché sono stati addomesticati da secoli, nutrono vantaggi nell’accontentare il proprio padrone. Si sentono felici ed appagati, ed è questo che li spinge ad obbedire a comandi come “dai la zampa”.

Quindi , compreso questo concetto, bisogna mirare a farsi ascoltare dal proprio cane, che è sicuramente più semplice del farsi ascoltare dal proprio coniglio. Oltre al fatto che tra i due, il più pericoloso per l’altro potrebbe essere sicuramente il cane e non il coniglio. Un buon rapporto con il cane, un buon grado di obbedienza, sarà utilissimo. Permetterà al cane di capire quando fermarsi, cosa sbaglia e dove sbaglia. E impedirà quindi che la situazione possa generare in altro.


zooplus.it

Trucco fondamentale in questa fase è sicuramente la lode. Meglio ancora se con del cibo come premio per il cane. Valgono molto più i sì dei no. Ma a volte è necessario anche un no secco in momenti di iperattività. Bisogna lasciare il cane libero di agire senza avvicinarsi troppo agli ambienti nei quali il coniglio si sente sicuro.

Ma ricordatevi che prima di iniziare questa fase bisogna abituare coniglio e cane all’odore dell’altro cosicché il coniglio non si senta minacciato ed il cane non pensi al primo incontro che abbia di fronte a sé una preda o un giocattolo. Quindi vanno scambiate ciotole, coperte, giochi per un po’ di tempo.

Tutto deve avvenire sempre con gradualità. I primi incontri visivi possono avvenire dividendo due stanze da un cancellino, quelli che si mettono davanti alle porte per i bambini. Hanno un costo variabile e ce ne sono anche alcuni a basso costo acquistabili da internet.

Solamente dopo aver abituato i due animali agli odori differenti e al contatto visivo si potrà procedere alla fase successiva, ovvero gli incontri supervisionati dal padrone certo dell’ obbedienza del cane.

Non esiste un tempo prestabilito entro il quale la convivenza sia possibile. Ogni animale ha i suoi tempi. Solamente quando il cane non vedrà più incuriosito il coniglio e non cercherà di approcciare a lui come ad un gioco, la convivenza potrà dirsi avvenuta in modo corretto. E per mirare a ciò è necessaria costanza negli incontri. Ogni giorno. Ed ogni giorno che passa l’incontro potrà durare un po’ di più.

Un trucchetto può essere anche quello di portare il cane a fare una bella corsa fuori prima di dedicarsi all’incontro, cosicché possa scaricare le proprie energie e essere più remissivo.

Far convivere un cane ed un coniglio non è impossibile. La natura ha stabilito che il cane fosse predatore e il coniglio preda, ma addomesticando entrambi e privandoli del proprio habitat abbiamo la possibilità di modificare in qualche modo quello che ha stabilito la natura e di permettere una convivenza non solo pacifica, ma che a volte va oltre l’immaginazione.

Quando un animale ti cambia la vita

“All’inizio con John desideravo avere una famiglia, ma non mi ero ancora resa conto che, da quando ci sei stato tu, noi eravamo già una famiglia”.  [Dal film Io e Charlie]

Accogliere un animale in famiglia, di qualunque specie esso sia, vuol dire iniziare una nuova vita, stravolgere tutti i piani. Non è solo una responsabilità. Un animale ti cambia il modo di vedere le cose, ti cambia il modo di pensare. Ti rende un po’ più vecchio, più empatico, forse apprensivo, ma sicuramente responsabile.

Smetti di pensare ad uno. Inizi a pensare a due. La percezione della realtà, di tutto ciò che ti circonda diventa differente.

Aprire la porta di casa ad un nuovo membro peloso significa aprire il proprio cuore ad una nuova vita, significa iniziare a creare in qualche modo una famiglia.

Non è semplice. Anzi è tutto l’opposto. Credi di essere pronto, di essere preparato. Ma nessuno ti spiega di quanto sia difficile concentrare le tue energie per quel nuovo membro della famiglia. Nessuno ti racconta di quanto sia difficile farsi ascoltare e dimenticarsi a volte anche un po’ di se stessi. Non c’è un manuale per questo, non lo trovi scritto da nessuna parte. E non potrai mai scegliere il carattere di chi ti accompagnerà per il resto della sua vita.

Ogni animale insegna in modo differente qualcosa, ogni specie animale può condizionarci la vita.

La mia è cambiata radicalmente con l’arrivo di Bea, la mia cagnolina.

Marzo 2017, dopo pochi mesi dalla prima esperienza di vita in appartamento da sola, a 25 anni, mi sono accorta che non bastava essere circondata da una coniglietta e due porcellini d’india, avrei voluto accogliere nella mia vita anche un cane. Così, un po’ per curiosità, un po’ per desiderio, ho iniziato a visionare gli annunci di cuccioli in cerca di casa. Volevo che fosse anche una sorta di progetto assieme al mio ragazzo, che anche se non viveva con me, avrebbe potuto insieme a me prendersi cura di una vita, Con tutto ciò che comporta, le responsabilità e le gioie.

Sapevo bene che sarebbe stato ancora troppo presto per prendere un impegno del genere, mi ero trasferita da poco ed avrei dovuto rientrare prima nelle spese economiche e nella gestione della casa e poi avrei potuto dedicarmi ad un progetto simile.

Poi un giorno, per semplice curiosità, Dopo aver letto un post su Facebook di questi due cuccioli in cerca di casa, contatto l’associazione-come avevo già fatto in passato- per qualche informazione. In meno di mezz’ora ero già al telefono con il volontario che stava gestendo questa adozione, che sentendomi parlare così bene delle associazioni e della gestione del coniglio, mi ha chiesto di venire a vedere questi cucciolotti in un ambulatorio veterinario dopo circa due giorni.

31138095_1638870632829342_793729511286898688_o

Presa dall’entusiasmo vado, interessata alla femminuccia. Arrivo con largo anticipo accompagnata dal mio ragazzo, abbastanza incerto su quello che stava per avvenire. Questa cucciolotta tonda come un orsetto mi viene messa in braccio. Il cuore si scioglie. Non esistono più difficoltà economiche o viaggi. Lei cerca casa, ha il visino triste  (probabilmente perché separata dalla mamma) ed io non riesco a staccarmi da lei. La porto a casa.

Nel tragitto mi vomita addosso e sui sedili dell’auto. Io, che non ho davvero mai avuto tolleranza per queste cose, sorrido, e porto a lavare l’auto. La tengo in braccio. Dorme ed è immobile. Dorme perfino dal veterinario dove la porto immediatamente per una visita di controllo. Dorme perfino alla festa di mio nipote di pochi anni che festeggiava con tutti i bimbi. E persino a casa di mia cognata alla festa a sorpresa che più tardi le aveva organizzato mio fratello.

Ero in una sorta di stato di trans. Non capivo nulla. Sapevo solo che quella cagnolina ancora senza nome mi faceva sentire (nonostante l’odore che mi aveva regalato appena presa) come quando il giorno di Natale arriva Babbo Natale e tu scarti i regali, proprio quelli che avevi richiesto. La prima notte ho ceduto. Ha smesso di dormire ed ha pianto, tanto. L’avevo chiusa in cucina, come mi avevano consigliato. Ed alla fine, a metà nottata , anzi forse dopo pochi minuti, poiché piangeva, ho dormito sul divano con lei, che durante la notte mi aveva anche rubato le coperte (nonostante avesse la sua).

Le prime notti sono state tremende. Piangeva, ululava, abbaiava. Ed io dormivo su un divano di pelle vecchio e scomodo. Non ricordo quando ha smesso. Forse mai. Ricordo che ho iniziato io a sentire la musica a tutto volume per non sentirla piangere e nel frattempo tremavo nel letto sapendo che piangesse così forte. Ma non potevo alzarmi. Avevo bisogno di dormire e non solo per lavorare il giorno Dopo, ma anche perché doveva imparare. Quando andavo a lavoro si piazzava davanti alla porta e riusciva sempre ad infilarsi fuori con me. Ogni mattina la stessa storia. Dopo tre o quattro tentativi di andare via , Quando finalmente riuscivo, piangeva così forte che mi sembrava di sentirla ancora mentre ero già in macchina, Forse per tutto il tragitto.

Ha imparato subito ad utilizzare la traversina. Ma la mattina non riuscivo a muovermi perché si aggrappava ai piedi o ai pantaloni. Non capiva i no. Non mi rispettava. Abbaiava tutta la notte. Mi svegliava ad ogni ora. Mi ha distrutto qualunque cosa. Ha divorato 200 euro lasciati lontani dalla sua portata. Quando provavo a lavare a terra si aggrappava alla pezza. Ero distrutta. L’ho fatta seguire dall’addestratrice. L’ho portata all’asilo per cani. Abbaiava a chiunque.

Mi saltava addosso. Una mattina mi sono svegliata e l ho ritrovata con la traversina in mille pezzi, bisogni ovunque e il cuscino del divano senza piume. E lei era lì che mi fissava con la lingua da fuori e sorrideva quasi. Ed io sveglia all’alba e con la febbre. Ho pensato di non farcela. Di non farcela perché ero sola a gestirla. Ho pensato di non poter essere abbastanza per lei.

Ho pensato che avrebbe avuto bisogno di più compagnia, di una famiglia, di un giardino. E mi sono quasi arresa. Poi, le ho dato tempo. Le ho dato il tempo di crescere, di rispettarmi  (almeno un po’), di imparare a capirmi. E L’ho accettata. Ho accettato il  suo carattere prepotente ed esuberante. Ed è rimasta monella, ma adesso mi ascolta. La notte non piange. Dorme in camera con me nella sua cuccia, E anche se non dormisse nella stessa camera , non piangerebbe. Quando esco di casa lei esce dalla camera da letto cosicché possa chiuderla e si va a mettere nella cuccia in cucina, pronta ad aspettarmi. E quando torno è una gran festa.

Non è scontrosa con tutti i cani, solo con chi decide lei. Lo stesso vale per le persone. Ha ancora un gran vocione ed abbaia , ma è il suo modo per proteggermi. Ora siamo io e Lei, e non sono più io che ho un cane, ma lei che è parte di me. La mia famiglia non è iniziata con Bea, ma la mia vita è sicuramente cambiata con lei. Ho imparato ad avere pazienza e ad essere tollerante .

zooplus.it

Ho imparato ad accettare chi non è come vorremmo Noi. Nel weekend, poiché lavoro in settimana, organizzo sempre qualcosa PER LEI: il parco dove ha i suoi amici, il mare dove le piace correre e nuotare o qualche passeggiata in giro da qualche parte. Non è stato semplice. Non lo è neanche adesso, ma in modo diverso. Prima non era semplice perché era un cucciolotto un po troppo iperattivo, ed io ero sola e alle prime armi. Ora invece, è difficile perché penso in due. Qualunque cosa mi tenga lontana da Lei, oltre al lavoro, per me significa avere il pensiero costante di come stia o cosa stia facendo. Qualunque risorsa economica è mirata a lei. Quando esco torno sempre con qualcosa per lei. Ormai non sono più sola, siamo in due.

È difficile credere alle parole raccontate. Solo chi l’ha provato può realmente capire di cosa stia parlando. Dicono che i figli ti cambiano la vita. Io non posso ancora saperlo. Un animale, un cane, ti segna profondamente. Mi arrabbio con chi non riesce ad apprezzarla come me, e la prendo quasi sul personale. Certo, sarebbe stato semplice se fosse stata buona, tranquilla, ma non sarebbe stata Bea, e la mia vita non sarebbe cambiata così tanto.

La casa non è casa senza lei. La mia vita non sarebbe la stessa.

“Un cane non se ne fa niente di macchine costose, case grandi o vestiti firmati. Un bastone marcio per lui è sufficiente. A un cane non importa se sei ricco o povero, brillante o imbranato, intelligente o stupido, se gli dai il tuo cuore lui ti darà il suo. Di quante persone si può dire lo stesso? Quante persone ti fanno sentire unico, puro, speciale? Quante persone possono farti sentire… straordinario?” [Io e Charlie]