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AAA conigli cedesi, regalasi, svendesi….insomma fate come volete, ma per loro qui non c’è più posto

L’empatia è definibile come la capacità di mettersi nei panni dell’altro, di assumere il suo punto di vista per comprendere cosa egli provi in uno specifico momento e, quindi, cercare di capire anche quali siano le motivazioni di alcune sue scelte.

Fin qui diciamo che il discorso fila, anzi non fa una piega e sembra anche un concetto molto semplice da mettere in pratica. Iniziano, però, a crearsi delle piccole increspature, che con il tempo diventano poi delle onde insormontabili, nel momento in cui si deve affrontare uno dei momenti più difficili della giornata di un volontario: l’apertura quotidiana della mail e la lettura delle sempre più numerose proposte di cessione, che quotidianamente arrivano.

E qui la situazione inizia davvero ad oscillare, facendoci sobbalzare tra stati di rabbia omicida e di puro sgomento, fino a vere e proprie manifestazioni isteriche, dettate dall’assurdità dei messaggi, che siamo costretti a leggere, e dal senso di frustrazione e di impotenza, che sempre più spesso ci pervade: “Cedo il mio coniglio perché cambio casa e nella nuova non c’è spazio anche per lui!”. Scusa? Ma di che spazio stiamo parlando? Un coniglio deve stare libero in casa, quindi calpesta il tuo stesso pavimento e come hai spazio per te, lo devi necessariamente avere anche per lui, è una questione di fisica e non un gioco di magia o di incastri.

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Devo lasciare il mio coniglio perché lavoro e non me ne posso occupare!” Credo che tutti lavoriamo – pensa che noi facciamo anche volontariato! -, ma troviamo tempo anche per altro, se no saremmo una società di automi alienati no? E poi lavori da oggi forse? No spesso da tempo, solo che improvvisamente non si ha più tempo…

Ma andiamo avanti ancora: “Vi chiedo di prendervi il mio coniglio perché sono diventata allergica!” e questa è la scusa più gettonata, ci tengo molto a dirlo per tutti coloro che non sono addetti ai lavori, ebbene sappiate che le allergie ai conigli, ai cani, ai gatti, ma anche alle tartarughe o ai pesci rossi sono all’ordine del giorno! A chi lo dici che sei allergica, pensa che io stessa sono allergica anche al fieno e come me diversi altri volontari lo sono, ma riusciamo a sopravvivere malgrado tutto e poi te ne accorgi dopo magari quattro o cinque anni, che vivi con lui?

Diciamo che potrei andare avanti per pagine e pagine, ma credo che un’idea della situazione ce la siamo fatta tutti quanti no?

E da qui poi la rabbia sale quando, nella seconda parte della mail, si passa alla descrizione del proprio animale – ossia lo stesso che si sta in qualche modo abbandonando – e se ne fauna descrizione intrisa di elementi di pietismo, frammisti a lodi ed esaltazione della bellezza e della bontà del soggetto, quasi fosse uno spot pubblicitario creato appunto per indurre il consumatore (che sarebbe sempre lo sventurato volontario) all’acquisto della merce (che poi altri non è che l’altrettanto sfigato coniglio).

E’, ormai, una guerra quotidiana: volontariato contro il resto del mondo incosciente, che non ha ancora imparato che un animale è un essere senziente e come tale va trattato e rispettato. E, per quanti conigli riusciamo a sistemare, ebbene altrettanti, ma direi molti di più, ce ne segnalano.

Ora vorrei solo invitare ad una riflessione tutti quelli che si siedono davanti alla tastiera e con infinita leggerezza ci scrivono che vogliono dar via quel piccolo amico a quattro zampe, che, ignaro di tutto, magari nel frattempo sta giocando vicino alle loro gambe e li sta guardando, incuriosito e in attesa di coccole. La mia domanda è: ma presa una decisione del genere, poi come fate a dormire tranquilli la notte? Avete una minima idea del trauma, al quale state sottoponendo il vostro coniglio, nel momento in cui lo sfrattate dalla sua casa per affidarlo a degli estranei? Vi siete mai fermati a riflettere, almeno per un secondo, rispetto a quanta sofferenza prova un animale, quando improvvisamente viene sradicato da dove sta e deve ricominciare necessariamente tutto dal principio in un nuovo ambiente? Nuovi odori, nuovi rumori, nuovi compagni di viaggio, nuovo tutto e per una preda tutto ciò è fonte di stress inesauribile.

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Noi ce lo chiediamo ogni giorno, ci poniamo mille domande, soprattutto quando ci troviamo di fronte a quei trasportini, affidatici con tanta leggerezza, all’interno dei quali scorgiamo due occhi terrorizzati, che non sanno ancora che cosa sta succedendo.

Quindi noi lo sappiamo bene cosa succede e ce lo continuiamo a ricordare ogni giorno quando, chiusa finalmente quella maledetta mail, passiamo poi a dar da mangiare o a dispensare coccole a quegli stessi animali, che solo poco prima una casa loro l’avevano e che, invece, ora sono dei clochard.

Clochard in casa nostra o anche nei nostri negozi (eh si ci sono anche volontari che mettono disposizione il proprio posto di lavoro pur di accogliere un animale ceduto), quindi amati e curati, ma comunque senza più la loro vecchia famiglia e i loro punti di riferimento.

E così, ogni volta, ricominciamo a scrivere in qualche modo la storia di ognuno di loro: nuova adozione, inserimento, spostamenti vari…insomma un processo lungo ed articolato, che richiede tempo ed energia costante (tralascio la parte delle risorse economiche, per non aprire un altro baratro, da cui poi sarebbe difficile risalire, anche perché, il più delle volte, gli animali ceduti non sono né sterilizzati, né vaccinati!).

Eppure, malgrado questo bollettino di guerra, il volontario non molla, continua ad illudersi che un mondo migliore sia possibile e, quindi, rimane fermo là tra computer, recuperi e giri vari per far sì che queste piccole creature possano trovare un po’ di pace e di serenità.

Spesso, leggendo i messaggi della nostra chat whatsapp, penso che siamo come tante formichine impazzite ed organizzate al tempo stesso: corriamo, trasportiamo macigni anche essendo minuscoli, non ci fermiamo di giorno e di notte, ma alla fine qualche successo a casa lo portiamo.

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In definitiva quindi dire che una vita non si compra (tra l’altro va anche detto che molti di questi animali ceduti vengono da allevamenti, quindi si è anche sostenuto un costo – e che costo! – per averli) è riduttivo, ma dire che non si abbandona è doveroso ed eticamente corretto.

Non me ne abbia a male chi per motivi davvero gravi è stato costretto a separarsi del proprio coniglio; queste poche righe non intendono in alcun modo essere un giudizio, ma, bensì, una semplice riflessione ad alta voce, che volevo condividere con tutti i volontari. E, poi, come si dice? Ognuno risponde alla propria coscienza e ognuno poi attenderà quel che è il proprio karma.

Alla fine di ogni giornata, comunque, in genere qualche coniglio lo abbiamo sistemato, ma il domani è sempre in agguato e la mail sta là, pronta con nuove segnalazioni. Sarebbe bello ogni tanto anche essere invasi da richieste di adozioni, tutte pronte là, con la stessa identica energia delle cessioni, anche adozioni a distanza non importa…Sogni, sogni, ma mentre andiamo a dormire e come ultima cosa facciamo una carezza ad uno dei tanti conigli recuperati e lo guardiamo negli occhi, ci diciamo: “Che male c’è? I sogni non costano nulla ed aiutano a vivere meglio! Dormi piccolino che ormai sei al sicuro….Buonanotte!”.

RICORDIAMO A TUTTI CHE I CONIGLIETTI QUI IN FOTO CERCANO CASA

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Un coniglio è per sempre

Un coniglio è per sempre anche quando devi andare in vacanza, perché un posto per lui puoi sempre trovarlo, portandolo con te in strutture idonee (e ce ne sono tantissime al giorno d’oggi) o chiudendo aiuto ad un pet sitter (ne abbiamo molti bravi e preparati, basta contattarci e avrai subito dei nominativi).

Un coniglio è per sempre anche quando devi cambiare casa, perché non è parte del mobilio, ma è una vita e non occupa neppure tanto spazio, quindi nel momento in cui vai a cercare una nuova sistemazione, devi già pensare ad una dimora che possa ospitare anche lui, in quanto a tutti gli effetti membro della famiglia.

Un coniglio è per sempre anche quando ti nasce un bambino, perché non è una tigre feroce, ma solo un coniglio, per cui può avere una convivenza più che felice con il nuovo arrivato in famiglia. La scusa della scarsità di spazio ci ha abbastanza stancati e poi non è neppure originale. sai quanti l’hanno già usata prima di te? Che farai, se no, all’arrivo del tuo secondo figlio? Darai via il primo perché non hai sufficiente posto in casa?

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Un coniglio è per sempre anche quando ti spuntano all’improvviso strane allergie, perché le allergie non sono mai un fulmine a ciel sereno ed è abbastanza singolare che in un soggetto si manifestino così, improvvisamente e magari dopo anni di convivenza, ma guarda caso proprio all’approssimarsi delle vacanze estive, della nascita di un figlio e di tantissime altre improbabili scuse, alle quali davvero siamo diventati allergici tutti noi volontari.

Un coniglio è per sempre anche quando va nutrito, curato e sterilizzato, perché non è un pupazzo di pezza, quindi, esattamente come te, mangia, beve, può ammalarsi e questo richiede impegno, costi economici e, a volte, anche sacrifici. Di conseguenza è bene che tu valuti attentamente tutto ciò prima di prenderne uno.

Un coniglio è per sempre anche quando tuo figlio si stanca di averlo come “giocattolo” e preferisce passare ad un cane o a un gatto (povere creature, che non sanno che fine faranno anche loro!), perché sta a te educarlo al rispetto della vita.

Insomma non è che ci sia molto altro da dire ancora. Un coniglio (come qualsiasi altro animale) è per sempre e se non te la senti di prenderti questa responsabilità, lascia stare. Nessuno ti costringe ad adottare un animale (tralascio la scelta del comprarlo, perché altrimenti non finiamo più con le disanima della scarsa se non nulla eticità della scelta), ma tutti possono condannarti se non te ne prendi cura o lo abbandoni.

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La vita non si compra e non si cede e questo non ci stancheremo mai di dirlo.

Mai come in questo periodo ci stanno arrivando richieste di “cessioni” per i motivi più disparati: da conigli descritti come pittbull morsicatori e, quindi, ingestibili a conigli untori di allergie e infelicità.

Ecco a tutto ciò abbiamo deciso di dire BASTA!

E se ancora non ti abbiamo convinto rispetto al fatto che un coniglio è per sempre, allora, scusa, ma davvero sei capitato nel posto sbagliato e qui spazio per gente come te non ce n’è e non abbiamo alcuna intenzione di trovarne.

Un grazie a chi adotta consapevolmente, a chi aiuta, a chi omaggia la vita e la rispetta, perché solo tutto ciò dà un senso al nostro agire quotidiano.

P.S. i conigli che vedi in foto sono tutti in cerca di casa e sai perché? Perché molti altri prima di te ancora non hanno capito che un coniglio è per sempre.

 

 

L’immoralità dell’abbandono e l’illogicità del ricatto

Abbandonare un animale è già, di per sé, una scelta immorale, dal momento che viola l’etica umana del prendersi cura e del tutelare un’altra vita.

Ma se all’abbandono uniamo anche il ricatto, ecco qui davvero si superano i limiti della decenza.

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Se non è ancora chiaro ciò che sto dicendo, provo a spiegarlo più semplicemente.

In genere inizia così: una telefonata (rara, perché ci vuole coraggio per reggere il confronto con l’altro, anche se c’è un cellulare a fare da protezione) o un messaggio nella nostra pagina facebook (molto più frequente perché i mass media ci hanno insegnato che la platealità porta a risultati migliori, che contengono sempre le solite scuse.

La più gettonata è: “Sono diventato improvvisamente allergico al pelo degli animali (non importa se sia un cane, un gatto, un coniglio tanto, ormai, le allergie dilagano e sembrano andare per la maggiore come alibi), quindi non posso più tenere il mio coniglio“.

Qui, se ancora la grettezza e la pochezza della frase-scusa in sé non bastassero, alcuni tentano per rincarare la dose la strada del pietismo, aggiungendo anche un freddo e poco credibile “A malincuore, ma devo proprio darlo via” e poi, come asso nella manica, ancora da giocare in una partita di poker, in cui il bluff è tutto, fanno scattare il ricatto: “Perciò o venite a prendervelo immediatamente o lo metto in strada!“. Fine della storia e da qui la palla passa a noi come associazione.

La seconda scusa, ben nota a tutti i volontari, è poi: “Domani devo partire e non posso portare con me il coniglio, perciò o lo prendete voi immediatamente (da evidenziare l’immediatamente che è tra il ridicolo e l’irritante) oppure lo devo lasciare in strada“.


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I più furbi tentano anche la via della manipolazione adulatoria, con un “So che siete l’associazione più seria che esista e che non lascereste mai in strada un povero coniglio“.

E qui avete perfettamente ragione: siamo seri e non lasceremmo mai in strada un coniglio, né nessun altro animale, ma vanno fatte alcune precisazioni essenziali.

Intanto l’abbandono è un reato! Quindi se chi chiama afferma di voler abbandonare il proprio animale e lo fa, ecco noi lo denunciamo e, avendo anche un corpo di guardie zoofile, davvero non possiamo soprassedere di fronte a tali affermazioni.

Inoltre, vorremmo far presente a tutti quelli che tentano il ricatto in questo modo, che non siamo un servizio di pronto intervento, né tanto meno un pronto soccorso. Non abbiamo a nostra disposizione Villa Borghese o Villa Pamphili come parco, per sistemare tutti i conigli, che ci chiedete di prendere, ma siamo noi che – come volontari -, apriamo le porte delle nostre abitazioni per rispondere alle viarie emergenze e, come credo sia facile immaginare, al momento siamo stra pieni.

Pertanto, soprattutto di fronte ai ricatti diciamo NO!

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E’ troppo facile e comodo prendere un animale, per poi pensare di scaricarlo a qualcun altro, quando diventa di troppo. Semplice così, fin troppo.

E tentare di far leva sui sensi di colpa dei volontari, è un gesto ancor più ignobile del precedente.

Da tempo abbiamo imparato, tra una lacrima ed una fitta al cuore, che non possiamo salvare tutti. E non possiamo farlo perché non abbiamo i mezzi economici per farlo, né gli spazi necessari per ospitare, né le forze, né il tempo materiale. Dedichiamo ogni attimo libero alla cura degli animali e lo facciamo nel migliore dei modi possibili con amore ed onestà.

Ecco perché siamo stanchi dei ricattatori dell’ultimo istante, quelli che pensano che la vita di un animale sia un oggetto, che si butta via quando non serve più.

A tutti voi vogliamo donare un consiglio: compratevi dei peluche (anche se questi potrebbero causare allergie proprio come i conigli e gli altri pet), scegliete dei passatempo più salutari (ad esempio correre all’aria aperta è dimostrato che ossigena il cervello, quindi magari unite l’utile al dilettevole), pagate uno psicologo piuttosto che raccontarvi di essere buoni prendendo degli animali.

Insomma fate qualsiasi cosa non arrechi danno ad altri esseri viventi e, soprattutto, tentate di cambiare, perché non solo il mondo non ha bisogno di gente come voi centrata solo su se stessa, ma noi volontari siamo stanchi di raccogliere i cocci delle vostre distruzioni. 

Il coniglio che vedete in foto è il nostro ultimo recupero: ecco quello a cui siamo costretti a rispondere quasi ogni giorno. Dire no è impossibile, ma non necessariamente così scontato!

A Pasqua fatti un regalo, non regalare un coniglio!

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Arriva Pasqua e come ogni anno il regalo più diffuso assieme ovviamente alle uova di cioccolato è quel simpaticissimo microscopico coniglietto comprato in un negozio di animali con maxi offerta CONIGLIO+ GABBIA + MANGIME a soli 30 euro.

Così abbiamo deciso di elencarvi 7 validi motivi per i quali non sia opportuno acquistare un coniglio come regalo pasquale.

1 Gli animali non si regalano, mai. Non possiamo realmente conoscere le esigenze organizzative ed economiche della persona che lo riceverà in regalo. Inoltre accogliere un animale in casa comporta un impegno non indifferente e chi prende questa decisione dovrebbe avere la possibilità di scegliere liberamente;

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2 Il coniglio non è un animale da gabbia. Ha bisogno di spazi ampi e sicuri, e con il tempo crescerà. Chi lo acquista è sicuramente all’oscuro di questa informazione fondamentale;

3 Gli animali non si comprano, soprattutto non nei negozi. Questo non solo perché ci sono molti cuccioli in cerca di casa, ma anche perché il negoziante difficilmente può garantirci la provenienza di quell’animale o le ipotetiche malattie genetiche e non. Le associazioni invece non si occupano solo di sistemare animali in cerca di casa, ma possono garantirci quale sia lo stato di salute al momento dell’adozione;

4 Pasqua è davvero molto vicina all’estate, e questo equivale quasi sicuramente ad un abbandono. Dovremmo permettere a quella persona di essere libera di decidere se andare o meno in vacanza, dove e con chi. Regalare un coniglio a Pasqua (e un animale in generale) non è una forma di altruismo, semmai di egoismo. Costringiamo, infatti, quella persona a non essere libera nelle proprie scelte, gli condizioniamo la vita. Inoltre scegliendo un altro regalo evitiamo che un piccolo animale senza alcuna colpa si ritrovi ben presto per strada o nel migliore dei casi che parta la disperata telefonata ad un associazione magari proprio poco prima dell’estate affinché si possa trovare un’altra sistemazione urgentemente;

5 Le offerte, almeno la maggior parte -si sa- sono sempre una fregatura. Vi regalano un mangime non adatto al coniglio e nocivo che praticamente potreste gettare direttamente a meno che non vogliate ritrovarvi in breve tempo senza più coniglio. Vi danno una gabbia di cui ovviamente il coniglio non ha bisogno perchè deve vivere libero, ed un animale quasi sicuramente non sano. Al costo di 30 euro non avete avuto nulla in omaggio, semmai avete fatto girare l’economia e buttato un pò di soldi;

6 Regalare un coniglio a Pasqua non è affatto originale, semmai banale e scontato. 

7 I conigli della Lindt sono meno impegnativi e sicuramente molto più buoni;

Quest’anno regalatevi una Pasqua alternativa. Non conformatevi alla massa, distinguetevi. Fate la differenza.

E se proprio non potete farne a meno, ecco come regalare un coniglio in maniera originale: adottandolo a distanza! Basterà inviare un’email ad adozioni@amiconiglio.it ed un volontario dell’associazione ti spiegherà in quale modo tu possa prenderti cura di un coniglio a distanza.

Buona Pasqua a tutti!

Quando la situazione sfugge di mano: storie di abbandoni e delle loro conseguenze

AMICI

Forlì, Emilia Romagna, Ottobre 2017: mattanza dei conigli nel parco urbano Franco Agosto.

Sciacca, Sicilia, Febbraio 2018: uccisione di più di trenta cani.

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Fonte: Forlì Today

E’ accaduto a Forlì alcuni mesi fa. Qualcuno lo avrà dimenticato, altri invece neppure conoscono la vicenda. Il 24 Ottobre 2017 iniziava la mattanza dei conigli nel parco urbano F.Agosto. Il parco, già a partire dal 2012 , si era visto sommerso da una quantità enorme di conigli, molti dei quali affetti da mixomatosi. La mixomatosi è una malattia mortale per il coniglio e trasmissibile solo da specie a specie, né ad altri animali, né agli esseri umani. Nonostante ciò è una malattia per la quale non vi è alcun tipo di rimedio e i conigli affetti non sono curabili. Il parco non solo è stato “sommerso” dai conigli perché – ricordo per chi non lo sapesse – questa è una specie animale che raggiunta la maturità sessuale (dai tre mesi circa) è pronta costantemente all’accoppiamento, ma in breve tempo da molti soggetti malati. Non sono servite petizioni, riunioni di associazioni, manifestazioni, articoli, proteste, o controproposte. La decisione finale è stata quella di agire nel più breve tempo possibile (nonostante la situazione si fosse presentata già ormai da diversi anni, parliamo del 2012), eliminando da ogni punto di vista il problema con l’abbattimento dei conigli dichiarati infetti, la numerazione e l’isolamento dei conigli “apparentemente” sani.

Ed è quell’apparentemente che ci dovrebbe spaventare. Ma non solo. Vietate le riprese di video e foto da parte dei rappresentanti di associazioni animaliste. Alcuni mesi prima, in data 18 Luglio, si era tenuto l’ultimo tavolo tecnico al quale parteciparono Comune, Associazioni animaliste e Asl. Nonostante ci fosse la partecipazione di alcune associazioni no profit, pronte ad offrirsi per risolvere il problema in maniera differente, la decisione finale non ha previsto una strategia diversa e meno cruda.

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Fonte: Tg Com 24

Succede a Sciacca, in Sicilia, in provincia di Agrigento, lo scorso Febbraio, l’uccisione di una trentina di cani randagi morti per avvelenamento da cibo, le cui carcasse sono state ritrovate ai margini delle strade. Non è stato possibile comprendere chi possa essere stato l’artefice di ciò. Forse qualcuno dall’alto che ha trovato la soluzione più semplice ad un soprappopolamento di cani randagi, o qualche cittadino spazientito ed impauzooplus.itrito. Ci sono voluti tre giorni perché i corpi di quei poveri cani venissero raccolti.

Regioni diverse. Specie animali differenti. Ma qualcosa in comune. E’ la mano devastatrice dell’uomo. Quella che ha abbandonato e ha generato questo tipo di situazione. Quella che con ignoranza, superficialità ed egoismo ha ben pensato di intervenire nel modo più semplice: con l’eliminazione, nel minor tempo possibile, del problema. Un problema che non avrebbe avuto modo di esistere se l’uomo non l’avesse generato.
Il massacro. Ecco cosa hanno in comune.

Ci sarebbe voluto un tempo eccessivo per analizzare singolarmente già a partire dal 2012 ogni singolo coniglio del parco di Forlì e comprendere realmente quali soggetti fossero allora sani o quantomeno curabili, e per quali invece ormai non ci fossero più speranze. Un tempo, una volontà e dei costi che per un essere animale non possono essere impiegati. E se qualcuno avesse avuto modo di riprendere l’accaduto con foto o video la situazione sarebbe sicuramente degenerata, perché quale uomo di fronte alla prova di ciò che ha causato la propria mano, resta inerme?! E, adesso che al problema una soluzione si è trovata, chi ci assicurerà che non si ripresenterà una situazione simile? Chi impedirà all’uomo di ABBANDONARE e generare una TRAGEDIA?

I conigli che vivono in natura generalmente non hanno vita lunga (almeno non tutti) perché sono prede e la loro morte è spesso causata da questo. Ma il loro fisico è certamente più forte agli agenti esterni perché parliamo di conigli selvatici. Un coniglio acquistato e quindi probabilmente strappato alla mamma prima dello svezzamento e non pronto, addomesticato, privato del proprio habitat e del proprio ambiente (non importa se per molto o poco tempo) non sopravviverà mai all’ambiente esterno senza ammalarsi. Ed una delle malattie più dolorose e devastanti e sicuramente trasmissibile ad un coniglio non abituato all’ambiente esterno è proprio la mixomatosi. Contagerà in breve tempo qualunque coniglio sano, e potendosi già accoppiare dai tre mesi circa genererà conigli malati e così via.

Non si abbandona, mai! Non si acquista, semmai si adotta. E non lo si fa per gli altri, ma solo per noi stessi,e con coscienza. La vita poi ti riserva sorprese. Un trasferimento improvviso, un’altra città, una sopraggiunta malattia o una disponibilità economica che non c’è più. Allora si cerca chi possa prendersene cura al posto nostro. Una persona fidata, un amico, un familiare, qualcuno che sappia a cosa andrà incontro, o un’Associazione.

Ma tu, che hai abbandonato il tuo coniglietto nel parco urbano di Forlì pensando di donargli nuova vita senza comprendere le conseguenze delle tue azioni riesci a dormire la notte sapendo che una tale strage si è venuta a creare grazie a te?
Sciacca. La responsabilità non è solo del cittadino impaurito (ammesso che siano stati i cittadini) che ha sparso cibo avvelenato. La responsabilità è di chi ha abbandonato, e di chi si è coperto gli occhi e non è intervenuto per evitare che ci fosse un tale sovraffollamento di cani. Alcuni di quei cani erano stati vaccinati e sterilizzati dalle associazioni a proprie spese. Ma le associazioni non sono riuscite ad intervenire per tutti. Nessuno lo ha fatto al loro posto. Così ci hanno rimesso delle vite innocenti.
E tu, che vivi a Sciacca e camminando sei inciampato in uno di quei cuccioli di cui proprio tu ti eri stancato, come ti senti sapendo che a causa tua è successo questo?
Prevenzione. Questa è la parola d’ordine.
La tragedia di Sciacca ha scosso le acque. Parte il piano Randagismo in Sicilia, verranno finalmente sterilizzati i cani randagi.

Non aspettiamo le tragedie, agiamo prima che si creino.