Campagna “A tavola nascono nuovi eroi”…e nei piatti giacciono le loro vittime

 

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Oggi vogliamo fare una riflessione insieme a voi su questa campagna promossa dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali realizzata in collaborazione con l’Ismea. A segnalarcela una lettrice, che segue la nostra pagina facebook e che – esattamente come tutti noi – di fronte a quanto proposto è rimasta tra il basito e l’indignato. 

In poche parole si tratta di una pubblicità volta ad incrementare il consumo di carne di coniglio (con tanto di video ricette all’interno del sito), creata in un momento in cui gran parte del pianeta si sta interrogando sul come riuscire a ridurre la presenza di allevamenti e sta riflettendo relativamente a quanto questi ultimi siano non solo luoghi di tortura e di morte, ma anche principali cause dell’alterazione climatica a cui tutti assistiamo. Tutto sommato, quindi, ottimo tempismo.

Ma partiamo dal titolo della campagna, già di per sè notevolmente inquietante: A tavola nascono nuovi eroi.  Ma cosa ci sarebbe di così tanto eroico nel nutrirsi della carne di un animale, come il coniglio, di per sé inerme, che prima di arrivare in un piatto avrà sofferto e strillato mentre lo macellavano? Cosa ci sarà di altrettanto eroico nel cibarsi di un animale, che è il terzo per presenza nelle nostre case e che sta andando verso il riconoscimento di titolo di pet?

Difficile da comprendere…eppure non siamo persone prive di fantasia!

Inoltre gli eroi, che qui vediamo in foto, sarebbero questi qui? Ma chi li ha scelti come tali? Noi crediamo che gli eroi siano altri, siano coloro che si battono ogni giorno per non vedere più carne nei piatti e che, invece, si ritrovano improvvisamente ad imbattersi in queste brutture, tra l’altro finanziate con i nostri soldi, visto che si tratta di una campagna ministeriale.

Nel sito si ricorda, anche, come la carne di coniglio sia ricca di proteine (e per essere i più convincenti possibili hanno anche messo delle tabelle sinottiche, facendo confronti con altri poveri animali). Peccato che si ometta di dire, però, che quelle proteine non sono affatto le nostre, ma sono le proteine di un altro essere vivente, al quale servivano sicuramente molto più che a noi, che possiamo prenderle da diversi alimenti vegetali. 

Insomma come la guardi la guardi questa campagna è proprio brutta, derisoria nei confronti dei conigli e fortemente anacronistica. Tutto ciò, per chi è un pò dentro al settore, ci fa sorgere, quindi, un dubbio.

Da tempo, ormai, la televisione ci propina improbabili immagini pubblicitarie di vacche felici nei pascoli e di polli e galline, che crescono liberi allevati a terra, quasi contenti di finire tutti nei nostri piatti.

Prima non si erano mai viste delle pubblicità del genere. Sarà forse un indicatore del fato che il consumo della carne sta calando e che le industrie legate a questo settore sono in crisi? In alcuni supermercati i reparti macelleria stanno chiudendo e questi sono fatti e non parole… Il numero di vegetariani e vegani sta aumentando e anche questi sono fatti e non parole, quindi forse gli eroi non sono su un aereo, ma ben ancorati a terra e, se pur con grande fatica, stanno facendo la loro parte.

A proposito: il Ministero ci ricorda che relativamente a questa campagna Tutti i diritti sono riservati. Direi state tranquilli, non credo che qualcuno abbia solo la minima intenzione di rubarveli, visto il contenuto esistente. 

Noi i conigli amiamo vederli sì in casa e anche in cucina, ma liberi di correre e incapaci di provare paura, perché sanno di essere al sicuro. Noi, quando incontriamo una vita sappiamo riconoscerla, e non saranno questi eroi a farci cambiare idea. Preferiamo camminare a piedi piuttosto che volare, ma ci teniamo ben stretti ideali e principi e non saranno campagne come questa a fare la differenza, né ora né mai!

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#Givingtuesday 28 novembre 2017 – Per la giornata mondiale del dono regala un sogno ad AmiCOniglio onlus

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– Fiorellina –

Proprio così. Il prossimo martedì 28 novembre sarà il #Givingtuesday, ossia la giornata mondiale del dono.

Un’occasione per fermarci un attimo a riflettere sull’importanza vitale della solidarietà e della condivisione, in particolar modo per quello che riguarda il Terzo Settore e, quindi, le organizzazioni no profit, come la nostra.

Forse non tutti sanno che Amiconiglio essendo una onlus, ossia avendo la qualifica giuridica di Organizzazione No Lucrativa di Utilità Sociale, è un ente no profit a tutti gli effetti. Non riceviamo sovvenzioni o finanziamenti per quanto facciamo, ma ogni attività è resa possibile soltanto grazie alle donazioni che riceviamo, alle quote di tesseramento dei nostri soci e alle vendite, che vengono effettuate nel corso di manifestazioni ed eventi vari.

Per noi, dunque, il Givingtuesday rappresenta la giusta occasione per ringraziare tutti coloro che, a vario titolo, ci supportano e ci aiutano ogni giorno con i recuperi, gli stalli, le adozioni, il pagamento delle cure mediche e delle sterilizzazioni.

Ma è anche l’occasione per rinnovare il nostro appello di aiuto, perché il numero di conigli abbandonati o ceduti aumenta sempre più e le spese da sostenere sono davvero numerose.

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– Lola –

E’ possibile aiutare Amiconiglio in tantissimi modi. partiamo dal più semplice e veloce, che è quello di sostenerci condividendo gli appelli, che pubblichiamo sulla nostra pagina facebook. Può sembrare una cosa superflua, ma in realtà proprio dagli appelli passa la nostra principale possibilità di trovare casa a questi piccoli amici a quattro zampe.

Potete poi aiutarci con gli affidi, ossia ospitando per brevi periodi di tempo presso la vostra abitazione tutti quegli animali recuperati, in attesa di adozione. Un sostegno per noi fondamentale, anche perché spesso le case di tutti noi volontari sono piene e non sappiamo davvero più dove sistemare altri piccoli amici.

Ovviamente un aiuto ancora maggiori ci viene dalle adozioni, ma attenzione ricordatevi sempre che prendere un animale con sé è un impegno per sempre, quindi bisogna pensarci sempre almeno 100 volte prima di fare un tale passo, poi è indispensabile informarsi sulle reali necessità dell’animale, che si vuole adottare e – una volta ponderate tutte le diverse questioni – allora  e solo allora,si potrà procedere all’adozione.

Altro aiuto di grande rilievo ci proviene, poi, dalle donazioni o dalla scelta di devolvere il 5 per mille alla nostra associazione.

Per le donazioni potete utilizzare l’ iban: IT 19 N 02008 05264 000010997422 o anche la paypal: info@amiconiglio.it. Per il 5 per mille il codice da inserire è il seguente 97498280581.

Infine, se siete delle aziende o degli artigiani o semplicemente persone creative vicine alla nostra mission, potete sostenerci anche creando per noi dei piccoli manufatti, donandoci dei prodotti o sponsorizzando (anche piccole cose per noi fanno, comunque, la differenza), i nostri eventi.

Se volete saperne di più o aiutarci concretamente potete inviare una mail all’indirizzo direttivo@amiconiglio.it oppure lasciare un messaggio qui nel blog. 

Un grazie di cuore a chi ci aiuterà e a chi ogni giorno crede in noi.

Importante: i coniglietti, che vedete nelle foto, sono tutti in cerca di casa, quindi hanno bisogno dell’aiuto di tutti noi per le condivisioni e per farli arrivare alla giusta bacheca.

Angora, ecco cosa realmente celano gli allevamenti di questa razza di conigli

Sono, ormai, molte le inchieste condotte negli allevamenti di conigli d’angora, altrettante le denunce e numerose le petizioni per chiedere di chiuderli, ma, al momento, nulla sembra cambiare.

Ieri parlando con una mia amica grafica, per chiederle qualche suggerimento su una possibile campagna a favore dei conigli, mi sono sentita fare la solita domanda: “Ma parli di conigli da carne o di conigli da compagnia?“. Credo che questo sia il nocciolo della questione. Anche mettendo la parola “coniglio” su qualsiasi motore di ricerca su internet, appaiono indifferentemente notizie sui conigli cosiddetti d’affezione, come anche ricette sul come preparare la carne di questi animali.

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Fonte: One Voice

Quindi, benché sia il terzo animale domestico presente nelle nostre case, subito dopo cani e gatti, tuttavia il coniglio ancora trova notevoli difficoltà per essere riconosciuto a tutti gli effetti un pet.

Quando, poi si sposta l’attenzione dai fornelli della cucina agli armadi delle camere da letto, le cose peggiorano nettamente. Infatti, molti ancora ignorano le condizioni in cui sono costretti a vivere i conigli d’angora (tralascio quelli che pensano che l’angora sia una pecora – e non sono pochi -, perché questo la dice lunga sulla nostra attenzione verso il mondo animale!).

Ecco, negli ultimi anni in particolare alcune organizzazioni mondiali, come la PETA o One Voice, hanno condotto delle inchieste all’interno degli allevamenti dei conigli d’angora, diffondendo immagini atroci e chiedendo la loro chiusura, ma nulla sembra per ora cambiato.

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Fonte: One Voice

Per chi, come noi di Amiconiglio, i conigli – come tutti gli altri animali – sono considerati dei membri della famiglia, non è neppure ipotizzabile l’idea di poterli sfruttare per qualsivoglia motivo, ma l’industria redditizia, e non poco, dell’angora non la pensa affatto così.

Sofferenza e morte, dolore e terrore in questi allevamenti sono le parole d’ordine e il silenzio regna solo quando tutto è finito.

I conigli, infatti in queste realtà vivono all’interno di gabbie singole molto strette e prive di pavimentazione e non escono se non nei momenti, in cui viene letteralmente strappata loro la pelliccia con le mani, dopo averli legati ad un tavolo, immobilizzando loro la testa e le zampe posteriori.

Le loro urla strazianti, in quei momenti, riempiono l’aria e il più delle volte questo avviene di fronte agli altri animali, che sono in attesa del loro turno. Tutto ciò’, come hanno mostrato i video realizzati dagli attivisti, crea una situazione di shock in gran parte degli animali, che rimangono bloccati dal terrore.

Chi ha seguito le indagini all’interno degli allevamenti d’angora, come Muriel Arnal, la presidente e fondatrice dell’associazione One Voice, ha testimoniato quanto vissuto in prima persona, con queste parole: “I conigli soffrono, piangono, è inaccettabile. A volte la pelle si strappa quando vengono depilati ogni tre mesi”. 

Parole forti, che arrivano dritte al cuore e lasciano un segno. Proprio come le immagini, che vedete qui e che sono sempre state scattate dagli attivisti di One Voice in Francia, dove l’industria dell’angora ha un fatturato importante e produce circa tre quintali e mezzo di angora all’anno, poi impiegata per la realizzazione di capi di moda o di alcuni filati.

Lo strappo del pelo viene pratico all’incirca ogni tre mesi e, una volta reso il coniglio nudo, lo si fa vivere al freddo, così da accelerare i tempi di ricrescita della pelliccia.

Alla fine del suo ciclo di produzione, in un’età compresa tra i 2 ed i 5 anni, il coniglio viene ucciso (generalmente per taglio della gola) e la sua carne venduta, benché non sia per il mercato di riferimento una carne pregiata, ma solo di seconda scelta.

Oggi circa il 90% degli allevamenti d’angora si trova in Cina, dove c’è scarsa attenzione normativa al benessere animale (basti pensare anche alle fattorie della bile) e qui annualmente vengono uccisi più o meno 50 milioni di conigli d’angora.

Alcune aziende, a seguito delle inchieste portate avanti dalle associazioni e dei video realizzati, hanno deciso nel corso degli anni di interdire la vendita di prodotti d’angora e tra queste vanno ricordate: H&M, Tommy Hilfiger, Next, Marks & Spencer, ASOS, Topshop e Calvin Klein.

Ma molte altre continuano a vendere sciarpe, maglioni, guanti e tantissimi altri capi d’angora. In attesa che la legislazione cambi, quindi, come sempre la differenza dobbiamo farla noi.

E’ importante sempre leggere le etichette di quello che acquistiamo ed imparare a riconoscere le materie prime usate per la realizzazione di qualsiasi capo di abbigliamento. 

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A breve sarà di nuovo Natale, ecco stiamo attenti a ciò che inseriamo nella nostra lista dei regali. Troppo facile, infatti, accarezzare il proprio cane o bearsi alle fusa del proprio gatto e intanto indossare maglioni o altro, che portano in sé solo un’infinita sofferenza.

In fondo la vanità di un accessorio non può mai giustificare qualsiasi forma di violenza, come quella che si può vedere nelle immagini presenti nell’articolo. A noi, in particolar modo, i conigli – come ogni altro animale – piace vederli liberi, felici, capaci di poter interagire con un essere umano senza dover aver paura di lui, e non tristi protagonisti delle nostre tavole o dei nostri armadi.

Leggere un’etichetta richiede pochi minuti e nulla più, ma davvero può fare la differenza, come in questo caso. L’offerta di un prodotto, come ben sappiamo, è sempre dettata dalla domanda, quindi sta a noi contribuire alla riduzione, fino alla scomparsa totale dell’acquisto dell’angora.

Un’ultima considerazione: la scelta di inserire queste immagini non è dettata né dal voler fare sensazione, né, tanto meno, dal mostrare una violenza inutile. Tale scelta è stata da parte nostra voluta per rendere a pieno l’idea di cosa stiamo parlando, affinché i soliti ben pensanti non possano dire una delle tipiche frasi alibi: “Che esagerazione! Da sempre gli animali producono la lana e gli uomini la utilizzano per coprirsi“. Ecco, al di là del fatto che, ormai da qualche millennio siamo usciti dalle caverne, per cui abbiamo anche altri modi per non sentire freddo, in ogni caso qui c’è davvero uno di quei casi di annullamento del rispetto della vita e questo non possiamo in alcun modo tollerarlo, né tanto meno ignorarlo.

“Natalando con un dentone”…così AmiCOniglio quest’anno augura le Buone Feste a tutti i propri amici

IMG-20171109-WA0002Non c’è Natale senza la sua festa e non c’è Natale coniglioso senza il suo evento.

Quest’anno, quindi, tutti noi di AmiCOniglio onlus abbiamo deciso di incontrare i nostri amici nel corso di una cena, che si terrà il prossimo 2 dicembre, alle ore 20.30 presso il locale Legna e Brace, in Via di Mezzocammino, 69 a Roma.

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Una serata speciale, nel corso della quale di sicuro non mancherà il divertimento grazie all’animazione dell’Accadeventi, il buon cibo, rigorosamente vegetariano e vegano, e saranno ancora una volta loro, i nostri piccoli amici a quattro zampe ad essere protagonisti.

Infatti, sarà possibile acquistare tantissimi gadget, nonché lo splendido calendario 2018, che proprio ieri ha visto la nomina ufficiale dei vincitori. E non finisce ancora qui.

All’evento saranno presenti i volontari dell’associazione, che da anni si occupano di conigli, per cui se avete dubbi potrete chiedere loro consigli preziosi su come vivere con una cavia ed un coniglio ed avere una relazione serena (sembra un pò uno slogan di mediazione familiare, ma anche i nostri pet sono parte della famiglia e, a volte, bisogna saper creare delle complicità, esattamente come facciamo con gli altri esseri umani per cui il parere di un esperto non guasta mai).

Ricordatevi che la prenotazione, per ovvi motivi organizzativi, è obbligatoria e va fatta inviando una mail all’indirizzo di posta elettronica: eventi@amiconiglio.it

Il costo della serata è di € 25,00 a persona per gli adulti, mentre i bambini fino a 10 anni pagano € 15,00. L’intero ricavato dell’evento andrà all’associazione per sostenere le spese di cura, di sterilizzazione, di recupero e di stallo dei conigli trovati in strada, ceduti o sottratti a maltrattamento.

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– Scheggia in attesa di adozione –

Per gli amanti dei social, vi ricordo che potete trovare l’evento anche su facebook .

Per questo Natale, dunque, facciamoci davvero un regalo intelligente: sosteniamo chi aiuta altre vite e lo fa, come noi, anche in questo modo. Ma non basta ancora. Non lasciamoci tentare dall’idea di regalare un cucciolo di qualsiasi animale a nessuno: la vita non si compra e, tanto meno, non si vende. Se decidete di accrescere la vostra famiglia, adottate un peloso con la consapevolezza che un’adozione è per sempre!

Noi siamo a disposizione proprio per questo!

 

 

Conosciamo il coniglio più da vicino insieme a Romy Carminati

Quanto realmente conosciamo i conigli e quanto altro ancora abbiamo da imparare su questi piccoli amici a quattro zampe? Proviamo a fare il punto della situazione insieme all’operatrice esperta nell’Etologia delle Relazioni con gli animali, Romy Carminati.

Conoscere un altro essere vivente non è mai un’impresa facile. Facciamo fatica a farlo con chi appartiene alla nostra stessa specie, figuriamoci con chi, invece, è di una specie totalmente diversa dalla nostra.

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Ecco perché, proprio per tentare di saperne un pò di più sui conigli, abbiamo deciso di intervistare Romy Carminati, che da anni opera nel settore del benessere animale – e in questo caso non solo del coniglio -, usando tecniche naturali, energetiche, olistiche e facendo consulenze private, individuali e di gruppo, nonché interventi di formazione per associazioni, che si occupano di diverse attività con gli animali, tra cui anche la pet therapy.

Romy, inoltre, gestisce un rifugio privato, all’interno del quale accoglie conigli di taglia grande e gigante, ex-da reddito, che provengono da situazioni anche di grave maltrattamento o pericolo.

Infine, non è da dimenticare che scrive articoli per alcune riviste e blog di settore ed è autrice del libro Yogurt. Come un coniglio può cambiarti la vita.

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A Romy, quindi, abbiamo rivolto alcune domande, che spesso ci sentiamo fare e sulle quali abbiamo deciso di fare insieme a lei alcune riflessioni.

D: «Secondo la tua esperienza e in base alla tua professionalità, puoi dirci cosa significa oggi vivere con un coniglio? Quanto è difficile? Quali attenzioni richiede questo piccolo amico a 4 zampe e con chi è bene che viva?».

R: «Vivere con un coniglio è un’esperienza meravigliosa, una vera e propria avventura per la quotidianità e per l’anima.

I conigli sono animali affascinanti, pieni di amorevoli contraddizioni, con un’identità, un carattere, una personalità fortissimi.

I conigli sono dei veri e propri insegnanti di vita, ci trasmettono messaggi e lezioni importanti, sono modelli di comportamento: ci insegnano la prudenza; che fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio; che si può archiviare senza dimenticare; che si può sempre offrire e ricevere una seconda possibilità; che ci si può offendere anche per un piccolo sgarbo, ma che si può perdonare facilmente anche una colpa più grave; che si può resistere a (quasi) tutto; che la speranza è davvero l’ultima a morire; che l’amore è fondamentale, come la fiducia e il rispetto; che se non dai non ricevi, ma che se dai ricevi il doppio; che si può amare ed essere amati moltissimo e incondizionatamente pur rimanendo un pochino distanti; che non sono per forza necessari baci, abbracci, stritolamenti e buffetti; che l’amore è fatto di piccole e semplici cose; che a volte le proprie fragilità vanno tenute nascoste per non soffrire o far soffrire chi ci ama, ma che quando ci si scopre e si chiede aiuto, si ricevono un’assistenza e un’amore infinito; che non tutto si può guarire; che a volte bisogna saper lasciar andare.

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Vivere con un coniglio richiede una consapevolezza, un senso di responsabilità e rispetto, sensibilità e qualità empatiche che non tutti hanno, perché il coniglio è una preda, ha un comportamento particolare ed esigenze specifiche, che non tutti sono disposti ad accettare.

Bisogna sincerarsi che in famiglia non vi siano allergie, non essere dei maniaci della pulizia e dell’ordine, non perché il coniglio non sia un animale pulito (al contrario, è pulitissimo!), ma perché come un bimbo piccolo in casa porta divertimento, gioia, ma anche un po’ di scompiglio. Bisogna essere disposti a condividere letti, poltrone e divani, ad avere un piccolo stalker che ti marca stretto quando anche solo pensi di avvicinarti al frigorifero o quando pensi di addentare una mela croccante in santa pace. Bisogna essere disposti ad accettare che sia lui a scegliere dove lasciare i propri bisogni, perché se ha scelto quel punto c’è un motivo anche se noi non lo capiamo, e rispettarlo mettendo in quel punto la sua lettiera. Bisogna essere disposti ad accettare qualche piccola marachella, come un tappeto un po’ rosicchiato, o qualche pipì sulle lenzuola. Può capitare.

Ci sono conigli più teppisti di altri e poi ci sono conigli che non si ammalano mai ed altri che invece sono fragili come passerotti.

Bisogna non pretendere tutto subito, saper osservare e costruire una relazione nel tempo, in silenzio,  perché il coniglio comunica col corpo, non con la voce. E bisogna saper riconoscere tempestivamente se qualcosa non va proprio dal suo comportamento, perché in quanto preda non manifesta facilmente il proprio disagio o malessere.

Bisogna sapere che il coniglio è un animale territoriale, che diventa un po’ il padrone di casa, e che si stressa facilmente, ma che con le giuste attenzioni medico veterinarie e comportamentali si può risolvere tutto.

Bisogna sapere che non è vero che non è un animale adatto ai bambini, ma che sono più i bambini a non essere adatti a lui.

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E’ un animale che convive bene con bambini che hanno alle spalle genitori educati, rispettosi, intelligenti, disposti a seguire i consigli di chi è più esperto e a metterli in pratica.

E’ adatto a bambini cui sono stati e vengono insegnati l’amore libero, non quello soffocante; la pazienza, il piacere di condividere e di giocare, di coinvolgere, di esercitare la fantasia.

Non è certamente per bambini insistenti, annoiati, maleducati, molesti o troppo chiassosi.

E non è particolarmente indicato per quegli adulti che cercano nel coniglietto carino e morbido le attenzioni, la tenerezza, la dolcezza e la realizzazione che magari non trovano come genitori, come mogli o come mariti.

Il coniglio è un animale davvero sconvolgente: tanto semplice, quanto complesso; tanto schivo, quanto affettuoso; che sembra restare in ombra, ma che in realtà sa molto bene quello che vuole e che può ottenere.

Dal punto di vista pratico, vivere con un coniglio non è difficile, una volta che si seguono alcune regole fondamentali e si è disposti a scendere a qualche compromesso, ma è sicuramente sconvolgente sul piano emotivo, e a questo bisogna essere preparati».

D: «Come è iniziata la tua passione per questi animali?».

R: «E’ iniziata per caso. Vivevo ancora con mia madre. Studiavo all’università e desideravo con tutta me stessa un animale da compagnia.

Sono cresciuta in mezzo agli animali, cani per lo più, perché mio padre era educatore cinofilo. Dopo la sua morte, mia madre non ha voluto tenere animali, se non un trio di tartarughe d’acqua e qualche pesce rosso; non erano il massimo dell’interazione per una bambina, prima, e un’adolescente, poi.

Un giorno, una compagna di università mi mostrò la fotografia del coniglietto che avevano regalato alla sua sorella minore e quando seppi che i conigli non vocalizzano granché, scoprii che potevo convincere mia madre ad accoglierne uno. Per puro caso, accettò; ci informammo un poco sui fondamentali e mi capitò di adottare un ariete di un anno da una signora che non poteva più tenerlo. E da quel momento, con Pedro, mi sono innamorata».

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D: «Cosa è cambiato, secondo te, nel corso degli anni nel rapporto uomo – coniglio?».

R: Qualcosa nel corso degli anni è cambiato e progressi se ne fanno ogni giorno, ma per una come me a cui piace ottenere tutto e subito, e soprattutto per loro, che sono i veri protagonisti e – ahimè – le vittime dell’ignoranza, di preconcetti, box mentali e superabili tradizioni, le cose cambiano troppo lentamente.

Ho sempre pensato che sia fondamentale educare le persone, i “proprietari” alla corretta gestione del coniglio, alla consapevolezza che non possono e non devono trattare un cane in un modo e un coniglio in un altro, che se non mangiano il primo, non dovrebbero mangiare nemmeno il secondo, che se amano e fanno vivere libero il primo, devono amare e far vivere libero anche il secondo, e passi avanti ne sono stati fatti rispetto a venti o dieci o cinque anni fa. Ma finché non ci sarà il supporto da parte di enti, istituzioni, governo e legge, finché il coniglio non verrà legalmente riconosciuto e tutelato come pet, anziché come animale da reddito, non si potranno cambiare le sorti dei conigli tanto velocemente e si continueranno ad avere divisioni e schieramenti tra chi li considera meramente cibo, pelliccia o insulsi animali da gabbietta e chi li riconosce come individui senzienti, capaci di affetto, estremamente vispi e intelligenti».

D: «Ci puoi raccontare la tua esperienza? il tuo santuario?».

R: «La mia esperienza si racchiude in due nomi principali: Pedro e Yogurt. Pedro perché è stato il mio primo coniglio; Yogurt perché con lui ho scoperto la mia passione, la mia vocazione, la mia missione ed è nata anche la mia attività. Dopo di loro ne sono venuti e ne verranno altri, ma è stato grazie a loro, a Yogurt soprattutto, che la mia vita è stata letteralmente sconvolta: da onnivora a vegetariana, quasi vegana ormai, ma soprattutto orientata a dedicare la mia vita ai conigli. Oggi ho un sito, AddestrareConigli.it che conta più di 3000 iscritti, che fa sì informazione sul coniglio, ma che soprattutto è dedicato all’educazione/addestramento e alla relazione che si può creare con il coniglio, agli aspetti pratici, ma soprattutto psicologici ed emotivi.

Sono Operatrice certificata nell’Etologia delle Relazioni con gli Animali,  specializzata nella relazione con il coniglio, ufficialmente iscritta all’Albo Ufficiale Nazionale.

Opero nel settore del benessere animale, in questo caso non solo del coniglio, usando tecniche naturali, energetiche, olistiche.

Faccio consulenze private, individuali e di gruppo, ma opero anche nella formazione di associazioni che si occupano di varie attività con gli animali, tra cui anche di pet therapy.

Scrivo articoli sul coniglio per alcune riviste e blog di settore.

Sono attivista per i diritti di tutti gli animali, in particolare quelli più sfruttati dall’uomo, quelli “d’allevamento”.

Offro servizio di pensione estiva e destino il 50% dei ricavi al Santuario di Yogurt, un luogo di libertà e pace, che mi ha ispirato proprio Yogurt con la sua morte, dove accolgo conigli di taglia grande e gigante, ex-da reddito, che provengono da situazioni anche di grave maltrattamento o pericolo, per fargli conoscere cosa significa essere al mondo per essere semplicemente se stessi e fargli vivere il resto della loro vita in libertà e armonia con la natura».

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_ Romy Carminati e Marina Porzia, vice presidente dell’Associazione Amiconiglio onlus –

D: «Quali sono i tuoi progetti futuri?».

R: «Mi piacerebbe fare di più, sia per me stessa, sia nell’ottica di aiutare sempre più conigli.

Ho in mente un paio di libri da pubblicare, ovviamente sul coniglio; non si tratta di romanzi, ma di veri e propri manuali, quindi non posso svelare niente.

E vorrei produrre qualche gadget coniglioso, per sostenere il Santuario.

Sto anche pensando di iscrivermi alla facoltà di veterinaria e specializzarmi poi in animali esotici, per arricchire ulteriormente la mia figura professionale e mi piacerebbe stringere collaborazioni con alcune realtà importanti a livello nazionale per integrare il coniglio nelle loro proposte formative».

D: «Se qualcuno volesse aiutarti come può farlo?».

R: «Il Santuario di Yogurt al momento non è una associazione, ma un rifugio privato, realizzato e in piedi grazie alle donazioni delle persone che hanno creduto in me fino ad ora e che continueranno a farlo.

E’ visitabile, previo appuntamento, perché tutti possano vedere coi propri occhi cosa significa per un coniglio poter essere e fare semplicemente il coniglio e donazioni libere sono sempre bene accette.

I conigli ospiti del Santuario sono adottabili a distanza.

Ho scritto e prodotto un libro fotografico, intitolato “Yogurt. Come un coniglio può cambiarti la vita”, che offro in omaggio a chiunque faccia una donazione per il Santuario di almeno 20 euro.

Chiunque può farne richiesta direttamente a me, tramite il sito di Addestrare Conigli, oppure attraverso la piattaforma di crowdfunding Buonacausa.org, alla pagina https://buonacausa.org/cause/santuario-animali-centro-terapeutico

Ogni anno organizzo per l’ultima domenica di giugno il Rabboot Camp, una giornata da trascorrere in compagnia di conigli e conigliari proprio al Santuario, coinvolgendo anche fotografi professionisti che prestano la loro professionalità scattando foto per mini album personalizzati per piccole donazioni, e per la realizzazione dei calendari e/o delle agende per l’anno a venire.

Attualmente sono ancora disponibili alcune agende per il 2018».

Da parte di tutto lo staffo di Amiconiglio va un grazie immenso a Romy per tutto il tempo che ci ha dedicato e un grandissimo in bocca al lupo per i suoi progetti futuri. Che altro dire? Se ancora avete dubbi o se volte saperne di più vi indichiamo alcuni link utili:

Link utili: www.addestrareconigli.it

Mail: info@addestrareconigli.it

Facebook: https://www.facebook.com/AddestrareConigli/

Gruppo facebook del santuario: https://www.facebook.com/groups/1614977312092622/

Canale Youtube: http://www.youtube.com/http://www.youtube.com/chinino983

L'associazione Amiconiglio onlus si occupa del recupero, della cura e della promozione dell'adozione di conigli, cavie, criceti, gerbilli

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