Il Comandante Alfredino Parlavecchio ci presenta le Guardie Zoofile APG NOA

Chi sono le guardie zoofile e come si può entrare a far parte di questo corpo? Iniziamo a dipanare qualche dubbio in merito, grazie ad Alfredino Parlavecchio, Comandante delle Guardie Zoofile APG NOA, che ci spiega proprio chi queste siano e cosa fanno.

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Il Comandante delle guardie zoofile APG NOA, Alfredino Parlavecchio

Il nostro corpo di Guardie Zoofile si chiama NOA, ossia Nucleo Operativo Amiconiglio, e fa parte, appunto, dell’associazione Amiconiglio onlus.

Ci occupiamo di tutto quello che riguarda sia il penale sia anche l’amministrativo, essendo un corpo di polizia giudiziaria, per cui interveniamo in tutte le segnalazioni, che arrivano alla nostra associazione, per quel che riguarda, ad esempio, i cani in balcone, come i cani maltrattati o altri animali tenuti in condizioni non idonee.

Inoltre, facciamo controlli sul territorio di Roma e provincia per verificare la presenza o meno del microchip nei cani, il possesso e il corretto uso dei sacchetti delle deiezioni, ecc.

Le guardie zoofile NOA esistono da circa un anno e, nel corso dei mesi passati, hanno già effettuato numerosi sequestri, sia penali sia amministratiti, susseguenti a condizioni di maltrattamento o, anche, di abbandono di animali. 

Chiunque fosse interessato a fare il corso per diventare guardia zoofila con la nostra associazione, può seguire la nostra pagina facebook, che si chiama Guardie Zoofile APG NOA, all’interno della quale metteremo l’inserzione per quanto riguarda i prossimi corsi in partenza.16864777_1463531717022398_5133511725739311696_n

Inoltre, sempre su questa stessa pagina troverete anche il resoconto dei servizi svolti dal nostro corpo di guardie zoofile.

Per quel che riguarda la nostra formazione, i corsi saranno articolati tra lezioni teoriche in aula e, poi, uscite sul campo, affiancati da guardie più esperte.

Se volete segnalare dei casi di maltrattamento al NOA dovete inviare una mail all’indirizzo guardiezoofilenoa@amiconiglio.it, indicando quanti più riferimenti possibili sulla situazione che state segnalando, nonché anche il vostro nome e cognome e un recapito telefonico. Non sono accettate segnalazioni anonime o prive di un documento di riconoscimento allegato“.

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Chi conosce personalmente Alfredino Parlavecchio sa con assoluta certezza che, andando probabilmente contro corrente, lui è una di quelle rare persone che fa piuttosto che parlare e, soprattutto, sa che, quando Alf (ci piace chiamarlo così) fa una cosa, la fa con il cuore, in perfetta linea con l’associazione.

Non solo è una persona competente e preparata, ma è una persona che ama gli animali e ogni giorno si impegna perché questi vengano rispettati nella loro dignità di esseri senzienti e unici, come qualsiasi altra vita sul pianeta.

Ecco perché inauguriamo questa sezione del blog con le sue parole, ma è solo l’inizio. Ci faremo aiutare proprio da lui per spiegare come e quando contattare le guardie zoofile, quali sono le competenze necessarie per poter svolgere questa tipologia di volontariato e molto altro ancora…

Intanto un personale e infinito grazie da parte mia e di tutti gli altri volontari ad Alfredino per quello che sa trasmetterci ogni giorno e per esserci sempre e comunque.

I grandi cambiamenti nascono da piccoli gesti e lui ci ha insegnato a compierli tutti insieme. 

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Riflessioni sottovoce…di una volontaria Amiconiglio

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Camillo adottato da Sergio

Queste sono le riflessioni fatte a bassa voce, ma con il cuore pieno d’amore da Marina Porzia, Vice Presidente di Amiconiglio, ma, prima di ogni altra cosa volontaria, e affidataria da anni. Ecco cosa succede quando si decide di dedicarsi alla “vita”…

Sono molti anni ormai che accogliamo creature indifese nelle nostre case, zooplus.ittroviamo sempre un posticino per loro, e, anche quando non c’è, non riusciamo a dire di no, anche se in realtà dovremmo  farlo!!!

 

 

Il più delle volte arrivano dalla strada, da situazioni di abbandono, da famiglie che non li vogliono più, il più delle volte sono feriti nel corpo e nell’anima, spendiamo per loro e con loro ogni giorno tempo, fatiche eh sì a volte anche qualche soldino, ma benediciamo  ogni giorno quegli occhietti che ci guardano riconoscenti e che ogni giorno  illuminano il nostro cammino.

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Coco adottato da Fiammetta

Tante creature sono entrate nelle nostre case e nei nostri cuori e quando arriva il tanto atteso giorno del  “HA TROVATO CASA” è un colpo al cuore!!!

E’ giusto così, Amiconiglio nasce proprio per aiutare queste creature, accoglierle, trovare per loro famiglie speciali in grado di saperle gestire e amare, ma, quando un piccolo impaurito incomincia a fidarsi di noi, a ritrovare fiducia in quell’essere umano che lo ha più volte tradito, amarlo, coccolarlo, curarlo è la cosa più naturale del mondo….e, allora, diventa difficile separarsene, soprattutto se l’affido dura mesi, a volte anche un anno…. Si un anno perché nonostante gli appelli, le foto e tanto altro ancora, alcuni di loro sembrano invisibili.

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Trisha adottata da Ramona

Comunque il fatidico giorno del “HA TROVATO CASA”, arriva sempre, e allora è necessario prepararsi, prendere le distanze, capire che quel coniglio avrà una vita migliore, felice, sarà amato e coccolato;  si comincia, quindi, a chiedere di andare a fare la visita pre adozione per vedere la casa dove andrà a vivere e  per  conoscere le persone che lo ameranno, si chiede di portarlo personalmente nella nuova casa. A questo punto lasciamo al piccolo un oggetto, un ricordo che ci appartiene come per dire “io ci sarò sempre per te”, asciughiamo le lacrime e via senza guardare indietro.

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Muffin adottata da Daniela

Per qualche tempo una foto, un ricordo fa salire agli occhi una lacrima, per qualche tempo si distoglie il pensiero…..poi una nuova emergenza, due nuovi occhietti impauriti ti guardano e chiedono aiuto e tutto ricomincia esattamente come prima, amore, coccole, cure!!!

Queste creature la nostra vita, , le nostre pene , le nostre gioie, un grande immenso amore.

Grazie Amiconiglio, grazie a questa grande immensa famiglia d’amore!!!


Il senso della bellezza. Valore etico o estetico?

Qual’è il senso della bellezza? Una riflessione abbastanza complessa da portare avanti, soprattutto se contagiati dai canoni estetici del nostro tempo…bellezza uguale magrezza, perfezione, giovinezza, assenza di rughe, successo e chi più ne ha più ne metta.

Ossia, in altre parole, bellezza uguale infallibilità sotto ogni punto di vista! Pertanto, si sceglie solo ciò che è esteticamente perfetto e funzionalmente in grado di dare tutte le risposte ad ogni nostra singola richiesta.

Mozzarella
Mozzarella cerca casa

Fin qui potrebbe anche filare il discorso. Il problema è, tuttavia, quando questo stesso ragionamento si sposta dagli oggetti agli animali e, allora, ci ritroviamo di fronte ad una problematica etica vera e propria.

Lasciamo da parte la disquisizione inerente gli esseri umani, per i quali il canone del sé ideale dettato dai mass media sta generando situazioni grottesche, in cui la chirurgia estetica e il botulino fanno da padroni.

Concentriamoci, quindi, sui nostri amici a quattro zampe e chiediamoci: si possono considerare belli solo gli animali sani? E, soprattutto, è corretto scegliere un essere vivente in base alla sua razza o al colore del pelo o alla forma delle orecchie?

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La realtà ci insegna che, giusto o sbagliato che sia, nella maggior parte dei casi va proprio così! Provate a curiosare un pò su facebook, leggendo gli appelli,  e poi fate un confronto tra le richieste di adozione di un animale non di razza ed uno di razza.

Sotto le foto del cane, del gatto o del coniglio di razza troverete tantissimi Mi piace e altrettanti commenti e condivisioni, che vanno a sottolineare – se mai ce ne fosse bisogno – la beltà del soggetto.

Sotto le foto dell’animale comune, invece, i Mi piace tendono a scendere (anche se ci sono, perché ci vuole davvero una frazione di secondo per un click) e i commenti si diradano in maniera significativa.

Romina
Romina cerca casa

Fanno eccezione a tale triste regola gli appelli contenenti le cosiddette adozioni del cuore, ossia quelle riguardanti soggetti anziani o con qualche disabilità, che fanno leva sul senso di buonismo di ognuno di noi (attenzione di buonismo, non di empatia o di genuina bontà) e ci spingono a fare qualcosa per renderci utili. Ricordate il caso del cane Palla? In pochissimo tempo ha fatto il giro del web, è diventata una star ed ha trovato una sistemazione da sogno, anche avendo una sorta di disabilità, provocata dalla follia umana come spesso accade.

Dunque da una parte i belli, dall’altra i fragili e nel mezzo, in una sorta di limbo etereo, gli animali comuni, non di razza, provo do caratteristiche particolari e, per giunta, con un manto uguale a quello di mille altri (ci sembra sia così, ma anche qui ci sbagliamo clamorosamente. Pensiamo alle zebre, che a noi appaiono una identica all’altra e che, invece, sono diverse una dall’altra proprio. In natura non esistono due zebre identiche e la stessa regola vale anche per gli altri animali).

Capiamo, allora, che, messo così, il discorso diventa ben più ampio, perché da un piano meramente estetico si passa ad un altro piano, prettamente etico.

Infatti, dietro ad ogni condivisione di appello c’è una possibilità in più per quel piccolo amico a quattro zampe di trovare una casa e non è un dettaglio minimo.

A questa regola non si sottraggono neanche i coniglio ovviamente. E’ storia antica: un appello di un cucciolo o di un arietino riceve immediatamente decine di richieste di adozione, quello di un coniglietto comune rischia di rimanere sul sito e sulla pagina dell’associazione mesi, venendo ciclicamente riproposto dai volontari per cercare di farlo adottare.

Nocciola
Nocciola cerca casa

Per chi ama gli animali questo tipo di atteggiamento dovrebbe essere bandito dal proprio modus operandi. Un animale in cerca di casa è un animale in difficoltà e bisogna fare del tutto per aiutarlo, a partire dalle condivisioni degli appelli.

Certamente è innegabile che la bellezza ci attragga, ma è altrettanto impensabile che, poi, si condivida un appello spinti da una predilezione per una forma piuttosto per per un’attenzione verso la sostanza.

Spesso i volontari più attivi hanno case piene di animali speciali – anziani, disabili, sottratti a maltrattamenti, quindi fragili da un punto di vista psicologico – per cui davvero diventa difficile comprendere le scelte estetiche di chi si proclama amante degli animali. Ma amante di cosa?

La vita non è un oggetto da esporre, ma semplicemente un’esistenza da proteggere, amare e rispettare. Gli animali non fanno differenza tra il vivere con una disabilità o senza e, soprattutto, ci accettano sempre e comunque come siamo, quindi perché dovremmo essere proprio noi a mettere questo divario?

Cioppina e tigra
Cioppina e Tigre cercano casa

Il nostro impegno deve essere, dunque, proprio quello di portare un modo diverso di leggere la realtà. Lontani dall’antropocentrismo, che detta i canoni estetici, dobbiamo imparare a scegliere affidandoci solo ed esclusivamente al biocentrismo: la vita al centro e tutto il resto ai margini, nelle periferie dei valori che proprio gli animali sanno insegnarci a scegliere.

E per finire coerentemente ricordiamo che tutti i coniglietti nelle foto sono ancora in cerca di adozioni, sono unici e speciali, quindi meritano tutto il nostro aiuto per riuscire a trovare una casa e una famiglia che li ami per sempre.

Un mondo “gentile” è possibile…cronaca di una giornata insieme ad Animal Equality Italia

E’ possibile un mondo “gentile” in cui gli animali, proprio tutti gli animali possano vivere sereni e rispettati nella loro dignità di esseri senzienti? Noi ci crediamo da sempre, ecco perché abbiamo aderito con grande passione alla Giornata Mondiale dei Diritti degli animali promossa da Animal Equality Italia.

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Fonte: Animal Equality Italia

Era ancora mattina presto quando sabato 9 dicembre sotto un cielo plumbeo ed avvolti da un clima umido, che penetrava nelle ossa, ci siamo recati a Piazza del Popolo, per prendere parte all’evento promosso in occasione della Giornata Mondiale dei Diritti degli Animali da Animal Equality Italia.

Una prima volta per qualcuno di noi, un ritorno al passato per qualcun altro, ma, in ogni caso, un esserci e un esserci con il cuore.

Impossibile non farsi travolgere da un’ondata di commozione al momento della lettura del comunicato stampa, scritto appositamente per la giornata e ripetuto più volte in italiano ed in inglese.

Parole crude, che trascinavano con sé immagini di morte e di dolore. Impossibile non commuoversi all’idea di un animale, che entra in un macello ed attende il suo turno per morire. Impossibile non sentire la sua stessa paura e, allo stesso tempo, provare frustrazione per la nostra impotenza, dal momento che qui e ora non possiamo far nulla perché tutto ciò cessi improvvisamente.

Perché alcune parole non sono solo vocaboli, ma vanno dritte in fondo, dirette all’anima e là si prova tutto il dolore per non essere ancora riusciti a fare abbastanza per gli animali da macello.

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Fonte: Animal Equality Italia

Che brutta espressione, vero’ Eppure è proprio così che li chiamano – animali da macello – e spesse volte anche gli stessi individui, che amano cani e gatti e, nel frattempo, si nutrono di altre vite come se un vitello o un maiale o un agnellino o una gallina o qualsiasi altro animale fosse meno degno di vivere di un cane e di un gatto.

Lascio fuori i conigli, perché qui c’è talmente tanta confusione che ancora non si capisce dove collocarli e, mentre se ne discute, noi abbiamo deciso ormai da tempo dove sistemarli: nelle nostre case e nei nostri cuori, dove nessuno può arrivare a far loro del male.

E quelle parole sabato sono, dunque, venute giù lapidee, come lame, ognuna portando con sé troppo, davvero troppo dolore.

Il corpicino di una maialina morta in un allevamento, senza nome e senza storia, è stata la testimonianza silenziosa di quanto male sappia fare l’uomo agli altri animali non umani, senza risparmiare neppure i cuccioli, vittime innocenti della stupida convinzione di poter avere tutto e tutti a nostro piacimento.

Personalmente quando sento parlare Marina Kodros di gentilezza, come ha fatto anche sabato e come recitava uno degli striscioni che erano parte della coreografia, sento un’emozione fortissima. Un groppo alla gola mi blocca il respiro ed è allora impossibile non lasciar scendere giù una lacrima, perché una vita spezzata meriterebbe il pianto di tutto il pianeta, nessuno escluso.

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Fonte: Animal Equality Italia

E dunque Marina ha sempre quest’effetto su di me e ogni volta che la incontro glielo ricordo. Un po’ perché la conosco e so quanta passione mette in tutto quello che fa, perché non è facile trattare la tematica degli allevamenti intensivi e continuare ad usare questa semplice parole, gentilezza, che trascina in sé la speranza non utopistica, ma forte e ricca di energie indispensabili per costruire un mondo antispecista e biocentrico.

Un po’ perché testimonianze come quelle di sabato servono per far vedere che non tutti gli esseri umani sono uguali e che comunque qualcosa si può fare…

La gentilezza è, allora, una sorta di arcobaleno in un cielo grigio ed apparentemente senza spazi di sereno.

Abbiamo davvero vissuto una mattinata intensa, che ci ha arricchiti e resi sempre più determinati a portare avanti la nostra mission per poter vivere in un mondo migliore, senza crudeltà e sofferenza per gli animali. Per questo il nostro ringraziamento va ad Animal Equality Italia e a tutti coloro che condividono il nostro stesso sogno…un sogno gentile e determinato!!!

Una vita non si scarta sotto l’albero

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Locandina di: Ale Fix

“Una vita non si scarta sotto l’albero” questo il titolo della nuova campagna contro l’acquisto di animali nel periodo di natale promossa dall’Associazione Amiconiglio onlus.

Natale, esattamente come l’estate, è un periodo davvero critico per gli animali e per tutti coloro che si trovano ad agire all’interno di associazioni che provvedono al loro benessere.

Infatti, proprio in questo periodo dell’anno, spinti da quel sentimento di buonismo che anima i più, sorge nel cervello la folgorante idea di regalare alle persone ,che amiamo (figli, compagni, amici) un bel cucciolo. Eh sì, proprio un cucciolo (non sia mai un animale adulto o peggio ancora anziano, no proprio un cucciolo!) perché fa tenerezza, ci fa sentire buoni e speciali e si pensa di fare un gesto davvero nobile.

E, se regalo deve essere, lo si deve fare bene: di razza, di un bel colore, con le orecchie in un certo modo e della taglia giusta. Come fosse un maglione o un cappotto, per cui escludiamo immediatamente i rifugi e puntiamo dritti ai negozi, che vendono animali e che ci permettono di scegliere!

Ora che in effetti decidere di accrescere la propria famiglia con un amico a quattro zampe sia un gesto più che nobile nessuno lo nega. Il problema sorge solo nel momento in cui la scelta non è ben ponderata, per cui ecco che, finite le feste, si torna alla vita di ogni giorno, e ci si rende conto che…ops e ora che ci faccio con quest’animale?

Nei migliori dei casi (figuriamoci i peggiori!) si tenta un reso al negozio.  Una sorta di mission impossible perché i negozianti difficilmente si riprendono un animale, dopo essersene liberati. Allora si passa all’opzione b: amici, che amano gli animali e che magari prendono anche il nostro. Se, tuttavia, anche questa possibilità sfuma, rimane l’ultimo tentativo disperato di collocare il proprio animale: si contattano rifugi ed associaioni, nella maggior parte dei casi con una frase, ormai di routine: ho preso l’animale X, lo adoro, vorrei proprio tenerlo MA sono allergico e non lo sapevo prima!

No dico, almeno un pò di fantasia. Trovate un scusa nuova, anche per non sentire sempre le solite frasi stereotipate, che davvero non se ne può più.

I conigli, tra tutti gli animali sono quelli maggiormente sottoposti a tale trattamento.


Come mai? Semplice, perché molte persone pensano, a causa del loro aspetto minuto e dei cartoni animali di Walt Disney con i quali siamo cresciuti, che i conigli siano degli animaletti remissivi (assolutamente NO, sono testardi e caparbi), adattissimi ai bambini (NO, NO e poi ancora NO, sono delle prede, quindi richiedono interazioni particolari e non sono giocattoli. Mordono perché meno pazienti di cani e gatti e più paurosi, quindi, se non avete tempo da dedicare si vostri figli per insegnare loro come comportarsi con un animale. prendete dei peluche per i bambini ma non dei conigli o delle cavie!), facili da tenere (NO ancora una volta idea errata. I conigli hanno bisogno di spazio e di libertà e non possono stare in gabbia, come spesso vi raccontano i negozianti al momento dell’acquisto), di semplice gestione e di facile manipolazione (ultimo NO, ma non meno importante degli altri. Avere un coniglio ha dei costi per la vaccinazione, le cure e la sterilizzazione, tutte operazioni che devono essere eseguite da veterinari esperti in esotici, e mangiano cibo specifico e verdure fresco ogni giorno, quindi la loro gestione richiede anche un impegno economico particolare).

Quest’anno, dunque, il sogno di Amiconiglio onlus è proprio legato non possiamo dire alla non vendita dei conigli (come di ogni altro animale), perché questa è una tematica che compete alla legge e che presto speriamo possa entrare in vigore, ma piuttosto al non acquisto.

Se proprio decidete di prendere un coniglio, allora, adottatelo presso un’associazione, così non solo salverete una vita e lascerete spazio ai volontari per recuperarne un’altra, ma darete modo ad un piccolo amico a quattro zampe di avere una famiglia e di ricevere tutto l’amore che merita. 

Inoltre, potrete avere l’aiuto dei volontari per ricever consigli e per trattare nel miglior modo possibile il nuovo arrivato, nel momento stesso in cui lo fate arrivare nelle vostre abitazioni.

Non fatevi abbindolare dai negozianti che, vendendovi una gabbia, vi regalano un coniglio. Voi come vi sentireste voi se il vostro proprietario di casa, vendendo l’appartamento in cui state, inserisse anche voi nel contratto di compravendita?

Senza considerare che per i conigli le gabbie non sono case, ma prigioni, per cui doppia beffa. Vi vendono una cella, con in regalo il carcerato.

Una vita non si compra e non si vende mai! Purtroppo in un mondo in cui si pensa che tutto sia acquistabile e che l’uomo sia il padrone indiscusso di tutto, questo non è un messaggio facile da far passare, ma è l’unico che in questo preciso momento storico è in grado di salvare il mondo.

Stiamo desertificando zone immense del pianeta, negli oceani abbiamo creato aree morte di devastanti proporzioni e continuiamo a non fermarci.

Se proprio vogliamo fare un gesto d’amore a Natale e sentirci realmente migliori, allora, scegliamo il rispetto per la vita e per quello che questa rappresenta, non importa se all’interno di una pelle o di una pelliccia o di piume.

La vita è vita, si ama, si dona, si coccola e la si cura, ma non si compra mai! 

Coniglio Nano
Caratterisitche, comportamento, allevamento, riproduzione, alimentazione, igiene, salute

Voto medio su 3 recensioni: Buono

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L'associazione Amiconiglio onlus si occupa del recupero, della cura e della promozione dell'adozione di conigli, cavie, criceti, gerbilli

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