Riflessioni sottovoce…di una volontaria Amiconiglio

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Camillo adottato da Sergio

Queste sono le riflessioni fatte a bassa voce, ma con il cuore pieno d’amore da Marina Porzia, Vice Presidente di Amiconiglio, ma, prima di ogni altra cosa volontaria, e affidataria da anni. Ecco cosa succede quando si decide di dedicarsi alla “vita”…

Sono molti anni ormai che accogliamo creature indifese nelle nostre case, zooplus.ittroviamo sempre un posticino per loro, e, anche quando non c’è, non riusciamo a dire di no, anche se in realtà dovremmo  farlo!!!

 

 

Il più delle volte arrivano dalla strada, da situazioni di abbandono, da famiglie che non li vogliono più, il più delle volte sono feriti nel corpo e nell’anima, spendiamo per loro e con loro ogni giorno tempo, fatiche eh sì a volte anche qualche soldino, ma benediciamo  ogni giorno quegli occhietti che ci guardano riconoscenti e che ogni giorno  illuminano il nostro cammino.

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Coco adottato da Fiammetta

Tante creature sono entrate nelle nostre case e nei nostri cuori e quando arriva il tanto atteso giorno del  “HA TROVATO CASA” è un colpo al cuore!!!

E’ giusto così, Amiconiglio nasce proprio per aiutare queste creature, accoglierle, trovare per loro famiglie speciali in grado di saperle gestire e amare, ma, quando un piccolo impaurito incomincia a fidarsi di noi, a ritrovare fiducia in quell’essere umano che lo ha più volte tradito, amarlo, coccolarlo, curarlo è la cosa più naturale del mondo….e, allora, diventa difficile separarsene, soprattutto se l’affido dura mesi, a volte anche un anno…. Si un anno perché nonostante gli appelli, le foto e tanto altro ancora, alcuni di loro sembrano invisibili.

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Trisha adottata da Ramona

Comunque il fatidico giorno del “HA TROVATO CASA”, arriva sempre, e allora è necessario prepararsi, prendere le distanze, capire che quel coniglio avrà una vita migliore, felice, sarà amato e coccolato;  si comincia, quindi, a chiedere di andare a fare la visita pre adozione per vedere la casa dove andrà a vivere e  per  conoscere le persone che lo ameranno, si chiede di portarlo personalmente nella nuova casa. A questo punto lasciamo al piccolo un oggetto, un ricordo che ci appartiene come per dire “io ci sarò sempre per te”, asciughiamo le lacrime e via senza guardare indietro.

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Muffin adottata da Daniela

Per qualche tempo una foto, un ricordo fa salire agli occhi una lacrima, per qualche tempo si distoglie il pensiero…..poi una nuova emergenza, due nuovi occhietti impauriti ti guardano e chiedono aiuto e tutto ricomincia esattamente come prima, amore, coccole, cure!!!

Queste creature la nostra vita, , le nostre pene , le nostre gioie, un grande immenso amore.

Grazie Amiconiglio, grazie a questa grande immensa famiglia d’amore!!!


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Il senso della bellezza. Valore etico o estetico?

Qual’è il senso della bellezza? Una riflessione abbastanza complessa da portare avanti, soprattutto se contagiati dai canoni estetici del nostro tempo…bellezza uguale magrezza, perfezione, giovinezza, assenza di rughe, successo e chi più ne ha più ne metta.

Ossia, in altre parole, bellezza uguale infallibilità sotto ogni punto di vista! Pertanto, si sceglie solo ciò che è esteticamente perfetto e funzionalmente in grado di dare tutte le risposte ad ogni nostra singola richiesta.

Mozzarella
Mozzarella cerca casa

Fin qui potrebbe anche filare il discorso. Il problema è, tuttavia, quando questo stesso ragionamento si sposta dagli oggetti agli animali e, allora, ci ritroviamo di fronte ad una problematica etica vera e propria.

Lasciamo da parte la disquisizione inerente gli esseri umani, per i quali il canone del sé ideale dettato dai mass media sta generando situazioni grottesche, in cui la chirurgia estetica e il botulino fanno da padroni.

Concentriamoci, quindi, sui nostri amici a quattro zampe e chiediamoci: si possono considerare belli solo gli animali sani? E, soprattutto, è corretto scegliere un essere vivente in base alla sua razza o al colore del pelo o alla forma delle orecchie?

zooplus.it

La realtà ci insegna che, giusto o sbagliato che sia, nella maggior parte dei casi va proprio così! Provate a curiosare un pò su facebook, leggendo gli appelli,  e poi fate un confronto tra le richieste di adozione di un animale non di razza ed uno di razza.

Sotto le foto del cane, del gatto o del coniglio di razza troverete tantissimi Mi piace e altrettanti commenti e condivisioni, che vanno a sottolineare – se mai ce ne fosse bisogno – la beltà del soggetto.

Sotto le foto dell’animale comune, invece, i Mi piace tendono a scendere (anche se ci sono, perché ci vuole davvero una frazione di secondo per un click) e i commenti si diradano in maniera significativa.

Romina
Romina cerca casa

Fanno eccezione a tale triste regola gli appelli contenenti le cosiddette adozioni del cuore, ossia quelle riguardanti soggetti anziani o con qualche disabilità, che fanno leva sul senso di buonismo di ognuno di noi (attenzione di buonismo, non di empatia o di genuina bontà) e ci spingono a fare qualcosa per renderci utili. Ricordate il caso del cane Palla? In pochissimo tempo ha fatto il giro del web, è diventata una star ed ha trovato una sistemazione da sogno, anche avendo una sorta di disabilità, provocata dalla follia umana come spesso accade.

Dunque da una parte i belli, dall’altra i fragili e nel mezzo, in una sorta di limbo etereo, gli animali comuni, non di razza, provo do caratteristiche particolari e, per giunta, con un manto uguale a quello di mille altri (ci sembra sia così, ma anche qui ci sbagliamo clamorosamente. Pensiamo alle zebre, che a noi appaiono una identica all’altra e che, invece, sono diverse una dall’altra proprio. In natura non esistono due zebre identiche e la stessa regola vale anche per gli altri animali).

Capiamo, allora, che, messo così, il discorso diventa ben più ampio, perché da un piano meramente estetico si passa ad un altro piano, prettamente etico.

Infatti, dietro ad ogni condivisione di appello c’è una possibilità in più per quel piccolo amico a quattro zampe di trovare una casa e non è un dettaglio minimo.

A questa regola non si sottraggono neanche i coniglio ovviamente. E’ storia antica: un appello di un cucciolo o di un arietino riceve immediatamente decine di richieste di adozione, quello di un coniglietto comune rischia di rimanere sul sito e sulla pagina dell’associazione mesi, venendo ciclicamente riproposto dai volontari per cercare di farlo adottare.

Nocciola
Nocciola cerca casa

Per chi ama gli animali questo tipo di atteggiamento dovrebbe essere bandito dal proprio modus operandi. Un animale in cerca di casa è un animale in difficoltà e bisogna fare del tutto per aiutarlo, a partire dalle condivisioni degli appelli.

Certamente è innegabile che la bellezza ci attragga, ma è altrettanto impensabile che, poi, si condivida un appello spinti da una predilezione per una forma piuttosto per per un’attenzione verso la sostanza.

Spesso i volontari più attivi hanno case piene di animali speciali – anziani, disabili, sottratti a maltrattamenti, quindi fragili da un punto di vista psicologico – per cui davvero diventa difficile comprendere le scelte estetiche di chi si proclama amante degli animali. Ma amante di cosa?

La vita non è un oggetto da esporre, ma semplicemente un’esistenza da proteggere, amare e rispettare. Gli animali non fanno differenza tra il vivere con una disabilità o senza e, soprattutto, ci accettano sempre e comunque come siamo, quindi perché dovremmo essere proprio noi a mettere questo divario?

Cioppina e tigra
Cioppina e Tigre cercano casa

Il nostro impegno deve essere, dunque, proprio quello di portare un modo diverso di leggere la realtà. Lontani dall’antropocentrismo, che detta i canoni estetici, dobbiamo imparare a scegliere affidandoci solo ed esclusivamente al biocentrismo: la vita al centro e tutto il resto ai margini, nelle periferie dei valori che proprio gli animali sanno insegnarci a scegliere.

E per finire coerentemente ricordiamo che tutti i coniglietti nelle foto sono ancora in cerca di adozioni, sono unici e speciali, quindi meritano tutto il nostro aiuto per riuscire a trovare una casa e una famiglia che li ami per sempre.

Un mondo “gentile” è possibile…cronaca di una giornata insieme ad Animal Equality Italia

E’ possibile un mondo “gentile” in cui gli animali, proprio tutti gli animali possano vivere sereni e rispettati nella loro dignità di esseri senzienti? Noi ci crediamo da sempre, ecco perché abbiamo aderito con grande passione alla Giornata Mondiale dei Diritti degli animali promossa da Animal Equality Italia.

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Fonte: Animal Equality Italia

Era ancora mattina presto quando sabato 9 dicembre sotto un cielo plumbeo ed avvolti da un clima umido, che penetrava nelle ossa, ci siamo recati a Piazza del Popolo, per prendere parte all’evento promosso in occasione della Giornata Mondiale dei Diritti degli Animali da Animal Equality Italia.

Una prima volta per qualcuno di noi, un ritorno al passato per qualcun altro, ma, in ogni caso, un esserci e un esserci con il cuore.

Impossibile non farsi travolgere da un’ondata di commozione al momento della lettura del comunicato stampa, scritto appositamente per la giornata e ripetuto più volte in italiano ed in inglese.

Parole crude, che trascinavano con sé immagini di morte e di dolore. Impossibile non commuoversi all’idea di un animale, che entra in un macello ed attende il suo turno per morire. Impossibile non sentire la sua stessa paura e, allo stesso tempo, provare frustrazione per la nostra impotenza, dal momento che qui e ora non possiamo far nulla perché tutto ciò cessi improvvisamente.

Perché alcune parole non sono solo vocaboli, ma vanno dritte in fondo, dirette all’anima e là si prova tutto il dolore per non essere ancora riusciti a fare abbastanza per gli animali da macello.

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Fonte: Animal Equality Italia

Che brutta espressione, vero’ Eppure è proprio così che li chiamano – animali da macello – e spesse volte anche gli stessi individui, che amano cani e gatti e, nel frattempo, si nutrono di altre vite come se un vitello o un maiale o un agnellino o una gallina o qualsiasi altro animale fosse meno degno di vivere di un cane e di un gatto.

Lascio fuori i conigli, perché qui c’è talmente tanta confusione che ancora non si capisce dove collocarli e, mentre se ne discute, noi abbiamo deciso ormai da tempo dove sistemarli: nelle nostre case e nei nostri cuori, dove nessuno può arrivare a far loro del male.

E quelle parole sabato sono, dunque, venute giù lapidee, come lame, ognuna portando con sé troppo, davvero troppo dolore.

Il corpicino di una maialina morta in un allevamento, senza nome e senza storia, è stata la testimonianza silenziosa di quanto male sappia fare l’uomo agli altri animali non umani, senza risparmiare neppure i cuccioli, vittime innocenti della stupida convinzione di poter avere tutto e tutti a nostro piacimento.

Personalmente quando sento parlare Marina Kodros di gentilezza, come ha fatto anche sabato e come recitava uno degli striscioni che erano parte della coreografia, sento un’emozione fortissima. Un groppo alla gola mi blocca il respiro ed è allora impossibile non lasciar scendere giù una lacrima, perché una vita spezzata meriterebbe il pianto di tutto il pianeta, nessuno escluso.

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Fonte: Animal Equality Italia

E dunque Marina ha sempre quest’effetto su di me e ogni volta che la incontro glielo ricordo. Un po’ perché la conosco e so quanta passione mette in tutto quello che fa, perché non è facile trattare la tematica degli allevamenti intensivi e continuare ad usare questa semplice parole, gentilezza, che trascina in sé la speranza non utopistica, ma forte e ricca di energie indispensabili per costruire un mondo antispecista e biocentrico.

Un po’ perché testimonianze come quelle di sabato servono per far vedere che non tutti gli esseri umani sono uguali e che comunque qualcosa si può fare…

La gentilezza è, allora, una sorta di arcobaleno in un cielo grigio ed apparentemente senza spazi di sereno.

Abbiamo davvero vissuto una mattinata intensa, che ci ha arricchiti e resi sempre più determinati a portare avanti la nostra mission per poter vivere in un mondo migliore, senza crudeltà e sofferenza per gli animali. Per questo il nostro ringraziamento va ad Animal Equality Italia e a tutti coloro che condividono il nostro stesso sogno…un sogno gentile e determinato!!!

Una vita non si scarta sotto l’albero

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Locandina di: Ale Fix

“Una vita non si scarta sotto l’albero” questo il titolo della nuova campagna contro l’acquisto di animali nel periodo di natale promossa dall’Associazione Amiconiglio onlus.

Natale, esattamente come l’estate, è un periodo davvero critico per gli animali e per tutti coloro che si trovano ad agire all’interno di associazioni che provvedono al loro benessere.

Infatti, proprio in questo periodo dell’anno, spinti da quel sentimento di buonismo che anima i più, sorge nel cervello la folgorante idea di regalare alle persone ,che amiamo (figli, compagni, amici) un bel cucciolo. Eh sì, proprio un cucciolo (non sia mai un animale adulto o peggio ancora anziano, no proprio un cucciolo!) perché fa tenerezza, ci fa sentire buoni e speciali e si pensa di fare un gesto davvero nobile.

E, se regalo deve essere, lo si deve fare bene: di razza, di un bel colore, con le orecchie in un certo modo e della taglia giusta. Come fosse un maglione o un cappotto, per cui escludiamo immediatamente i rifugi e puntiamo dritti ai negozi, che vendono animali e che ci permettono di scegliere!

Ora che in effetti decidere di accrescere la propria famiglia con un amico a quattro zampe sia un gesto più che nobile nessuno lo nega. Il problema sorge solo nel momento in cui la scelta non è ben ponderata, per cui ecco che, finite le feste, si torna alla vita di ogni giorno, e ci si rende conto che…ops e ora che ci faccio con quest’animale?

Nei migliori dei casi (figuriamoci i peggiori!) si tenta un reso al negozio.  Una sorta di mission impossible perché i negozianti difficilmente si riprendono un animale, dopo essersene liberati. Allora si passa all’opzione b: amici, che amano gli animali e che magari prendono anche il nostro. Se, tuttavia, anche questa possibilità sfuma, rimane l’ultimo tentativo disperato di collocare il proprio animale: si contattano rifugi ed associaioni, nella maggior parte dei casi con una frase, ormai di routine: ho preso l’animale X, lo adoro, vorrei proprio tenerlo MA sono allergico e non lo sapevo prima!

No dico, almeno un pò di fantasia. Trovate un scusa nuova, anche per non sentire sempre le solite frasi stereotipate, che davvero non se ne può più.

I conigli, tra tutti gli animali sono quelli maggiormente sottoposti a tale trattamento.


Come mai? Semplice, perché molte persone pensano, a causa del loro aspetto minuto e dei cartoni animali di Walt Disney con i quali siamo cresciuti, che i conigli siano degli animaletti remissivi (assolutamente NO, sono testardi e caparbi), adattissimi ai bambini (NO, NO e poi ancora NO, sono delle prede, quindi richiedono interazioni particolari e non sono giocattoli. Mordono perché meno pazienti di cani e gatti e più paurosi, quindi, se non avete tempo da dedicare si vostri figli per insegnare loro come comportarsi con un animale. prendete dei peluche per i bambini ma non dei conigli o delle cavie!), facili da tenere (NO ancora una volta idea errata. I conigli hanno bisogno di spazio e di libertà e non possono stare in gabbia, come spesso vi raccontano i negozianti al momento dell’acquisto), di semplice gestione e di facile manipolazione (ultimo NO, ma non meno importante degli altri. Avere un coniglio ha dei costi per la vaccinazione, le cure e la sterilizzazione, tutte operazioni che devono essere eseguite da veterinari esperti in esotici, e mangiano cibo specifico e verdure fresco ogni giorno, quindi la loro gestione richiede anche un impegno economico particolare).

Quest’anno, dunque, il sogno di Amiconiglio onlus è proprio legato non possiamo dire alla non vendita dei conigli (come di ogni altro animale), perché questa è una tematica che compete alla legge e che presto speriamo possa entrare in vigore, ma piuttosto al non acquisto.

Se proprio decidete di prendere un coniglio, allora, adottatelo presso un’associazione, così non solo salverete una vita e lascerete spazio ai volontari per recuperarne un’altra, ma darete modo ad un piccolo amico a quattro zampe di avere una famiglia e di ricevere tutto l’amore che merita. 

Inoltre, potrete avere l’aiuto dei volontari per ricever consigli e per trattare nel miglior modo possibile il nuovo arrivato, nel momento stesso in cui lo fate arrivare nelle vostre abitazioni.

Non fatevi abbindolare dai negozianti che, vendendovi una gabbia, vi regalano un coniglio. Voi come vi sentireste voi se il vostro proprietario di casa, vendendo l’appartamento in cui state, inserisse anche voi nel contratto di compravendita?

Senza considerare che per i conigli le gabbie non sono case, ma prigioni, per cui doppia beffa. Vi vendono una cella, con in regalo il carcerato.

Una vita non si compra e non si vende mai! Purtroppo in un mondo in cui si pensa che tutto sia acquistabile e che l’uomo sia il padrone indiscusso di tutto, questo non è un messaggio facile da far passare, ma è l’unico che in questo preciso momento storico è in grado di salvare il mondo.

Stiamo desertificando zone immense del pianeta, negli oceani abbiamo creato aree morte di devastanti proporzioni e continuiamo a non fermarci.

Se proprio vogliamo fare un gesto d’amore a Natale e sentirci realmente migliori, allora, scegliamo il rispetto per la vita e per quello che questa rappresenta, non importa se all’interno di una pelle o di una pelliccia o di piume.

La vita è vita, si ama, si dona, si coccola e la si cura, ma non si compra mai! 

Coniglio Nano
Caratterisitche, comportamento, allevamento, riproduzione, alimentazione, igiene, salute

Voto medio su 3 recensioni: Buono

€ 14.5

 

Essere Animali da sempre al fianco dei più deboli

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Fonte: Essere Animali

Essere Animali è un’associazione non profit, che agendo mossa dai principi dell’antispecismo, come ricorda nel proprio statuto, opera da anni per tutelare “il rispetto della vita, della dignità e della libertà di tutti gli animali umani e non
umani“.

I suoi volontari partecipano alle attività investigative all’interno di allevamenti di diversi animali, promuovono campagne di protesta e di informazione e, nel corso del tempo, hanno salvato davvero tantissimi piccoli e grandi amici a quattro zampe, ma anche pennuti, da allevamenti intensivi, ossia da strutture all’interno delle quali questi erano stati condannati a morte, colpevoli sono di essere nati della specie sbagliata.

Chi conosce quest’associazione, quindi, ha potuto vedere, anche grazie alle reti televisive e ai giornali, quanto faccia quotidianamente e, soprattutto, quanto sia riuscita a portare davanti alle telecamere, denunciando ciò che i ben pensanti ancora si ostinano a non voler vedere o a giustificare con un semplice e banale: “Da sempre l’uomo si nutre di animali!”. Ottima scusa, ma vetusta esattamente come l’epoca alla quale si fa riferimento. 

Per questo, quando abbiamo chiesto ai referenti di Essere Animali di rilasciarci un’intervista e Claudio si è dimostrato disponibile, per noi è stata una grande gioia, anche perché non solo ci ha dedicato del tempo prezioso, ma ci ha anche raccontato cosa succede nel caso dei conigli, verso i quali è rivolta la maggior parte degli interventi della nostra associazione.

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Fonte: Essere Animali

La nostra mission, dunque, si sta ampliando di giorno in giorno, spinta dalla volontà, oltre che di salvare, recuperare e far adottare i conigli, anche – o forse in questa fase storica soprattutto – di far conoscere lo sfruttamento, al quale questi sono sottoposti quotidianamente.

Uno sfruttamento ancor più silente di quello di bovini, suini e ovi-caprini, dal momento che per gli italiani il coniglio è ancora un animale da carne (espressione orrenda, che trascina in sé tutto il malessere sociale di chi crede che l’antropocentrismo sia una norma, piuttosto che la causa di ogni male a cui viene sotttoposto il pianeta) o da pelliccia e, quindi, non desta alcuna riflessione etica cibarsene o usarlo per la produzione di capi di abbigliamento.

Ecco, dunque, quanto Claudio ci ha raccontato.

D: Quando e come nasce Essere Animali? Quali sono le vostre sedi in Italia?

R: «Essere Animali nasce alla fine del 2011 da attivisti con alle spalle esperienze di campagne specifiche contro la vivisezione e le pellicce. L’idea dell’associazione è nata dalla volontà di poter affrontare concretamente e in modo più innovativo ed efficace possibile anche altri argomenti, soprattutto l’utilizzo degli animali nel settore alimentare.

L’associazione nasce a Bologna e Milano, dove adesso sono presenti due uffici operativi, e si è poi allargata con gruppi a Brescia, Ancona, Bari e Firenze».

D: Qual è la mission della vostra associazione?

R: «Prima di tutto creare conoscenza sul modo in cui vengono considerati e trattati gli animali in questa società. Da lì nasce l’idea delle investigazioni, che sono un modo per aprire un varco in luoghi in cui le persone normalmente non possono avere accesso e che non si vuole far conoscere.

Dopodiché promuovere scelte etiche, sia a livello individuale che aziendale o politico. Quindi la diffusione dell’alimentazione vegana e stili di vita cruelty-free, aiutando con progetti specifici a rendere questi passaggi più facili possibile, ma anche leggi che vadano ad abolire pratiche crudeli e scelte aziendali a favore degli animali».

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Fonte: Essere Animali

D: Quali sono le campagne che state seguendo al momento? E quali avete in programma?

R: «Le principali campagne su cui siamo attivi sono Visoni Liberi, per chiudere gli allevamenti di animali da pelliccia in Italia, e #ViaDagliScaffali, per convincere i supermercati italiani a non vendere più il foie gras. In entrambi i casi abbiamo lanciato la campagna con una investigazione, mostrando immagini choc su queste pratiche, che hanno dato molta forza per i passi successivi.

Con la campagna Visoni Liberi siamo riusciti a fermare l’apertura di nuovi allevamenti e abbiamo contribuito a una riduzione del numero di animali allevati in Italia. Mentre sul foie gras siamo felici di dire che grazie al nostro impegno ben 6400 punti vendita di diversi marchi in tutta Italia non avranno più questo prodotto».

D: Quanto è difficile, non solo fisicamente, ma anche emotivamente, entrare in un allevamento? Come si può poi continuare ad andare avanti?

R: «La difficoltà emotiva rende questo lavoro non adatto a tutti, per cui ci sono persone che si sentono più pronte a entrare in contatto con la sofferenza degli animali. Ognuno reagisce in modo diverso, ma nel momento in cui gli attivisti sono dentro pensano solo allo scopo per cui lo fanno: documentare e mostrare a milioni di persone qualcosa che altrimenti resterebbe nascosto. Sono i risultati che fanno andare avanti, che danno la forza di continuare».

D: Visto che Amiconiglio si occupa di specifico di conigli, cosa potete dirci, in base alla vostra esperienza, relativamente alle condizioni di vita di questi animali negli allevamenti? Ne avete visitato qualcuno? sapete dirci, voi che siete ormai degli esperti del settore, quale verità si cela anche dietro la coniglicoltura?

R: «I conigli sono tra gli animali che purtroppo se la passano peggio. Per loro non esiste nemmeno una normativa specifica di riferimento e non esistono allevamenti a terra o all’aperto: nascono e crescono in piccole gabbie di rete metallica, sopraelevate dal terreno. Non toccano la terra, l’erba, non sentono il sole o il vento, non possono saltare.

Lo scorso anno abbiamo portato una giornalista di La7 dentro un allevamento dalle condizioni terribili in provincia di Forlì. Le immagini viste in Tv e la nostra denuncia hanno portato alla chiusura della struttura, che fino a quel momento mandava al macello fino a 10.000 conigli l’anno. Un risultato quasi senza precedenti in Italia, frutto del nostro Team Investigativo».

D: Come è possibile aiutarvi?

R: «La prima cosa è seguirci sui social e iscriversi alla nostra newsletter per partecipare alle campagne e diffondere le investigazioni.

Poi chi crede nei risultati e nell’importanza del Team Investigativo di Essere Animali può scegliere di diventare Supporter: con una donazione mensile a scelta, anche pochi euro, si rende possibile una continuità e una crescita di efficacia del lavoro dei nostri attivisti, che oltre a entrare negli allevamenti lavorano sotto copertura dentro strutture dove gli animali vengono sfruttati o uccisi. A voii costa pochissimo, ma per noi è un sostegno vitale. https://www.essereanimali.org/supporter/

Inoltre si può scegliere di donare il 5×1000 all’associazione, aiutando così tutte le campagne e attività praticamente a costo zero. https://www.essereanimali.org/5×1000».

Parole forti, che portano con sé il coraggio e, soprattutto, l’esperienza concreta di chi non parla da dietro un pc, ma agisce sul campo, scendendo in prima linea quando occorre, spinto proprio dal voler tutelare i più inermi, in questo caso, quindi, gli animali.

Ad Essere Animali va il nostro immenso grazie per tutto quello che fanno e per il tempo prezioso, che ci hanno dedicato. Speriamo anche in future collaborazioni insieme.

Nel frattempo noi continueremo a seguirli e a promuovere quanto fanno, perché l’informazione è la prima arma contro l’ignoranza e l’omertà. Far conoscere quanto avviene negli allevamenti intensivi è stato un punto di forza verso la scelta vegan di molte persone e verso la maggior consapevolezza di quanto dolore e sangue ci siano dietro un piatto di carne o una pelliccia di lapin.

Il merito va a chi rischia ogni giorno pur di portare avanti le investigazioni, di promuovere azioni di protesta e di far conoscere la verità e i volontari di Essere Animali in questo hanno un ruolo di primaria importanza, di fronte al quale possiamo solo prendere esempio e riflettere.

 

L'associazione Amiconiglio onlus si occupa del recupero, della cura e della promozione dell'adozione di conigli, cavie, criceti, gerbilli

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