L’immoralità dell’abbandono e l’illogicità del ricatto

Abbandonare un animale è già, di per sé, una scelta immorale, dal momento che viola l’etica umana del prendersi cura e del tutelare un’altra vita.

Ma se all’abbandono uniamo anche il ricatto, ecco qui davvero si superano i limiti della decenza.

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Se non è ancora chiaro ciò che sto dicendo, provo a spiegarlo più semplicemente.

In genere inizia così: una telefonata (rara, perché ci vuole coraggio per reggere il confronto con l’altro, anche se c’è un cellulare a fare da protezione) o un messaggio nella nostra pagina facebook (molto più frequente perché i mass media ci hanno insegnato che la platealità porta a risultati migliori, che contengono sempre le solite scuse.

La più gettonata è: “Sono diventato improvvisamente allergico al pelo degli animali (non importa se sia un cane, un gatto, un coniglio tanto, ormai, le allergie dilagano e sembrano andare per la maggiore come alibi), quindi non posso più tenere il mio coniglio“.

Qui, se ancora la grettezza e la pochezza della frase-scusa in sé non bastassero, alcuni tentano per rincarare la dose la strada del pietismo, aggiungendo anche un freddo e poco credibile “A malincuore, ma devo proprio darlo via” e poi, come asso nella manica, ancora da giocare in una partita di poker, in cui il bluff è tutto, fanno scattare il ricatto: “Perciò o venite a prendervelo immediatamente o lo metto in strada!“. Fine della storia e da qui la palla passa a noi come associazione.

La seconda scusa, ben nota a tutti i volontari, è poi: “Domani devo partire e non posso portare con me il coniglio, perciò o lo prendete voi immediatamente (da evidenziare l’immediatamente che è tra il ridicolo e l’irritante) oppure lo devo lasciare in strada“.


zooplus.it

I più furbi tentano anche la via della manipolazione adulatoria, con un “So che siete l’associazione più seria che esista e che non lascereste mai in strada un povero coniglio“.

E qui avete perfettamente ragione: siamo seri e non lasceremmo mai in strada un coniglio, né nessun altro animale, ma vanno fatte alcune precisazioni essenziali.

Intanto l’abbandono è un reato! Quindi se chi chiama afferma di voler abbandonare il proprio animale e lo fa, ecco noi lo denunciamo e, avendo anche un corpo di guardie zoofile, davvero non possiamo soprassedere di fronte a tali affermazioni.

Inoltre, vorremmo far presente a tutti quelli che tentano il ricatto in questo modo, che non siamo un servizio di pronto intervento, né tanto meno un pronto soccorso. Non abbiamo a nostra disposizione Villa Borghese o Villa Pamphili come parco, per sistemare tutti i conigli, che ci chiedete di prendere, ma siamo noi che – come volontari -, apriamo le porte delle nostre abitazioni per rispondere alle viarie emergenze e, come credo sia facile immaginare, al momento siamo stra pieni.

Pertanto, soprattutto di fronte ai ricatti diciamo NO!

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E’ troppo facile e comodo prendere un animale, per poi pensare di scaricarlo a qualcun altro, quando diventa di troppo. Semplice così, fin troppo.

E tentare di far leva sui sensi di colpa dei volontari, è un gesto ancor più ignobile del precedente.

Da tempo abbiamo imparato, tra una lacrima ed una fitta al cuore, che non possiamo salvare tutti. E non possiamo farlo perché non abbiamo i mezzi economici per farlo, né gli spazi necessari per ospitare, né le forze, né il tempo materiale. Dedichiamo ogni attimo libero alla cura degli animali e lo facciamo nel migliore dei modi possibili con amore ed onestà.

Ecco perché siamo stanchi dei ricattatori dell’ultimo istante, quelli che pensano che la vita di un animale sia un oggetto, che si butta via quando non serve più.

A tutti voi vogliamo donare un consiglio: compratevi dei peluche (anche se questi potrebbero causare allergie proprio come i conigli e gli altri pet), scegliete dei passatempo più salutari (ad esempio correre all’aria aperta è dimostrato che ossigena il cervello, quindi magari unite l’utile al dilettevole), pagate uno psicologo piuttosto che raccontarvi di essere buoni prendendo degli animali.

Insomma fate qualsiasi cosa non arrechi danno ad altri esseri viventi e, soprattutto, tentate di cambiare, perché non solo il mondo non ha bisogno di gente come voi centrata solo su se stessa, ma noi volontari siamo stanchi di raccogliere i cocci delle vostre distruzioni. 

Il coniglio che vedete in foto è il nostro ultimo recupero: ecco quello a cui siamo costretti a rispondere quasi ogni giorno. Dire no è impossibile, ma non necessariamente così scontato!

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