Natale con i tuoi, Pasqua non con noi…perché non siamo giocattoli

conigli

Lettera aperta di un coniglio a te, che ha deciso di usarlo come regalo di Pasqua.

Buongiorno, oggi, scrivo proprio a te. A te che pensi di poter comprare la mia vita in qualche negozio o da qualche allevatore, posti terribili gestiti da umani scellerati che ancora vendono me e tutti i miei fratelli (non importa di quale specie o razza siano), come fossimo degli oggetti.

Ecco sappi che io sono un coniglio, un animale, un essere senziente, che ha paura, soffre, gioisce e di certo tutto sono meno che un giocattolo o un passatempo.

Sappi ancora che la mia vita in questa gabbia mi va davvero tropo stretta e non so neppure come io abbia fatto a finire qui. Sono ancora troppo piccolo e dovrei stare con la mia mamma e i miei fratellini, ma ci hanno separati e ora non so più nulla di loro.

A nulla sono valsi i miei tentativi di scalciare o di mordere – in fondo sono solo un cucciolo e, per di più di coniglio, cosa potrei fare? – perché quella mano fredda e rude mi ha afferrato e gettato in questa gabbia, fatta di sbarre d’acciaio e di dura plastica sotto le zampe.


zooplus.it

Qui i giorni passano tutti uguali e non so neanche se là fuori sia giorno o notte. Alcuni umani con i loro cuccioli si avvicinano, mi toccano, urlano ed io tremo di paura, ma loro neppure se ne accorgono, vanno troppo di corsa. Qualcuno dice: “Che bello!”, qualcun altro “Poverino!”, ma io sono sempre qua e attendo…

E attendo forse proprio te che stai leggendo ora queste mie parole. Attendo che finalmente mi porti via di qua, mi sistemi in casa con te e mi ridai quella libertà e quella dignità, che qualcun altro prima di te ha violato ed offeso.

E spero con tutto il cuore che questo accada presto, per poter imparare a riconoscere la tua mano quando mi accarezzerai, i tuoi odori quando ti sentirò arrivare, la tua voce, che rimarrà sempre bassa e gentile per non spaventarmi. E così so che saprai prenderti cura di me nel giusto modo, dandomi le cure di cui potrei aver bisogno nel corso della mia vita e le pappe, di cui sono ghiotto, ma che sono specifiche per me.

Ecco io ho bisogno di tutto questo per vivere. So che non è poco, so che ti sto chiedendo un impegno serio e che sia per sempre, ma – come si dice? – patti chiari, amicizia lunga! E io so essere un amico davvero fedele, ricordalo sempre, ogni giorno, fino all’ultimo, quando ti chiederò forse anche di accompagnarmi verso il mio ultimo viaggio.

Quindi se pensi di non poter fare tutto ciò, ma soprattutto se credi che io sia un giocattolo, lasciami qui e qualcun altro passerà a salvarmi.

Non creare altre vittime innocenti di abbandono. Non sottopormi a quest’altro dolore, come se già questa condizione in cui mi trovo non fosse abbastanza triste per me.

Ricordati che quando adotti devi farlo per sempre. Altrimenti segui l’antico adagio: Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi, ma non con me!

I conigli e tutti gli altri animali non sono giocattoli. Non si comprano e non si dovrebbero vendere, perché l’amore chiede e dà solo amore e mai denaro!

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