Quando la situazione sfugge di mano: storie di abbandoni e delle loro conseguenze

AMICI

Forlì, Emilia Romagna, Ottobre 2017: mattanza dei conigli nel parco urbano Franco Agosto.

Sciacca, Sicilia, Febbraio 2018: uccisione di più di trenta cani.

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Fonte: Forlì Today

E’ accaduto a Forlì alcuni mesi fa. Qualcuno lo avrà dimenticato, altri invece neppure conoscono la vicenda. Il 24 Ottobre 2017 iniziava la mattanza dei conigli nel parco urbano F.Agosto. Il parco, già a partire dal 2012 , si era visto sommerso da una quantità enorme di conigli, molti dei quali affetti da mixomatosi. La mixomatosi è una malattia mortale per il coniglio e trasmissibile solo da specie a specie, né ad altri animali, né agli esseri umani. Nonostante ciò è una malattia per la quale non vi è alcun tipo di rimedio e i conigli affetti non sono curabili. Il parco non solo è stato “sommerso” dai conigli perché – ricordo per chi non lo sapesse – questa è una specie animale che raggiunta la maturità sessuale (dai tre mesi circa) è pronta costantemente all’accoppiamento, ma in breve tempo da molti soggetti malati. Non sono servite petizioni, riunioni di associazioni, manifestazioni, articoli, proteste, o controproposte. La decisione finale è stata quella di agire nel più breve tempo possibile (nonostante la situazione si fosse presentata già ormai da diversi anni, parliamo del 2012), eliminando da ogni punto di vista il problema con l’abbattimento dei conigli dichiarati infetti, la numerazione e l’isolamento dei conigli “apparentemente” sani.

Ed è quell’apparentemente che ci dovrebbe spaventare. Ma non solo. Vietate le riprese di video e foto da parte dei rappresentanti di associazioni animaliste. Alcuni mesi prima, in data 18 Luglio, si era tenuto l’ultimo tavolo tecnico al quale parteciparono Comune, Associazioni animaliste e Asl. Nonostante ci fosse la partecipazione di alcune associazioni no profit, pronte ad offrirsi per risolvere il problema in maniera differente, la decisione finale non ha previsto una strategia diversa e meno cruda.

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Fonte: Tg Com 24

Succede a Sciacca, in Sicilia, in provincia di Agrigento, lo scorso Febbraio, l’uccisione di una trentina di cani randagi morti per avvelenamento da cibo, le cui carcasse sono state ritrovate ai margini delle strade. Non è stato possibile comprendere chi possa essere stato l’artefice di ciò. Forse qualcuno dall’alto che ha trovato la soluzione più semplice ad un soprappopolamento di cani randagi, o qualche cittadino spazientito ed impauzooplus.itrito. Ci sono voluti tre giorni perché i corpi di quei poveri cani venissero raccolti.

Regioni diverse. Specie animali differenti. Ma qualcosa in comune. E’ la mano devastatrice dell’uomo. Quella che ha abbandonato e ha generato questo tipo di situazione. Quella che con ignoranza, superficialità ed egoismo ha ben pensato di intervenire nel modo più semplice: con l’eliminazione, nel minor tempo possibile, del problema. Un problema che non avrebbe avuto modo di esistere se l’uomo non l’avesse generato.
Il massacro. Ecco cosa hanno in comune.

Ci sarebbe voluto un tempo eccessivo per analizzare singolarmente già a partire dal 2012 ogni singolo coniglio del parco di Forlì e comprendere realmente quali soggetti fossero allora sani o quantomeno curabili, e per quali invece ormai non ci fossero più speranze. Un tempo, una volontà e dei costi che per un essere animale non possono essere impiegati. E se qualcuno avesse avuto modo di riprendere l’accaduto con foto o video la situazione sarebbe sicuramente degenerata, perché quale uomo di fronte alla prova di ciò che ha causato la propria mano, resta inerme?! E, adesso che al problema una soluzione si è trovata, chi ci assicurerà che non si ripresenterà una situazione simile? Chi impedirà all’uomo di ABBANDONARE e generare una TRAGEDIA?

I conigli che vivono in natura generalmente non hanno vita lunga (almeno non tutti) perché sono prede e la loro morte è spesso causata da questo. Ma il loro fisico è certamente più forte agli agenti esterni perché parliamo di conigli selvatici. Un coniglio acquistato e quindi probabilmente strappato alla mamma prima dello svezzamento e non pronto, addomesticato, privato del proprio habitat e del proprio ambiente (non importa se per molto o poco tempo) non sopravviverà mai all’ambiente esterno senza ammalarsi. Ed una delle malattie più dolorose e devastanti e sicuramente trasmissibile ad un coniglio non abituato all’ambiente esterno è proprio la mixomatosi. Contagerà in breve tempo qualunque coniglio sano, e potendosi già accoppiare dai tre mesi circa genererà conigli malati e così via.

Non si abbandona, mai! Non si acquista, semmai si adotta. E non lo si fa per gli altri, ma solo per noi stessi,e con coscienza. La vita poi ti riserva sorprese. Un trasferimento improvviso, un’altra città, una sopraggiunta malattia o una disponibilità economica che non c’è più. Allora si cerca chi possa prendersene cura al posto nostro. Una persona fidata, un amico, un familiare, qualcuno che sappia a cosa andrà incontro, o un’Associazione.

Ma tu, che hai abbandonato il tuo coniglietto nel parco urbano di Forlì pensando di donargli nuova vita senza comprendere le conseguenze delle tue azioni riesci a dormire la notte sapendo che una tale strage si è venuta a creare grazie a te?
Sciacca. La responsabilità non è solo del cittadino impaurito (ammesso che siano stati i cittadini) che ha sparso cibo avvelenato. La responsabilità è di chi ha abbandonato, e di chi si è coperto gli occhi e non è intervenuto per evitare che ci fosse un tale sovraffollamento di cani. Alcuni di quei cani erano stati vaccinati e sterilizzati dalle associazioni a proprie spese. Ma le associazioni non sono riuscite ad intervenire per tutti. Nessuno lo ha fatto al loro posto. Così ci hanno rimesso delle vite innocenti.
E tu, che vivi a Sciacca e camminando sei inciampato in uno di quei cuccioli di cui proprio tu ti eri stancato, come ti senti sapendo che a causa tua è successo questo?
Prevenzione. Questa è la parola d’ordine.
La tragedia di Sciacca ha scosso le acque. Parte il piano Randagismo in Sicilia, verranno finalmente sterilizzati i cani randagi.

Non aspettiamo le tragedie, agiamo prima che si creino.

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