Il senso della bellezza. Valore etico o estetico?

Qual’è il senso della bellezza? Una riflessione abbastanza complessa da portare avanti, soprattutto se contagiati dai canoni estetici del nostro tempo…bellezza uguale magrezza, perfezione, giovinezza, assenza di rughe, successo e chi più ne ha più ne metta.

Ossia, in altre parole, bellezza uguale infallibilità sotto ogni punto di vista! Pertanto, si sceglie solo ciò che è esteticamente perfetto e funzionalmente in grado di dare tutte le risposte ad ogni nostra singola richiesta.

Mozzarella
Mozzarella cerca casa

Fin qui potrebbe anche filare il discorso. Il problema è, tuttavia, quando questo stesso ragionamento si sposta dagli oggetti agli animali e, allora, ci ritroviamo di fronte ad una problematica etica vera e propria.

Lasciamo da parte la disquisizione inerente gli esseri umani, per i quali il canone del sé ideale dettato dai mass media sta generando situazioni grottesche, in cui la chirurgia estetica e il botulino fanno da padroni.

Concentriamoci, quindi, sui nostri amici a quattro zampe e chiediamoci: si possono considerare belli solo gli animali sani? E, soprattutto, è corretto scegliere un essere vivente in base alla sua razza o al colore del pelo o alla forma delle orecchie?

zooplus.it

La realtà ci insegna che, giusto o sbagliato che sia, nella maggior parte dei casi va proprio così! Provate a curiosare un pò su facebook, leggendo gli appelli,  e poi fate un confronto tra le richieste di adozione di un animale non di razza ed uno di razza.

Sotto le foto del cane, del gatto o del coniglio di razza troverete tantissimi Mi piace e altrettanti commenti e condivisioni, che vanno a sottolineare – se mai ce ne fosse bisogno – la beltà del soggetto.

Sotto le foto dell’animale comune, invece, i Mi piace tendono a scendere (anche se ci sono, perché ci vuole davvero una frazione di secondo per un click) e i commenti si diradano in maniera significativa.

Romina
Romina cerca casa

Fanno eccezione a tale triste regola gli appelli contenenti le cosiddette adozioni del cuore, ossia quelle riguardanti soggetti anziani o con qualche disabilità, che fanno leva sul senso di buonismo di ognuno di noi (attenzione di buonismo, non di empatia o di genuina bontà) e ci spingono a fare qualcosa per renderci utili. Ricordate il caso del cane Palla? In pochissimo tempo ha fatto il giro del web, è diventata una star ed ha trovato una sistemazione da sogno, anche avendo una sorta di disabilità, provocata dalla follia umana come spesso accade.

Dunque da una parte i belli, dall’altra i fragili e nel mezzo, in una sorta di limbo etereo, gli animali comuni, non di razza, provo do caratteristiche particolari e, per giunta, con un manto uguale a quello di mille altri (ci sembra sia così, ma anche qui ci sbagliamo clamorosamente. Pensiamo alle zebre, che a noi appaiono una identica all’altra e che, invece, sono diverse una dall’altra proprio. In natura non esistono due zebre identiche e la stessa regola vale anche per gli altri animali).

Capiamo, allora, che, messo così, il discorso diventa ben più ampio, perché da un piano meramente estetico si passa ad un altro piano, prettamente etico.

Infatti, dietro ad ogni condivisione di appello c’è una possibilità in più per quel piccolo amico a quattro zampe di trovare una casa e non è un dettaglio minimo.

A questa regola non si sottraggono neanche i coniglio ovviamente. E’ storia antica: un appello di un cucciolo o di un arietino riceve immediatamente decine di richieste di adozione, quello di un coniglietto comune rischia di rimanere sul sito e sulla pagina dell’associazione mesi, venendo ciclicamente riproposto dai volontari per cercare di farlo adottare.

Nocciola
Nocciola cerca casa

Per chi ama gli animali questo tipo di atteggiamento dovrebbe essere bandito dal proprio modus operandi. Un animale in cerca di casa è un animale in difficoltà e bisogna fare del tutto per aiutarlo, a partire dalle condivisioni degli appelli.

Certamente è innegabile che la bellezza ci attragga, ma è altrettanto impensabile che, poi, si condivida un appello spinti da una predilezione per una forma piuttosto per per un’attenzione verso la sostanza.

Spesso i volontari più attivi hanno case piene di animali speciali – anziani, disabili, sottratti a maltrattamenti, quindi fragili da un punto di vista psicologico – per cui davvero diventa difficile comprendere le scelte estetiche di chi si proclama amante degli animali. Ma amante di cosa?

La vita non è un oggetto da esporre, ma semplicemente un’esistenza da proteggere, amare e rispettare. Gli animali non fanno differenza tra il vivere con una disabilità o senza e, soprattutto, ci accettano sempre e comunque come siamo, quindi perché dovremmo essere proprio noi a mettere questo divario?

Cioppina e tigra
Cioppina e Tigre cercano casa

Il nostro impegno deve essere, dunque, proprio quello di portare un modo diverso di leggere la realtà. Lontani dall’antropocentrismo, che detta i canoni estetici, dobbiamo imparare a scegliere affidandoci solo ed esclusivamente al biocentrismo: la vita al centro e tutto il resto ai margini, nelle periferie dei valori che proprio gli animali sanno insegnarci a scegliere.

E per finire coerentemente ricordiamo che tutti i coniglietti nelle foto sono ancora in cerca di adozioni, sono unici e speciali, quindi meritano tutto il nostro aiuto per riuscire a trovare una casa e una famiglia che li ami per sempre.

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